Soldi, che spasso: quando Umberto Bossi era Donato, la carriera discografica del Senatùr

Umberto Bossi rappresenta una delle figure più note della politica italiana degli ultimi decenni, ma la sua carriera precedente al successo politico nasconde esperienze inaspettate, tra cui un breve tentativo come cantante sotto lo pseudonimo di Donato.

All’inizio degli anni Sessanta il giovane Bossi si presentò senza successo alle selezioni del Festival di Castrocaro per due edizioni consecutive, nel 1961 e nel 1962, tentando di inserirsi in un panorama musicale che allora rappresentava una via possibile per emergere socialmente.

Nel 1964 la piccola etichetta milanese Disco Caruso, con sede in via Giovanni Rasori, pubblicò un singolo in formato 45 giri che divenne in seguito un pezzo d’antiquariato discografico: sul lato A compariva «Ebbro», sul lato B «Sconforto». Entrambi i brani sono accreditati, insieme a un maestro indicato come D.U. Mazzucchelli, a cui si deve l’accompagnamento orchestrale.

I pezzi tentano di richiamare sonorità diffuse nelle balere padane dei primi anni Sessanta: «Ebbro» ha un andamento che sfiora il boogie‑woogie leggero, mentre «Sconforto» si muove su toni lenti e malinconici. Oggi il disco è praticamente introvabile e ha acquisito valore soprattutto come curiosità storica.

Il singolo e le apparizioni successive

La passione per il canto rimase una costante: negli anni successivi Bossi non rinunciò a esibirsi in contesti pubblici. Tra gli episodi più noti c’è la partecipazione a una puntata speciale di Porta a Porta registrata al Casinò di Sanremo, dove, ospite di Bruno Vespa, duettò con Mino Reitano su «Italia, Italia», trasformandone ironicamente il testo in «Padania, Padania». Nella stessa trasmissione cantò anche in napoletano «Maruzzella» e «Tu vuo’ fa l’americano» insieme a Mariano Apicella, figura legata all’entourage di Silvio Berlusconi.

Il singolo del 1964 rimase però del tutto sconosciuto al grande pubblico fino a quando la notorietà politica di Umberto Bossi non rese interessante anche il suo passato discografico.

Il Senatùr described them as:

“brutte”

Questa svalutazione pubblica del proprio repertorio musicale segnala la distanza che il leader avrebbe poi voluto porre tra la sua immagine politica e le esperienze giovanili, ma il valore storico del 45 giri risiede soprattutto nella testimonianza sociale che offre: un giovane proveniente da un contesto popolare lombardo che prova a cambiare la propria sorte tramite la musica.

Contesto culturale e risonanza politica

Il caso del singolo mette in luce alcuni aspetti del periodo: il ruolo dei piccoli festival e delle etichette locali come possibili trampolini di lancio, l’importanza delle balere nella cultura popolare del Nord Italia e, più avanti, il modo in cui un passato marginale può riemergere quando cambia la percezione pubblica di una figura politica. Bossi sarebbe poi diventato il fondatore e il volto di Lega Nord, e l’attenzione per dettagli biografici come questo singolo contribuisce a comprendere la complessità del suo percorso.

La teatralità anticipata nei versi

Al di là della qualità tecnica delle incisioni, nei testi si coglie una vena di teatralità che in seguito caratterizzerà la sua cifra pubblica. È il caso di una strofa presente nel brano, che viene spesso citata come esempio di quella tensione espressiva:

“Griderò nella notte infinita/ la tristezza che porto nel cuor”

Quella stessa propensione alla teatralità, qui in chiave musicale, avrebbe trovato più tardi una declinazione politica: la performance come strumento di comunicazione pubblica e di costruzione del personaggio. Il singolo rimane così un documento interessante per chi studia la biografia culturale dei protagonisti della politica italiana, oltre che un reperto raro per gli appassionati di musica d’epoca.



Author: Tony
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