Ferrarini rafforza la crescita: il 2025 si chiude con ricavi a 197 milioni e EBITDA a 13,4 milioni di euro

Ferrarini chiude il 2025 con risultati in forte miglioramento, confermando l’efficacia del percorso di rilancio avviato insieme al Gruppo Pini. Il fatturato raggiunge i 197 milioni di euro, in crescita rispetto ai 191 milioni dell’anno precedente, mentre il ritorno alla redditività segna un passaggio decisivo per il consolidamento dell’azienda nel panorama agroalimentare.

Questi risultati riflettono una strategia fondata su efficienza operativa, innovazione tecnologica e integrazione lungo tutta la filiera, elementi che hanno permesso al brand emiliano di rafforzare la propria posizione anche a livello internazionale.

Redditività e miglioramento operativo

Nel 2025, Ferrarini registra un EBITDA di 13,4 milioni di euro e un utile ante imposte di 3,4 milioni di euro, invertendo il risultato negativo dell’anno precedente. Il miglioramento della gestione operativa è stato sostenuto da una significativa ottimizzazione dei costi di produzione e da una maggiore efficienza complessiva.

Parallelamente, la riduzione delle rimanenze e la crescita dei ricavi evidenziano un modello industriale più equilibrato e sostenibile, capace di generare valore nel lungo periodo.

Consolidamento societario e rafforzamento finanziario

L’anno è stato caratterizzato anche da un importante passaggio sul piano societario, con l’ingresso di AMCO S.p.A. nel capitale con una quota del 20%. Questo ha contribuito al rafforzamento della struttura finanziaria e all’attuazione del piano di rilancio.

Il consolidamento è stato accompagnato da un aumento di capitale di 10 milioni di euro da parte della controllante, destinato a sostenere gli investimenti in innovazione e automazione, oltre al completamento delle operazioni legate al concordato.

Strategia commerciale ed export in espansione

La crescita di Ferrarini è trainata anche dall’export, che registra un incremento del 15% grazie alla presenza internazionale e alle sinergie con le società del gruppo, tra cui Litera Meat. L’azienda continua a puntare su una strategia di prodotto che combina tradizione e innovazione, ampliando l’offerta con nuove referenze premium.

Tra le novità presentate figurano prodotti che affiancano l’iconico prosciutto cotto, rafforzando il posizionamento del marchio nei segmenti di alta qualità.

Investimenti e visione futura

Uno degli elementi chiave della strategia di sviluppo è rappresentato dal nuovo stabilimento di Masone, a Reggio Emilia, un progetto da 100 milioni di euro che punta a realizzare entro il 2028 il primo impianto europeo per la produzione di prosciutto cotto a impatto zero.

Questo investimento si inserisce in una visione di lungo periodo che mira a raddoppiare il fatturato fino a raggiungere i 400 milioni di euro, consolidando ulteriormente la presenza globale del brand.

Il ruolo del management

“I risultati ottenuti testimoniano con chiarezza la validità del percorso di crescita intrapreso,” commenta l’Amministratore Delegato di Ferrarini, Daniela Filipaz (in foto).

“Questo successo è il frutto del progressivo rafforzamento dell’integrazione all’interno del Gruppo Pini. La solidità finanziaria del Gruppo, unita alla costante attenzione di Pini nell’ottimizzazione produttiva, innovazione tecnologica e sviluppo di prodotti di alta qualità ha dato modo a Ferrarini di evolvere rapidamente, mantenendo la propria identità ma adottando una visione industriale moderna e competitiva da multinazionale familiare”.

Il percorso intrapreso da Ferrarini indica una traiettoria di crescita sostenibile, basata su investimenti, espansione internazionale e valorizzazione del marchio. L’azienda si prepara a rafforzare ulteriormente il proprio ruolo nel settore agroalimentare, puntando su qualità, innovazione e sviluppo industriale.