Con gli aiuti al gasolio agricolo l’annata agraria è salva
- 3 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il credito d’imposta sul gasolio agricolo è stato presentato come una misura capace di mettere al riparo le semine primaverili e contenere i possibili rincari sui prodotti agroalimentari: il Governo ha previsto un intervento finanziario destinato a sostenere le spese per il carburante agricolo del mese di marzo.
La misura approvata
Con delibera del Consiglio dei ministri è stato stanziato un importo complessivo di 30 milioni di euro per un credito d’imposta che copra il 20% delle spese sostenute per l’acquisto del carburante agricolo relative al mese di marzo. L’intervento è pensato per evitare che l’aumento dei costi energetici si traduca in rincari a valle per le filiere e per i consumatori.
Dichiarazioni del ministro
Francesco Lollobrigida ha dichiarato:
“Si tratta di un sostegno concreto al settore primario italiano: gli agricoltori avranno uno strumento per attenuare l’impatto dell’aumento dei costi del carburante sulla produzione. La misura tutela sia le imprese agricole sia i cittadini, consentendo di mantenere la qualità dei prodotti italiani senza trasferire ulteriori aumenti dei costi di produzione sui prezzi al consumo.”
Reazioni delle organizzazioni agricole
Le principali associazioni di categoria hanno accolto positivamente l’intervento, sottolineandone l’importanza per garantire la continuità delle operazioni nei campi e la stabilità delle filiere.
Ettore Prandini ha detto:
“L’estensione alle imprese agricole del credito di imposta già adottato per la pesca è fondamentale per salvare le semine primaverili e l’intera annata agraria. A causa della guerra, il prezzo del gasolio agricolo è passato da circa 0,85 euro al litro a 1,45 euro, con rincari superiori rispetto al diesel ordinario. Il caro gasolio, insieme al forte aumento dei costi dei fertilizzanti, rischiava di compromettere le attività produttive.”
Confagricoltura ha evidenziato che, in alcuni settori produttivi, il solo costo del gasolio può incidere notevolmente sui costi complessivi: in coltivazioni come l’orticoltura, il florovivaismo, la fungicoltura, in alcune attività zootecniche e nella piscicoltura, nonché per lavorazioni quali la trasformazione dei foraggi e l’irrigazione, il carburante può arrivare a pesare tra il 15 e il 20% sui costi totali di produzione.
Impatto sui costi di produzione
L’incremento dei prezzi del carburante ha effetti diretti sui bilanci aziendali delle imprese agricole e può determinare una catena di aumento dei costi lungo le filiere. A questo si somma l’impennata dei prezzi dei fertilizzanti: il costo dell’urea, ad esempio, è salito in misura significativa rispetto ai livelli precedenti le tensioni geopolitiche, con impatti che si riverberano su molte colture intensive.
Richieste di ulteriori interventi
Cia-Agricoltori italiani ha commentato la misura definendola utile ma temporanea, e ha sollecitato proseguimenti nell’azione di sostegno per i mesi successivi, quando le attività agricole si intensificano.
“È un primo passo che necessita di sforzi aggiuntivi, almeno per aprile e maggio, quando nei campi aumentano le lavorazioni e la domanda di input energetici. Non si possono trascurare anche gli altri costi di produzione, come i fertilizzanti, con rincari fino al 60% per urea e azotati dovuti alle tensioni internazionali. Confidiamo che il Governo prosegua su questa strada con interventi strutturali più ampi, trasformando il sollievo temporaneo in una strategia duratura per l’agricoltura italiana, in particolare per le filiere più in crisi come quella cerealicola e zootecnica.”
Le organizzazioni chiedono non solo estensioni temporanee, ma anche misure strutturali che aumentino la resilienza del settore: strumenti di stabilizzazione dei prezzi, incentivi per l’efficienza energetica e per l’adozione di carburanti alternativi, politiche di supporto mirate alle filiere più vulnerabili e investimenti in ricerca e strutture logistiche.
Prospettive e considerazioni finali
Il credito d’imposta approvato rappresenta una misura di emergenza volta a contenere gli effetti immediati dello shock sui prezzi energetici. Per convertire questo intervento in maggiore stabilità di lungo periodo sarà necessario integrare il supporto con politiche economiche e industriali che favoriscano la transizione energetica del settore agricolo e la riduzione della dipendenza da input volatili.
Un approccio coordinato tra istituzioni pubbliche, associazioni di categoria e imprese potrà contribuire a preservare la produzione agricola nazionale e a garantire la continuità dell’offerta alimentare senza comprimere la qualità dei prodotti.