Compromesso sul disegno di legge sulla struttura del mercato scatena una vasta gamma di reazioni nella frammentata comunità crypto

Coinbase sta cercando un delicato equilibrio nelle trattative sul Clarity Act, comunicando agli staff dei senatori statunitensi il proprio disappunto rispetto al compromesso più recente, pur senza manifestare un’opposizione pubblica formale.

La bozza aggiornata è stata mostrata lunedì agli operatori del settore delle criptovalute e martedì agli esponenti del mondo bancario. Le reazioni dal fronte crypto sono state eterogenee: alcuni partecipanti si sono detti insoddisfatti — in particolare Coinbase — mentre altri si sono dichiarati positivamente sorpresi.

Contesto e prime reazioni

I testi presentati ai partecipanti non sono stati distribuiti per la copia e non sono ancora stati messi in circolazione pubblica, il che ha limitato la possibilità di un esame approfondito immediato. Fonti presenti agli incontri hanno indicato che permangono questioni aperte che richiederanno ulteriori chiarimenti.

Tra le preoccupazioni espresse vi è il rischio che la proposta limiti eccessivamente prodotti e servizi collegati alle stablecoin, andando oltre l’intento iniziale dei negoziatori. In particolare, alcuni operatori temono che regole rigide possano incidere su programmi di incentivazione legati all’uso delle stablecoin.

Questioni normative sul tavolo

La proposta demanderebbe a certe autorità di regolamentazione l’elaborazione di regole che definiscano in modo preciso come sorvegliare aspetti quali i programmi di ricompense. Tra gli operatori è circolata la preoccupazione che criteri soggettivi possano determinare incertezza applicativa, dato che potrebbero coesistere diversi tipi di programmi di incentivi.

È stato sottolineato, inoltre, che qualsiasi attività di rulemaking dovrebbe mantenere un approccio neutrale per evitare di privilegiare un modello di business rispetto a un altro. Alcuni passaggi del testo bozza sono stati interpretati come potenzialmente restrittivi rispetto alla possibilità di legare le ricompense alla scala delle transazioni in un conto, una caratteristica importante per programmi assimilabili alle ricompense delle carte di credito.

Ruolo dei leader aziendali e divisioni nel settore

Nel corso dei mesi di negoziazione, il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, è stato una voce particolarmente influente. L’opposizione di Armstrong a versioni precedenti del compromesso sulle ricompense legate alle stablecoin aveva già contribuito a complicare il percorso legislativo.

L’atteggiamento di Coinbase sembra aver messo in evidenza una frattura nelle posizioni all’interno del settore crypto: per alcune società rinunciare a determinate forme di ricompensa sarebbe economicamente gravoso, mentre per altre la priorità è vedere il settore pienamente riconosciuto e regolamentato all’interno del sistema finanziario degli Stati Uniti.

Effetti sul mercato e reazioni degli investitori

Le tensioni sulla bozza revisionata hanno avuto ripercussioni sui mercati. L’annuncio ha contribuito a una significativa volatilità nei titoli degli emittenti statunitensi di stablecoin e nelle azioni di alcune piattaforme di scambio.

Un concorrente di rilievo, Circle, ha registrato una forte perdita di prezzo in un giorno di contrattazioni, anche se nelle giornate successive si è osservata una parziale ripresa; osservatori di mercato hanno indicato che altri fattori, come informazioni su verifiche e audit di emittenti rivali, possono aver influenzato i corsi azionari.

Prossimi passi legislativi

Il testo aggiornato che verrà diffuso pubblicamente entro breve dovrebbe incorporare modifiche rispetto a quanto mostrato ai partecipanti negli incontri iniziali, ma è improbabile che il nucleo del provvedimento venga riscritto radicalmente dopo lunghi mesi di discussione. I legislatori apparirebbero intenzionati a preservare molte delle linee già negoziate.

Rappresentanti del settore bancario, convocati per visionare la proposta, non hanno ancora espresso valutazioni pubbliche dettagliate, mentre diversi operatori crypto continuano a dibattere le implicazioni pratiche delle disposizioni normative.

Posizioni pubbliche e commenti

Patrick Witt, consigliere per le criptovalute della Casa Bianca, ha risposto alle previsioni negative sulla sorte del provvedimento con un messaggio volto a rassicurare gli osservatori.

“Andrà tutto a posto. Ottimista.”

Più in generale, tra i partecipanti agli incontri c’è chi ha invitato alla calma e a non soffermarsi su commenti affrettati diffusi sui social, suggerendo che una parte del dibattito pubblico sia prematura rispetto al testo definitivo che sarà reso noto.

In sintesi, la trattativa sul Clarity Act resta in una fase delicata: i prossimi giorni saranno determinanti per capire se le istanze del settore crypto e le esigenze dei regolatori potranno essere conciliate in modo da offrire certezza giuridica senza soffocare modelli di business ritenuti legittimi.



Author: Tony
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