Legacoop Agroalimentare: rese di grano in crescita, ma il crollo dei prezzi mette a rischio la redditività delle aziende agricole

L’aumento della produzione di grano non basta a sostenere la redditività delle imprese agricole. È quanto emerso nel corso del Tavolo Grano convocato presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, dove è stato fatto il punto sull’andamento della campagna cerealicola e sull’evoluzione del mercato. Per Legacoop Agroalimentare hanno partecipato il Vicepresidente Franco Michelini (in foto) e il Responsabile del Settore Cerealicolo Gabriel Cecchini, che hanno ribadito la necessità di rafforzare gli strumenti di valorizzazione della filiera attraverso contratti di filiera pluriennali, diffusione del seme certificato e investimenti nell’innovazione.

Secondo Franco Michelini, la campagna si presenta positiva sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo, ma il forte ribasso delle quotazioni del grano annulla i benefici derivanti dalle maggiori rese, rendendo necessario un sistema capace di distribuire in modo più equo il valore lungo tutta la filiera.

Produzione in aumento, ma margini sempre più ridotti

Nel corso del confronto è stato evidenziato un incremento della produzione di grano rispetto allo scorso anno, con aumenti stimati tra il 10% e il 20%, accompagnati da una qualità generalmente conforme agli standard richiesti dall’industria della trasformazione.

I risultati sono stati favoriti anche dall’impiego di tecniche agronomiche meno impattanti, in grado di migliorare la sostanza organica del terreno, sulle quali Legacoop Agroalimentare ritiene opportuno intensificare le attività di ricerca e sperimentazione.

L’andamento climatico si è rivelato mediamente favorevole nella fase della raccolta, nonostante le elevate temperature registrate tra la fine di maggio e il mese di giugno. Alcune criticità si sono invece manifestate durante le semine autunnali in specifiche aree, dove parte delle superfici destinate al grano è stata convertita a orzo, girasole o colture primaverili.

Prezzi in calo e costi in aumento

A fronte della buona produzione, Legacoop Agroalimentare ha evidenziato come il calo dei prezzi del grano, unito all’aumento dei costi energetici e dei mezzi tecnici, stia comprimendo in maniera significativa la redditività delle aziende agricole.

Secondo le elaborazioni Ismea 2025 sul grano tenero, i costi complessivi di produzione ammontano a circa 1.427 euro per ettaro, mentre la Produzione Lorda Vendibile (PLV) si attesta intorno a 1.448 euro per ettaro, lasciando un margine di appena 21 euro per ettaro, al quale si aggiungono i contributi della PAC e quelli nazionali.

L’insieme dei costi legati alla lavorazione meccanica e alla manodopera rappresenta circa il 30% dei costi complessivi. Secondo l’organizzazione, l’adozione di tecniche innovative potrebbe contribuire a ridurre questa incidenza.

Contratti di filiera e ruolo della cooperazione

Per Legacoop Agroalimentare, la diffusione dei contratti di filiera pluriennali rappresenta la risposta più efficace per garantire maggiore programmazione, stabilità e valorizzazione della produzione nazionale.

La cooperazione di trasformazione viene indicata come il naturale prolungamento dell’impresa agricola verso il mercato, assicurando il ritiro del prodotto, la programmazione delle produzioni e la valorizzazione dell’origine italiana.

L’organizzazione sottolinea tuttavia che tali obiettivi possono essere raggiunti soltanto attraverso un adeguato riconoscimento economico del prodotto. In caso contrario, molti produttori potrebbero orientarsi verso colture economicamente più remunerative, riducendo le superfici dedicate al grano.

Innovazione, sementi certificate e Tecniche di Evoluzione Assistita

Franco Michelini ha ribadito l’importanza della diffusione del seme certificato e del continuo miglioramento genetico delle varietà coltivate.

Secondo Legacoop Agroalimentare, il ricorso all’autoproduzione della semente, pur consentendo un risparmio immediato stimato intorno al 40% del costo di acquisto, comporta una riduzione della produttività e della qualità delle colture, con effetti economici negativi superiori al beneficio iniziale.

L’organizzazione ha inoltre espresso il proprio sostegno alle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), considerate uno strumento fondamentale per aumentare la resilienza delle colture, migliorare la sostenibilità economica e ambientale e favorire l’innovazione dell’intero comparto cerealicolo.

Stoccaggi, Commissione Unica Nazionale e Coltiva Italia

Nel corso del Tavolo è stato affrontato anche il tema dei costi di stoccaggio, sostenuti dal sistema cooperativo per il ritiro, la conservazione e la commercializzazione del prodotto durante l’intero anno. Legacoop Agroalimentare ha evidenziato la necessità di garantire condizioni economiche adeguate, anche in considerazione degli investimenti effettuati attraverso il PNRR.

Per quanto riguarda la Commissione Unica Nazionale (CUN), l’organizzazione ritiene che il sistema possa esprimere pienamente la propria efficacia solo se il prezzo definito diventerà un reale riferimento per gli operatori del mercato. Diversamente, il rischio è che la CUN rappresenti un vincolo soltanto per le cooperative nei confronti dei soci conferenti, creando uno scostamento tra il valore di mercato e quello fissato dalla Commissione.

Infine, Legacoop Agroalimentare ha espresso apprezzamento per l’attività di controllo svolta dall’ICQRF a tutela della filiera e ha accolto con favore l’annuncio del Ministro relativo alla prevista approvazione definitiva del programma Coltiva Italia nel mese di ottobre, con l’avvio degli investimenti previsto da gennaio 2028, manifestando fiducia nella capacità del sistema nazionale di utilizzare efficacemente le risorse disponibili.