L’opzione put BTC a 20.000$ spopola tra gli investitori

Quasi 600 milioni di dollari in put option di Bitcoin con strike a $20.000 si sono concentrate come la terza scadenza più popolare in vista dell’expiry trimestrale su Deribit, mettendo in evidenza come una parte significativa dei trader stia posizionandosi per scenari estremi al ribasso legati anche alle tensioni nel Medio Oriente.

Cosa indica una put profonda fuori dal denaro

Una put option concede al suo acquirente il diritto, ma non l’obbligo, di vendere un asset a un prezzo prefissato entro una certa scadenza. Con Bitcoin scambiato sotto i $70.000, lo strike a $20.000 è considerato «deep out of the money»: per valere significativamente dovrebbe verificarsi un crollo dei prezzi pari a circa il 70% rispetto ai livelli attuali.

La presenza di volumi elevati a questo strike può apparire, a prima vista, come una scommessa sul collasso del mercato, ma l’interpretazione va raffinata tenendo conto della struttura delle opzioni e delle strategie puntuali dei partecipanti.

I numeri principali e la concentrazione delle scadenze

Il valore nozionale concentrato allo strike di $20.000 è di circa $596 milioni, rendendolo uno dei tre strike più dominanti. Gli altri due principali livelli sono $75.000 con circa $687 milioni e $125.000 con circa $740 milioni, a testimonianza di una distribuzione ampia di aspettative, sia al ribasso sia al rialzo.

La somma totale del valore nozionale delle opzioni su Deribit in scadenza è intorno a $13,5 miliardi. Nonostante un clima generale di paura nel mercato, il mercato delle opzioni mostra un leggero orientamento rialzista: il put call ratio è pari a 0,63, segnalando più call che put. L’open interest totale ammonta a 195.719 BTC, di cui 120.236 BTC in call e 75.482 BTC in put.

Perché molti vendono put così lontane

Una parte consistente dell’attività attorno alle put molto lontane dal denaro è probabilmente riconducibile alla vendita di queste opzioni per incassare il premio. Tale strategia capitalizza sulla bassa probabilità, nell’orizzonte temporale considerato, che il prezzo di Bitcoin scenda fino a $20.000.

In pratica, vendere put deep OTM è spesso una tattica di generazione di reddito o di esposizione alla volatilità, piuttosto che un segnale di profonda convinzione ribassista. Tuttavia questo approccio comporta rischi rilevanti in caso di movimenti estremi: chi vende put potrebbe dover fornire margini aggiuntivi o acquisire il sottostante a prezzi molto inferiori.

Il ruolo del max pain e dei market maker

Il livello di max pain, ossia il prezzo al quale il maggior numero di opzioni scade senza valore, è attualmente stimato intorno a $75.000. Questo livello può agire da «magnete» verso la scadenza poiché i market maker e gli hedger spesso regolano le loro posizioni attorno a tali livelli, eseguendo operazioni di delta hedging che possono esercitare pressioni sul prezzo.

Quando i market maker coprono posizioni, comprano o vendono il sottostante per neutralizzare l’esposizione delle opzioni, creando flussi che talvolta avvicinano il prezzo al punto di massimo impatto sulle opzioni in scadenza.

Implicazioni di mercato e scenari di rischio

Le tensioni geopolitiche nel Medio Oriente possono aumentare la probabilità percepita di eventi estremi e spingere alcuni operatori a cercare protezioni anche molto costose. Le opzioni deep OTM fungono da copertura contro «tail risk», ma il loro prezzo e la loro presenza nel book dipendono anche dalla volontà di altri operatori di assumersi il rischio in cambio del premio.

Dal punto di vista sistemico, la concentrazione di notional a specifici strike richiede attenzione: in presenza di movimenti rapidi e amplificati della volatilità si possono verificare richieste di margine, ricoperture forzate e variazioni rapide dell’open interest, con effetti significativi sulla liquidità di mercato.

In sintesi, la forte concentrazione di posizioni a $20.000 evidenzia un mix di coperture contro eventi estremi e strategie di raccolta premi. La lettura corretta richiede quindi di distinguere tra protezione pura, posizionamenti speculativi e vendite strutturate di opzioni, valutando l’interazione tra operatori retail, istituzionali e market maker.