L’ex amministratore delegato di Binance, CZ, respinge le accuse di legami con l’Iran e il terrorismo
- 19 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Changpeng “CZ” Zhao, fondatore ed ex amministratore delegato di Binance, ha approfittato di un intervento pubblico per prendere le distanze dalle accuse che negli ultimi tempi hanno collegato la piattaforma a transazioni che avrebbero potuto agevolare il finanziamento del terrorismo verso l’Iran.
Accuse pubbliche e risposta del fondatore
L’intervento è avvenuto in forma video durante il summit DC Blockchain Summit organizzato dalla Digital Chamber, dove CZ, residente negli Emirati Arabi Uniti, ha voluto chiarire la propria posizione dopo una serie di contenziosi civili recentemente respinti nei tribunali degli Stati Uniti.
Changpeng “CZ” Zhao ha detto:
“Non ho alcun interesse a farlo.”
Changpeng “CZ” Zhao ha aggiunto:
“Vivo in un paese che è stato attaccato dall’Iran. Anche prima di ciò, non ero interessato a questo.”
Nel suo intervento CZ ha richiamato l’attenzione sulle sentenze che hanno escluso la responsabilità civile dell’azienda in alcune cause, sostenendo inoltre che le transazioni legate all’Iran non producono commissioni significative e dunque non costituirebbero un incentivo economico per Binance.
Changpeng “CZ” Zhao ha detto:
“Non c’è alcun beneficio.”
Fatti segnalati e contestazioni
La società, che nel 2023 ha definito un accordo con le autorità statunitensi su contestazioni relative a violazioni delle norme antiriciclaggio e delle sanzioni, ha recentemente contestato resoconti giornalistici secondo i quali sarebbe stata coinvolta nella rimozione di personale di conformità che aveva segnalato transazioni sospette.
In particolare, indagini interne avevano segnalato trasferimenti in criptovalute per oltre 1 miliardo di dollari da clienti cinesi verso wallet ritenuti collegati a reti finanziarie con legami all’Iran, secondo quanto emerso nelle numerose verifiche condotte negli ultimi anni.
La società ha però sostenuto di non aver trovato prove che gli account presenti sulle sue piattaforme abbiano effettuato transazioni dirette con entità iraniane.
Nel corso dell’intervento CZ ha ricordato anche aspetti personali: ha detto di aver scontato una pena detentiva e di aver ricevuto una grazia dall’ex presidente Donald Trump, e che durante quel periodo ha lavorato a un memoir ora vicino alla pubblicazione.
Changpeng “CZ” Zhao ha detto:
“Il modo in cui mi attaccano si basa completamente su informazioni false e prive di fondamento.”
Implicazioni regolamentari e istituzionali
Le accuse e le difese sollevano questioni rilevanti per la regolamentazione del settore delle criptovalute: l’attenzione delle autorità nazionali e internazionali si è intensificata su aspetti come la prevenzione del finanziamento illecita, l’adeguata sorveglianza delle transazioni e la governance interna delle piattaforme di scambio.
Le indagini condotte da organismi di controllo e gli eventuali procedimenti giudiziari possono incidere non solo sulla reputazione di singole aziende come Binance, ma anche sulle politiche di conformità adottate dall’intero comparto, con possibili ripercussioni normative che riguardano la collaborazione tra autorità nazionali, banca centrale e agenzie di contrasto al riciclaggio.
Per gli operatori del settore sarà determinante dimostrare l’efficacia dei controlli interni, la trasparenza nei rapporti con le autorità e l’adozione di misure che riducano il rischio di uso improprio delle piattaforme per finalità illecite.
Nel complesso, la vicenda rimane al centro di un dibattito che mette in luce il conflitto tra innovazione tecnologica e responsabilità regolamentare, con potenziali sviluppi che saranno seguiti con attenzione dalle istituzioni competenti e dagli operatori del mercato.