Mondadori: la cedola per gli azionisti cresce del 10%
- 20 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende, Economia, Newsletter
Gruppo Mondadori chiude il bilancio 2025 con risultati che raccontano una società solida ma sotto pressione: il dividendo proposto aumenta del 10%, mentre l’utile netto scende a 54 milioni di euro (da 60,2 milioni nel 2024) e i ricavi restano praticamente invariati a 931,6 milioni rispetto ai 934,7 dell’anno precedente.
È un apparente paradosso per il gruppo guidato da Antonio Porro: crescita quasi nulla del fatturato ma redditività mantenuta grazie a strette di costo, efficientamento della struttura e a un consolidamento industriale che preserva le performance anche in una fase di mercato più debole.
Il Ebitda adjusted sale a 158,2 milioni, in lieve aumento rispetto ai 157,6 milioni del 2024, segnale che a Segrate viene letto come prova della tenuta del modello di business nonostante il contesto competitivo.
Più travagliato l’andamento del Ebitda reported, sceso a 151,2 milioni a causa di oneri non ricorrenti concentrati soprattutto nelle aree Libri Trade e Libri Education, oltre a costi legati alla migrazione del provider logistico e ad alcune operazioni straordinarie. L’Ebit, positivo per 84,2 milioni, è diminuito di 7,8 milioni, risentendo anche di maggiori ammortamenti legati agli investimenti e agli effetti contabili derivanti dalle acquisizioni degli ultimi cinque anni.
Sul fronte finanziario la posizione finanziaria netta migliora a -85,7 milioni dai -91,8 di fine 2024, offrendo margine di manovra nella gestione della liquidità e nella distribuzione di capitale agli azionisti.
Il cda proporrà all’assemblea del 21 aprile un dividendo di 0,154 euro per azione, in aumento del 10%, per un monte cedole di circa 40 milioni: quasi il 75% dell’utile 2025 verrà redistribuito agli azionisti, con un dividend yield del 7,3% rispetto al prezzo del titolo al 31 dicembre 2025.
Implicazioni finanziarie e strategiche
La scelta di aumentare il dividendo ha valore sia finanziario sia politico: indica che il gruppo ritiene sostenibile la generazione di cassa necessaria a remunerare il capitale azionario pur in presenza di un utile in calo. Sul piano strategico, una politica di distribuzione generosa può sostenere la fiducia degli investitori ma impone equilibrio con gli investimenti necessari per crescita organica, innovazione digitale e possibili acquisizioni.
Dal punto di vista del mercato editoriale e dell’editoria di consumo, la capacità di contenere i costi e di migliorare l’efficienza operativa sono elementi chiave per mantenere i margini in un settore caratterizzato da margini compressi e da investimenti significativi in logistica e tecnologia.
Antonio Porro ha dichiarato:
“Nel 2025 abbiamo confermato la solidità del nostro modello di business, registrando un miglioramento della performance economico-finanziaria con ricavi sostanzialmente stabili e un margine in lieve crescita rispetto all’anno precedente.”
Antonio Porro ha aggiunto:
“Prevediamo di poter registrare anche nel 2026 risultati positivi, con una marginalità stabile al 17% grazie anche alla messa in atto di continue azioni di efficientamento.”
La previsione per il 2026 implica l’intenzione del gruppo di consolidare la marginalità attorno al 17%, un livello che deve però essere sostenuto da interventi continui su costi, innovazione nei processi e adattamento dell’offerta ai trend di consumo. Per gli stakeholder, il monitoraggio delle azioni operative e dell’allocazione del capitale rimane cruciale per valutare la sostenibilità di questa strategia nel medio termine.