La legge Crypto Clarity potrebbe essere sbloccata dopo l’accordo dei senatori sul rendimento delle stablecoin
- 20 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Due senatori statunitensi che negoziano una disposizione controversa nella proposta di legge sulla struttura di mercato delle criptovalute — il repubblicano Thom Tillis e la democratica Angela Alsobrooks — avrebbero raggiunto un accordo di massima su un approccio ai rendimenti delle stablecoin nel testo noto come Digital Asset Market Clarity Act, sbloccando così uno dei nodi più rilevanti rimasti aperti nella normativa in discussione.
Dettagli dell’accordo sui rendimenti delle stablecoin
Angela Alsobrooks ha detto:
“Io e il senatore Tillis abbiamo un accordo di principio. Abbiamo fatto molta strada e credo che questo ci permetterà di proteggere l’innovazione, offrendo allo stesso tempo la possibilità di evitare un’ampia fuga di depositi.”
Secondo le ricostruzioni fornite da fonti vicine al negoziato, l’intesa definirebbe limiti che impediscano la corresponsione di ricompense su saldi passivi di stablecoin, vale a dire gli strumenti digitali ancorati al dollaro statunitense. Tale soluzione mira a distinguere chiaramente i meccanismi di remunerazione delle criptovalute dagli interessi bancari tradizionali.
Preoccupazioni del sistema bancario e il bilanciamento normativo
I gruppi bancari avevano sollevato dubbi sostenendo che le ricompense sui detenzioni di stablecoin potrebbero assomigliare troppo agli interessi sui depositi, con il rischio di erodere un elemento centrale del sistema bancario statunitense e di ridurre la capacità di erogare prestiti. Per questo motivo, i negoziatori hanno cercato una formulazione che contemperi l’innovazione tecnologica con la stabilità finanziaria.
Il compromesso perseguito intende quindi preservare strumenti e servizi innovativi nel settore degli asset digitali, evitando al contempo effetti secondari come la migrazione di depositi dalle banche verso prodotti crittografici che offrano remunerazioni senza le stesse garanzie regolamentari.
Punti ancora aperti: DeFi e contrasto al finanziamento illecito
Nonostante il possibile avanzamento sul capitolo delle stablecoin, permangono numerose questioni da risolvere nel testo complessivo, inclusa la disciplina della finanza decentralizzata (DeFi). Alcuni legislatori, in particolare tra i membri del partito democratico, hanno espresso preoccupazione per i rischi di utilizzo illecito e la difficoltà di applicare norme tradizionali a protocolli automatizzati e privi di un singolo soggetto responsabile.
La trattazione della DeFi richiede dunque scelte tecniche e giuridiche su responsabilità, sorveglianza e strumenti di compliance, bilanciando la prevenzione del riciclaggio e del finanziamento illecito con la volontà di non soffocare l’innovazione.
Iter legislativo e prossimi passi
Le fonti coinvolte nel negoziato indicano che, se il testo aggiornato dovesse consolidare l’accordo sui rendimenti, la proposta potrebbe arrivare all’esame del Senate Banking Committee già nelle prossime settimane. Prima di arrivare al voto in aula, il provvedimento dovrà tuttavia essere armonizzato con la versione analoga già approvata dal Senate Agriculture Committee.
La senatrice Cynthia Lummis, che presiede il sottocomitato per le criptovalute nel gruppo bancario, aveva indicato la possibilità di convocare un’audizione nella seconda metà del mese seguente e nei circoli favorevoli al settore vi è l’auspicio di una risoluzione entro maggio. Tuttavia, il tempo di calendario al Senato è limitato e l’agenda può essere condizionata da altri dossier sensibili come proposte sulla identificazione elettorale o sviluppi internazionali che richiedono dibattito.
Implicazioni pratiche per il mercato e per la regolazione
Un’intesa stabile sul divieto di remunerare saldi passivi di stablecoin potrebbe fornire maggiore certezza normativa alle imprese del settore, incentivando investimenti e sviluppo di servizi compatibili con i limiti previsti. Allo stesso tempo, la norma influenzerebbe le strategie delle banche e delle piattaforme cripto, imponendo adattamenti operativi e di compliance.
Per i regolatori e i legislatori il compito resta complesso: adottare regole che riducano i rischi sistemici e il ricorso a pratiche evasive, senza impedire la nascita di soluzioni tecnologiche che possono migliorare efficienza e inclusione finanziaria.