Taglio del nastro: inaugurato il nuovo campus dell’ITS Academy Meccatronico Veneto a Vicenza
- 20 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Dove sorgeva una caserma militare è stato creato un nuovo polo formativo d’eccellenza: a Vicenza è stato inaugurato il campus della nuova sede dell’Its Academy Meccatronico Veneto, frutto della riqualificazione dell’ex caserma Borghesi, edificio sottoposto a vincolo dalla Soprintendenza.
Il progetto ha richiesto un investimento complessivo di circa 11 milioni di euro, di cui 6 finanziati con risorse del PNRR, e ha trasformato la struttura in un centro didattico e tecnologico moderno.
Su una superficie di 2.000 metri quadrati il campus potrà ospitare, a regime, circa 200 studenti e studentesse. Sono state previste aule per la formazione teorica e laboratori all’avanguardia attrezzati con due centri di lavoro CNC, un tornio a controllo numerico, impianti per il taglio laser, tre stampanti 3D e bracci robotici.
Completano l’offerta strumentale attrezzature per PLC e attuatori, postazioni per progettazione CAD, sistemi di robotica, scanner 3D per il reverse engineering e strumenti per il monitoraggio dei consumi energetici, pensati per riprodurre le condizioni operative delle imprese del territorio.
Un polo meccatronico per il territorio
La nuova sede mira a diventare uno dei centri di riferimento per la formazione tecnica avanzata nel settore meccatronico, rafforzando il collegamento tra il sistema educativo e le esigenze produttive della regione.
Francesco Nalini ha dichiarato:
“Nasce uno dei più importanti poli meccatronici in Italia.”
Francesco Nalini ha aggiunto:
“La dimensione di campus conferirà all’Its una sua identità autonoma. Si tratta di una svolta importante per un istituto, quello degli Its Academy, che in Italia è relativamente giovane. I numeri degli Its sono in crescita, specialmente in Veneto, ma avere un campus migliora la visibilità e rende più istituzionale la formazione duale, fondamentale per il nostro Paese.”
Formazione duale e contesto demografico
Gli ITS (Istituti Tecnici Superiori) offrono percorsi biennali post-diploma a carattere professionalizzante, progettati per chi non prosegue immediatamente l’università ma desidera acquisire competenze tecniche spendibili sul mercato del lavoro.
La creazione di poli come questo assume maggiore rilievo alla luce della tendenza demografica al calo della popolazione giovanile: diminuendo il numero complessivo di giovani in età lavorativa, aumenta l’importanza di formare con qualità la quota disponibile di personale qualificato.
Francesco Nalini ha sottolineato:
“Gli Its sono bienni post-diploma professionalizzanti e accolgono i ragazzi che scelgono di non proseguire con la formazione universitaria. Parliamo di circa la metà dei diplomati: non possiamo permetterci il lusso di disperdere queste risorse, soprattutto con il calo demografico che si rifletterà sul mercato del lavoro. I pochi giovani disponibili dovranno possedere competenze più solide per sostenere il tessuto delle nostre imprese.”
Collaborazione con le imprese e ruolo di Confindustria
Il progetto ha coinvolto anche il mondo imprenditoriale locale: tra i sostenitori principali figura Confindustria Vicenza, che ha contribuito con risorse e supporto per la progettazione dei percorsi formativi. L’obiettivo è garantire che i contenuti didattici rispondano alle competenze richieste dalle aziende.
Barbara Beltrame Giacomello ha osservato:
“Gli studenti degli Its ce li rubiamo fra aziende perché sono formati molto bene. Questi ragazzi sanno usare le mani e, già stando a scuola, capiscono cosa significa stare in azienda.”
Le imprese partecipano ai percorsi duali mettendo a disposizione esperienze pratiche, stage e casi reali: questa integrazione consente agli studenti di sperimentare ambienti produttivi e favorisce l’inserimento occupazionale a conclusione del percorso formativo.
Barbara Beltrame Giacomello ha aggiunto:
“Anche fra i ragazzi che hanno radici in altri Paesi troveremo il nostro personale, che va formato in questo tipo di scuole.”
La dirigente ha evidenziato come una gestione equilibrata dei flussi migratori possa contribuire a integrare la forza lavoro necessaria alle imprese, a patto di accompagnare questi percorsi con formazione mirata e politiche di inclusione efficaci.
Impatto atteso e prospettive future
Il campus dovrebbe ridurre il mismatch tra competenze richieste e offerta di lavoro, favorire l’occupazione giovanile qualificata e sostenere la competitività delle imprese locali nel settore meccatronico, altamente dipendente da tecnologie digitali e automazione.
Nei prossimi anni la sfida sarà consolidare i percorsi formativi, ampliare le collaborazioni con l’industria e monitorare gli esiti occupazionali degli studenti per validare e aggiornare continuamente i contenuti didattici in base all’evoluzione tecnologica e alle esigenze del mercato.