Il ceo di Circle avverte: la Cina potrebbe lanciare uno stablecoin in yuan entro 3-5 anni e scatenare la corsa valutaria

Jeremy Allaire, amministratore delegato di Circle, ha affermato durante un intervento a Hong Kong che esiste una «enorme opportunità» per una stablecoin ancorata allo yuan, prevedendo che la Cina potrebbe renderla disponibile nel giro di tre-cinque anni mentre le valute digitali si integrano sempre più nel commercio e nella finanza globale.

Jeremy Allaire ha detto:

“C’è una straordinaria opportunità per una stablecoin ancorata allo yuan che faciliterebbe l’adozione internazionale della valuta digitale cinese.”

Contesto storico e cambiamento di percezione

Negli ultimi anni la percezione delle stablecoin è mutata: da strumenti spesso associati alla speculazione cripto a componenti potenziali dell’infrastruttura finanziaria per i regolamenti transfrontalieri. Questo cambio di prospettiva è avvenuto nonostante la Cina abbia adottato misure restrittive sul trading e sul mining di criptovalute a partire dal 2021, mantenendo un quadro rigoroso di controllo sui flussi di capitale.

Alcune iniziative offshore legate a un’ancora in yuan hanno già attirato attenzioni e azioni delle autorità; parallelamente, elementi del settore e osservatori internazionali hanno ipotizzato uno spostamento verso un approccio più operativo e regolamentato, con le stablecoin trattate come strumenti di pagamento e liquidazione e non solamente come asset speculativi.

Requisiti tecnici e normativi per una stablecoin in yuan

Perché una stablecoin ancorata allo yuan sia effettivamente utilizzabile su scala internazionale sarebbe però necessario che lo yuan diventasse pienamente convertibile. In pratica i mercati e gli operatori stranieri dovrebbero poter scambiare liberamente valuta dentro e fuori dalla Cina senza limiti rigidi sui movimenti di capitale; finché i controlli sui capitali rimangono un pilastro della politica economica cinese, la convertibilità completa appare improbabile.

Va inoltre chiarita la differenza tra CNH (yuan offshore) e CNY (yuan onshore): una stablecoin garantita da CNH opererebbe in un contesto già compatibile con le attuali restrizioni, mentre una ancorata a CNY richiederebbe un mutamento più radicale delle regole di controllo dei capitali e della politica valutaria.

Situazione del mercato globale delle stablecoin

Oggi il mercato globale delle stablecoin vale quasi 315 miliardi di dollari, con emissioni private ancorate al dollaro come Tether (USDT) e USD Coin (USDC) che rappresentano la parte preponderante del capitale circolante. Questi asset hanno dimostrato come la tecnologia possa supportare pagamenti rapidi e liquidità istantanea, elementi che rendono l’ipotesi di una stablecoin in una valuta diversa dal dollaro concreta dal punto di vista tecnico.

Implicazioni politiche ed economiche

La tempistica indicata da Allaire dipende quindi dalla natura della decisione politica: la tecnologia può essere sviluppata in tempi relativamente brevi, ma l’adozione su scala internazionale richiede scelte di politica economica, adattamenti normativi e fiducia degli operatori globali. Una scelta favorevole avrebbe impatti significativi sui flussi commerciali, sulle riserve valutarie e sul ruolo internazionale dello yuan.

Per i regolatori occidentali e per le istituzioni finanziarie, una stablecoin in yuan solleverebbe questioni di vigilanza, conformità antiriciclaggio e interoperabilità con sistemi di pagamento esistenti. Per le imprese e gli operatori di mercato, aprirebbe nuove opportunità di diversificazione nelle forme di pagamento e di gestione della liquidità nelle transazioni con controparti cinesi.

Prospettive e scenari possibili

Se la Cina decidesse di sostenere o autorizzare una stablecoin ufficiale, potrebbero aprirsi tre scenari principali: misure graduali che sfruttano strumenti offshore (CNH), una riforma delle regole sui capitali che permetta maggiore convertibilità del CNY, oppure l’adozione di un modello ibrido gestito congiuntamente da autorità e operatori privati. Ognuno di questi percorsi ha impatti diversi su controllo, trasparenza e integrazione con i mercati internazionali.

In assenza di convertibilità piena, una stablecoin ancorata a CNH resterebbe lo scenario più realistico, ma limiterebbe anche la portata dell’uso internazionale rispetto a una valuta completamente scambiabile.

Conclusione

La possibilità di una stablecoin in yuan è oggi una questione che combina progresso tecnologico e scelte politiche profonde. Per ora il mercato è dominato da stablecoin ancorate al dollaro, ma la crescente attenzione verso soluzioni alternative segnala una fase di transizione in cui l’evoluzione normativa e le priorità geopolitiche determineranno gli sviluppi futuri.

In sintesi

  • L’eventuale introduzione di una stablecoin in yuan potrebbe ridisegnare i canali di pagamento internazionale, aumentando la pressione sulle infrastrutture di clearing e sulle norme di conformità per le controparti europee.
  • Per gli investitori italiani la nascita di un’ancora in yuan rappresenterebbe sia un’opportunità di diversificazione valutaria sia una fonte di rischio regolamentare aggiuntivo, da gestire con strategie di copertura mirate.
  • Una decisione cinese favorevole richiederebbe la rimozione o l’alleggerimento dei controlli sui capitali; se ciò non avverrà, il ruolo internazionale della moneta rimarrà limitato e la stablecoin resterà principalmente uno strumento offshore.