Chi sono Bartolozzi e Delmastro: veleni, scandali e guai tra Almasri e i Caroccia

Il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere non si è concluso solo con la bocciatura della riforma: ha inoltre determinato le dimissioni di due alti funzionari del ministero della Giustizia, il sottosegretario Andrea Delmastro e la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi.

I percorsi politici e professionali dei due esponenti erano diversi, ma si sono incrociati nei recenti anni di governo, generando tensioni e riflessioni sulle responsabilità istituzionali legate alla campagna referendaria.

Il passato in Forza Italia di Bartolozzi

Giusi Bartolozzi, magistrata di origine siciliana, ha svolto gran parte della sua attività professionale in Sicilia, con incarichi anche a Palermo. Nata a Gela (provincia di Caltanissetta), è entrata nel circuito politico nazionale a seguito di contatti con esponenti di primo piano del centrodestra regionale.

Nel 2017 ha incontrato Silvio Berlusconi ad Arcore, presentata dall’allora leader regionale Gianfranco Miccichè, accompagnata dal compagno Gaetano Armao, in seguito vicepresidente della Regione Siciliana. L’anno successivo è stata eletta deputata alla Camera, carica che ha ricoperto fino al 2022.

La rottura e il rapporto con Delmastro

Nel corso degli anni Bartolozzi si è progressivamente allontanata da Forza Italia: già nel novembre 2020 aveva votato in dissenso rispetto al gruppo alla Camera e, in seguito, si è espressa contro indicazioni di partito su emendamenti relativi alla riforma del processo penale.

Dall’uscita da Forza Italia è transitata nel Gruppo Misto e si è avvicinata ad esponenti di Fratelli d’Italia, tra cui Andrea Pollastro, fino alla nomina a capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio, ruolo nel quale ha acquisito responsabilità significative all’interno del ministero.

Lo scorso novembre la procura di Roma ha iscritto il suo nome in un fascicolo per presunta falsa testimonianza nell’ambito dell’inchiesta sul rilascio del generale libico Almasri, accusato di torture e oggetto di un trasferimento dalla giurisdizione italiana con l’impiego di un velivolo attribuito ai servizi segreti italiani.

Il Parlamento ha successivamente bloccato un procedimento del tribunale dei ministri nei confronti di alcuni esponenti dell’esecutivo coinvolti nei fatti, ma la procura capitolina sembra ora orientata a chiedere il rinvio a giudizio per l’ex capo di gabinetto, ipotizzando la responsabilità per false informazioni rese ai magistrati.

I giudici del tribunale dei ministri hanno definito la sua versione:

“inattendibile e mendace”

Negli ultimi mesi Bartolozzi è stata altresì al centro di aspre polemiche a seguito di affermazioni rese durante la campagna referendaria e dibattiti televisivi, che hanno suscitato critiche sull’opportunità di certe formule retoriche da parte di un alto funzionario del ministero.

Giusi Bartolozzi ha dichiarato:

“Dobbiamo votare sì per togliere di mezzo la magistratura, che è come un plotone di esecuzione.”

Andrea Delmastro, sottosegretario al ministero della Giustizia, ha rassegnato le dimissioni nelle ore successive al voto, in un contesto politico segnato da richieste di chiarimenti e da tensioni interne agli schieramenti di maggioranza e opposizione.

Conseguenze istituzionali e politiche

La vicenda mette in evidenza più questioni: il ruolo delle nomine politicizzate all’interno dei ministeri, i confini tra azione politica e responsabilità amministrativa, e l’impatto che vicende giudiziarie possono avere sulla stabilità dell’esecutivo. Il tema della separazione delle carriere resta inoltre centrale nel dibattito sulla governance della magistratura e sulla garanzia dell’indipendenza giudiziaria.

Dal punto di vista giuridico, la vicenda richiama l’attenzione sui poteri e sulle procedure del tribunale dei ministri, sul ruolo della procura nel perseguire ipotesi di reato e sul rapporto tra Parlamento e magistratura quando sono in gioco esponenti di governo.

Sul piano politico, le dimissioni hanno prodotto critiche trasversali e richieste di ulteriori chiarimenti da parte di forze parlamentari e figure istituzionali, alimentando il dibattito su eventuali cambi di responsabilità all’interno dell’esecutivo e su come riformare strumenti e prassi per evitare conflitti di interesse e garantire trasparenza.

Al momento la situazione rimane in evoluzione: per Giusi Bartolozzi è concreta la possibilità di un rinvio a giudizio, mentre il confronto politico continuerà a misurare le ricadute di questa vicenda sulle istituzioni e sulla fiducia pubblica.



Author: Tony
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