Be8 sbarca in Italia: nuova fabbrica di biocarburanti per una svolta verde
- 29 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Be8, gruppo brasiliano attivo nella produzione di biocarburanti — dal biodiesel all’etanolo fino al SAF per aviazione — annuncia l’ingresso in Italia con l’obiettivo di rendere il Paese la propria base europea per la produzione e la distribuzione del nuovo carburante chiamato Bevant.
Il Bevant è un combustibile derivato da scarti della filiera alimentare — oli vegetali esausti, grassi animali e residui di cucina — progettato per alimentare veicoli, mezzi pesanti e navi senza modifiche ai motori, con una significativa riduzione delle emissioni di CO2 rispetto ai combustibili fossili.
La tecnologia e i benefici ambientali
Be8 ha brevettato il prodotto nel 2023 come un metilestere bidistillato in grado di essere impiegato al 100% in motori diesel standard. Secondo le indicazioni dell’azienda, il carburante non richiede miscelazione con diesel fossile, è a basso tenore di zolfo e limita l’impatto ambientale mantenendo performance e consumi comparabili alle soluzioni convenzionali.
Graziano Messana ha spiegato:
“L’idea è trasformare gli scarti alimentari — oli esausti, grassi e residui — in un carburante avanzato che può alimentare direttamente motori diesel senza modifiche strutturali. Questo consente alle flotte e agli impianti di adottare combustibili più sostenibili senza sostituzioni immediate di mezzi o costose retrofit.”
Ricavi e strategia industriale
Nel 2025 il gruppo ha dichiarato ricavi netti pari a 1,97 miliardi di dollari, con un Ebitda di 166 milioni e un utile netto di 96 milioni, realizzando circa il 12% del fatturato tramite esportazioni. La scelta di puntare sull’Italia rappresenta un passo strategico per radicare la produzione in Europa, oltre alla semplice commercializzazione.
Graziano Messana ha sottolineato:
“Abbiamo già una sede produttiva a Ginevra ma abbiamo deciso di portare la tecnologia in Italia per accelerare la transizione energetica in Europa. Abbiamo aperto una sede a Milano e ottenuto l’ok del Governo tramite la procedura di golden power, dopo una valutazione che ha coinvolto i ministeri competenti.”
Il piano prevede due linee parallele: la commercializzazione immediata attraverso accordi con distributori e il percorso autorizzativo e certificativo del Bevant, con l’obiettivo di realizzare uno stabilimento produttivo in Italia con un investimento stimato tra i 150 e i 180 milioni di euro e l’assunzione di circa 300 addetti.
Il via libera con golden power indica che le autorità italiane hanno valutato la tecnologia e le implicazioni strategiche; la procedura ha coinvolto i ministeri competenti per verificare impatti industriali, ambientali e di sicurezza.
Quadro regolatorio e mercato
L’adozione di carburanti avanzati come il Bevant si inserisce in un contesto normativo europeo e nazionale che incentiva la decarbonizzazione dei trasporti: le direttive dell’Unione Europea sulla quota di energia rinnovabile nei trasporti e gli obiettivi per le emissioni rendono tali soluzioni strategiche per porti, logistica e trasporto pesante.
Per il mercato italiano la disponibilità di un combustibile compatibile con motori esistenti può facilitare la sostituzione del fossile senza costi immediati per gli operatori, creando opportunità per distributori, impianti portuali e grandi flotte industriali interessate a ridurre l’impronta carbonica.
Resta fondamentale il percorso di certificazione che attesti le riduzioni effettive di emissioni lungo l’intero ciclo di vita e la trasparenza nell’origine delle materie prime utilizzate per garantire la sostenibilità del prodotto.
Impatto occupazionale e filiera
La prospettiva di uno stabilimento produttivo in Italia comporterebbe effetti diretti sull’occupazione locale e sulla creazione di una filiera per la raccolta e il trattamento degli oli esausti e degli scarti alimentari. Questa filiera, se organizzata con criteri di qualità e tracciabilità, può generare ricadute economiche positive anche per imprese di servizi ambientali e logistica.
Dal punto di vista degli investimenti, un impianto con un investimento di ordine centinaia di milioni rappresenta un’operazione di rilievo che può attrarre fornitori, operatori energetici e potenziali finanziatori interessati a infrastrutture sostenibili e a lungo termine.
Considerazioni strategiche per l’Italia
L’arrivo di Be8 in Italia può essere letto come un segnale di attrattività del Paese per investimenti industriali legati alla transizione energetica. Per i decisori pubblici sarà importante bilanciare incentivi, controlli ambientali e supporto alle infrastrutture logistiche per massimizzare i benefici nazionali.
Per le imprese italiane del settore trasporti e dell’autotrasporto si apre la possibilità di sperimentare soluzioni a basse emissioni con un impatto operativo contenuto, mentre per gli operatori finanziari e industriali si profilano opportunità di partnership e finanziamento di progetti green.
In sintesi
- La disponibilità di un carburante avanzato utilizzabile al 100% senza retrofit può abbassare le barriere all’adozione da parte di flotte e settore marittimo, accelerando la domanda di alternative al diesel fossile.
- Un investimento industriale da 150–180 milioni è significativo per il tessuto produttivo locale: offre opportunità di indotto, ma richiede garanzie sulla filiera delle materie prime e sulla certificazione ambientale.
- Per gli investitori italiani ed europei, il progetto rappresenta un caso di interesse per strategie ESG e infrastrutture energetiche sostenibili, con possibili sinergie con porti e terminal logistici.
- Le autorità pubbliche dovranno monitorare la trasparenza delle materie prime e l’efficacia delle riduzioni di emissioni per garantire che i benefici climatici si traducano in vantaggi concreti per l’economia nazionale.