Mimit: nuovo calo dei carburanti, gasolio self a 2,162

Prosegue il calo dei prezzi alla pompa per benzina e gasolio, con l’andamento registrato dall’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che mostra una flessione per il terzo giorno consecutivo, anche a seguito degli adeguamenti al ribasso comunicati dalle compagnie petrolifere.

Sulla rete stradale, il prezzo medio in modalità self service è indicato a 1,783 euro al litro per la benzina (rispetto a 1,785 del giorno precedente) e a 2,162 euro al litro per il gasolio (da 2,166 il giorno precedente). Queste variazioni riflettono aggiustamenti sia nelle reti indipendenti sia nelle società integrate.

Sulla rete autostradale il prezzo medio in modalità self risulta invece di 1,815 euro al litro per la benzina e di 2,192 euro al litro per il gasolio, valori che rimangono generalmente più elevati a causa dei maggiori costi operativi e di servizio.

Dichiarazioni sul gas e sulle scorte

L’intervento del ministro durante l’inaugurazione di Vinitaly 2026 ha toccato anche il tema della sicurezza degli approvvigionamenti energetici.

Antonio Tajani ha detto:

“Siamo preoccupati per il prezzo del petrolio e dei carburanti ma anche per il traffico aereo e per i fertilizzanti, per la nostra agricoltura e pure per il continente africano. Per il gas possiamo stare tranquilli, abbiamo riserve fino alla fine del prossimo inverno quindi possiamo stare sicuri.”

La menzione delle scorte solleva il tema della gestione strategica del gas: l’accumulo stagionale e i contratti di fornitura a lungo termine sono strumenti che il Governo e le autorità energetiche utilizzano per attenuare gli shock di prezzo e garantire continuità di approvvigionamento.

Effetti sui consumatori e sulle entrate

Secondo stime diffuse da associazioni dei consumatori, l’aumento dei prezzi del carburante può tradursi in un costo aggiuntivo per le famiglie italiane dell’ordine di alcune decine di milioni di euro a settimana; le stime citate indicano un impatto complessivo di circa 150 milioni di euro settimanali, con una parte che ricadrebbe come maggiori ricavi per le compagnie petrolifere e un’altra come maggior gettito per lo Stato a causa delle imposte sui carburanti.

Le dinamiche dei prezzi alla pompa dipendono da più fattori: i prezzi internazionali del greggio, i margini industriali e di distribuzione, nonché la componente fiscale, che rimane significativa in Italia rispetto ad altri paesi europei.

La tensione tra esecutivi e imprese

Negli ultimi giorni si è registrato un confronto fra esponenti del Governo sulla necessità di interventi o di sollecitazioni alle compagnie petrolifere affinché riducano i listini.

Matteo Salvini ha detto:

“Il Mimit convochi le compagnie.”

Adolfo Urso ha risposto:

“Hanno già accolto la nostra esortazione a ridurre subito i prezzi formulata nell’incontro di giovedì.”

Il richiamo al Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) evidenzia il ruolo che il dicastero esercita nelle relazioni con i settori industriali strategici: può convocare le imprese per confronti, chiedere chiarimenti su politiche di prezzo e sollecitare adeguamenti in situazioni di squilibrio di mercato.

Da parte delle autorità competenti è atteso un monitoraggio continuo dei listini e, se necessario, l’adozione di misure che possano mitigare gli effetti del rialzo sui consumatori senza compromettere la stabilità delle filiere energetiche.



Author: Tony
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