Bitcoin sale a 71.000 dollari: derivati segnalano cauto ottimismo nei mercati delle criptovalute
- 24 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin (circa BTC $71.186,96) viene scambiato attorno ai 71.000 dollari, segnando un aumento dello 0,25% dalle zero UTC e contribuendo a un rialzo di circa il 4% nelle ultime 24 ore.
Durante le ore asiatiche hanno registrato performance positive i token legati all’intelligenza artificiale, con bittensor (TAO) e Fetch.ai (FET) che hanno guadagnato rispettivamente circa il 5,8% e il 4,1%.
Dichiarazioni su AGI e impatto sui mercati
Le oscillazioni di mercato sono state alimentate anche dalle osservazioni del CEO di Nvidia, Jensen Huang, secondo cui l’idea di una AGI — intesa come intelligenza artificiale con capacità cognitive paragonabili a quelle umane — sarebbe ormai raggiunta o prossima a esserlo.
Questa affermazione ha rafforzato l’interesse verso i progetti AI-crypto, spingendo gli investitori verso token più esposti alle prospettive di applicazioni avanzate di intelligenza artificiale.
Effetti del conflitto in Medio Oriente
Nonostante l’ottimismo su alcuni segmenti crypto, il principale fattore di rischio resta il conflitto in Medio Oriente: nelle ultime ore sono stati segnalati attacchi su Tel Aviv e in Libano, che hanno mantenuto elevata l’avversione al rischio nei mercati tradizionali.
Donald Trump ha affermato:
“Abbiamo sospeso l’ultimatum di 48 ore dopo colloqui di pace buoni e produttivi con l’Iran.”
Autorità iraniane hanno risposto definendo la notizia:
“notizie false”
Il prezzo del petrolio continua a rimanere vicino ai 100 dollari al barile e gli indici statunitensi mostrano lievi ribassi: i futures sul Nasdaq 100 e sul S&P 500 segnano perdite intorno allo 0,1% dalle zero UTC, riflettendo incertezza macro e geopolitica.
Il mercato delle criptovalute ha mostrato tuttavia una resilienza relativa: dall’inizio del conflitto Bitcoin ha sovraperformato l’oro, tradizionale bene rifugio, anche se la situazione rimane fluida.
Derivati e posizionamento degli investitori
Nel corso delle ultime 24 ore sono state liquidate posizioni in futures con leva per oltre 550 milioni di dollari, con le posizioni short che hanno assorbito la maggior parte delle perdite. Questo movimento indica una riduzione della leva ribassista sul mercato spot.
L’open interest sui principali future denominati in USD e USDT è leggermente sceso, passando da circa 229.000 BTC a 228.000 BTC, segnalando una diminuzione della partecipazione speculativa nonostante il rialzo dei prezzi.
Andamenti analoghi sono stati osservati nei mercati di ETH, XRP e SOL, mentre i future su monete come DOGE, ADA, SUI, AVAX, LINK e PAXG hanno visto cali dell’open interest fino al 10%.
I tassi di funding perpetui per i principali contratti indicano pressioni rialziste, con valori che si collocano in un range relativamente elevato rispetto ai livelli storici citati nel report.
Sul fronte delle opzioni, le put su BTC e ETH continuano a mostrare una domanda netta per coperture protettive su tutte le scadenze; il premio di volatilità implicita delle put rispetto alle call si è ridotto a 5–6 punti di volatilità rispetto agli 8–10 punti registrati in apertura di settimana.
I flussi block hanno mostrato richiesta per strategie strutturate come il put condor su BTC (una strategia neutrale per beneficiare di bassa volatilità), mentre su ETH hanno prevalso flussi legati a risk reversal, che riflettono una preferenza per proteggersi da movimenti al rialzo o ribasso a seconda della costruzione della posizione.
Movimenti dei token e stato della DeFi
Alcuni altcoin hanno sovraperformato Bitcoin dalla mezzanotte, con progetti come HYPE, OP e CRV che hanno guadagnato circa il 3% mentre i trader si spostavano verso asset più speculativi in vista di un possibile breakout di mercato.
L’indice a prevalenza Bitcoin (CD20) è salito di circa lo 0,3% martedì, mentre l’indice più orientato agli altcoin (CD80) ha registrato un incremento superiore all’1%, segnalando un miglioramento del sentiment sul comparto altcoin.
Il settore della DeFi tuttavia presenta segnali di stress: la chiusura delle attività di alcuni progetti e attacchi informatici a stablecoin emergenti hanno messo in luce rischi di governance, sicurezza e mancanza di opportunità di rendimento sostenibile.
Gli osservatori del mercato sottolineano come la combinazione di rendimenti limitati e rischi operativi continui a scoraggiare una parte degli investitori istituzionali, rallentando la ripresa complessiva del comparto.
Memecoin e sentimento degli investitori
Il settore delle memecoin mostra invece una maggiore fragilità: l’indice di riferimento per le memecoin (CDMEME) è stato il peggiore tra i benchmark il giorno osservato, con un progresso marginale dello 0,1% e diversi componenti dell’indice in perdita tra il 3% e il 5%.
La discrepanza tra la performance relativa delle memecoin e il resto del mercato sottolinea come gli investitori stiano privilegiando, almeno temporaneamente, asset percepiti come meno volatili o con fondamentali più solidi.
Prospettive e considerazioni finali
Nel breve termine il mercato continuerà a essere influenzato dalla combinazione di sviluppi geopolitici e novità tecnologiche sul fronte dell’AI, mentre la struttura dei derivati suggerisce che molti operatori mantengono posizioni difensive nonostante la recente ripresa dei prezzi.
Un monitoraggio attento di indicatori come l’open interest, i tassi di funding e i flussi sulle opzioni rimane fondamentale per valutare la sostenibilità del movimento rialzista e i possibili punti di stress del mercato.