Pastificio Granoro investe 18 milioni per potenziare lo stabilimento di Corato
- 24 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Granoro annuncia un piano di investimenti pari a 18 milioni di euro da realizzare entro il 2028 nel proprio stabilimento di Corato, nel territorio della Provincia di Bari, noto centro dell’industria molitoria e pastaria con rilevanza sui mercati internazionali. La strategia è pensata per rafforzare la posizione del pastificio fondato da Attilio Mastromauro e oggi guidato dalla figlia Marina, puntando su sostenibilità, efficienza produttiva e competitività all’estero.
Le risorse saranno indirizzate su più fronti: incrementare la autoproduzione energetica, migliorare i processi delle attuali 12 linee di confezionamento che servono oltre 160 referenze, e accelerare la transizione digitale dello stabilimento. L’azienda ha chiuso il 2025 con un fatturato stimato a 97 milioni di euro e prevede una crescita verso i 103 milioni nel 2026, consolidando così un modello industriale più sostenibile e orientato all’export.
Autoproduzione energetica e trigenerazione
Una parte consistente degli investimenti è dedicata all’integrazione dell’impianto fotovoltaico da 1,1 MW, prossimo all’entrata in esercizio, che contribuirà a coprire tra il 15% e il 20% del fabbisogno elettrico annuo. Lo stabilimento dispone inoltre di un sistema di trigenerazione in grado di produrre contemporaneamente energia elettrica, termica e frigorifera: grazie a questa combinazione, si prevede che circa l’85% del fabbisogno energetico complessivo sarà soddisfatto mediante autoproduzione, mentre la restante quota verrà compensata con acquisti di energia certificata da fonti rinnovabili.
Digitalizzazione e controllo della produzione
Il piano di trasformazione digitale riguarda l’intera area produttiva: è prevista l’adozione di un sistema di manufacturing execution system (Mes) di ultima generazione per il monitoraggio in tempo reale di tutte le linee di produzione e confezionamento. Il Mes raccoglie dati operativi dettagliati dalle macchine — prestazioni, consumi, tempi di fermo — permettendo una pianificazione più efficiente, l’ottimizzazione delle produzioni e la riduzione degli scarti di prodotto e di imballaggio.
Lo stabilimento impiega 123 persone e realizza all’estero il 52,5% del proprio fatturato, mentre il mercato domestico rappresenta il 47,5%. L’elevato livello di digitalizzazione mira a migliorare la tracciabilità dei processi e a sostenere la competitività del Made in Italy nel settore della pasta.
Macchinari, infrastrutture e collaborazione scientifica
Oltre agli interventi energetici e digitali, sono previsti investimenti superiori a 3 milioni di euro per l’acquisto di nuovi macchinari tecnologicamente avanzati. È stato inoltre completato il potenziamento dell’infrastruttura digitale dello stabilimento con l’adozione di server di ultima generazione e aggiornamenti ai sistemi informatici volti a garantire la sicurezza dei dati e la continuità operativa.
Questa massa critica di dati generata dal Mes ha aperto percorsi di collaborazione con la Università di Bari per progetti di ricerca applicata, in particolare nei settori della fisica tecnica e dell’ingegneria dei processi. L’analisi dei dati di impianto è considerata strumentale per incrementare ulteriormente l’efficienza energetica, con un’attenzione specifica alle fasi di essiccazione della pasta, tra le più energivore della filiera produttiva.
Impatto sul settore e prospettive
Gli interventi annunciati si inseriscono in un quadro più ampio di modernizzazione dell’industria alimentare italiana, dove sostenibilità energetica e digitalizzazione rappresentano leve cruciali per mantenere competitività internazionale. Investimenti in autoproduzione, efficienza dei processi e collaborazioni con istituzioni accademiche possono produrre benefici multipli: riduzione dei costi energetici, miglioramento della qualità del prodotto, minori scarti e rafforzamento dell’export.
Nel medio termine, l’adozione di tecnologie avanzate e il consolidamento di pratiche di efficienza possono anche favorire stabilità occupazionale e la valorizzazione delle competenze locali, oltre a rispondere alle crescenti aspettative dei mercati e dei consumatori in tema di tracciabilità, sostenibilità e innovazione.