Clamoroso scivolone da 10 milioni di dollari di Fairshake in Illinois segna il primo grande intoppo nella spinta politica delle criptovalute

Fairshake, il comitato politico legato al settore delle criptovalute, ha subito una delle sue sconfitte più significative nelle primarie dell’Illinois, dove era impegnato a contrastare la candidatura di Juliana Stratton. Nonostante il passato record di vittorie del gruppo alle ultime due tornate elettorali per il Congresso, questa volta gli investimenti massicci non sono riusciti a ribaltare il risultato, e la vittoria di Stratton alla primaria democratica la pone in posizione favorevole per la possibile elezione al Senato in novembre.

Sconfitta significativa in Illinois

Un’affiliata di Fairshake aveva destinato milioni di dollari all’acquisto di spot negativi e al sostegno di due avversari di Juliana Stratton, un impiego di risorse che rappresentava oltre il 5% del capitale che il comitato dichiarava di avere a disposizione per le gare al Congresso in questa fase della campagna. Il fallimento di quell’operazione dimostra che anche spese elevate non garantiscono automaticamente il controllo degli esiti elettorali.

La possibile entrata di Juliana Stratton nel Senato assume particolare rilievo poiché una sola senatrice o un solo senatore può avere un’influenza strategica significativa sui testi legislativi, sulle commissioni e sulla formazione dell’agenda politica in materia economica e finanziaria. Essere oggetto di pesanti campagne avverse lascerà inevitabilmente traccia nel rapporto tra la futura senatrice e il comparto delle tecnologie digitali.

Valutazioni e posizioni del settore

Il gruppo di valutazione politica Stand With Crypto aveva dato a Juliana Stratton un voto «F» sulle tematiche legate agli asset digitali, nonostante lei non abbia un curriculum personale molto articolato in materia di regolamentazione delle criptovalute, fatta eccezione per la firma di provvedimenti statali controversi avvenuta l’anno precedente sotto l’amministrazione dell’esecutivo locale.

Geoff Vetter ha detto:

“Se sostenete politiche pro-crypto, interverremo in maniera significativa. Se vi opponete alle criptovalute e all’innovazione americana, interverremo in maniera significativa. Questo messaggio è ora chiaro sia a livello statale sia a livello federale.”

Strategia di spesa e precedenti

A partire dalle elezioni del 2024, Fairshake — finanziata in larga parte da attori come Coinbase, a16z e Ripple — ha concentrato investimenti significativi su numerose sfide al Senato, spendendo oltre 10 milioni di dollari in più di un caso per influenzare l’esito. Nel ciclo precedente il comitato aveva dedicato una spesa massiccia, pari a circa 40 milioni di dollari, per opporsi all’allora senatore Sherrod Brown, figura di riferimento come ex-presidente della Senate Banking Committee, che aveva spesso ostacolato proposte legislative favorevoli al settore.

Un funzionario vicino alle strategie del comitato ha definito la sconfitta in Illinois come un episodio isolato, sostenendo che altri candidati contrari al PAC difficilmente disporranno sempre di risorse analoghe per le proprie campagne elettorali.

Risultati e reazioni nei collegi

Tra gli obiettivi del comitato vi era anche La Shawn Ford, vincitore della primaria nel 7° collegio dell’Illinois e potenziale membro della Camera dei Rappresentanti l’anno prossimo. In quella contesa il PAC aveva speso quasi 2,5 milioni di dollari; Ford ha accusato il comitato di aver diffuso spot ingannevoli e diffamatori.

Al contempo Fairshake ha celebrato vittorie per altri candidati sostenuti nello stato, tra cui Donna Miller, Melissa Bean e la rappresentante in carica Nikki Budzinski, che hanno ottenuto il successo nelle rispettive primarie.

Nella tornata 2024 il comitato e le sue affiliate avevano appoggiato 53 candidati che hanno poi ottenuto seggi al Congresso, perdendo soltanto in cinque casi; molti degli aspiranti sostenuti erano già considerati favoriti nei loro collegi. Il modello operativo del super PAC è stato interpretato come un esempio per il settore: con oltre 100 milioni di dollari destinati a gare per il Parlamento federale, è possibile orientare decine di competizioni, soprattutto nelle primarie dei distretti a prevalenza partitica.

Impatto istituzionale e futuro politico

Fairshake ha dichiarato di aver iniziato la stagione elettorale con una cassa di guerra valutata in circa 193 milioni di dollari. Oltre a servire come strumento di comunicazione e influenza elettorale, questa disponibilità è percepita come un deterrente nei confronti dei parlamentari che stanno valutando testi normativi sul settore: la scelta su un disegno di legge può tradursi in milioni di dollari di sostegno o di opposizione nella successiva corsa elettorale, spesso superando le raccolte ordinarie dei singoli candidati.

Il comitato ammette di non poter vincere ogni singola battaglia, ma afferma di puntare a prevalere nella maggior parte delle gare in cui decide di investire risorse, sottolineando che opporsi all’innovazione crypto potrebbe risultare costoso per gli eletti.

Alcuni degli avversari finanziati in passato dal PAC hanno in seguito mutato posizioni e sostenuto iniziative favorevoli alle criptovalute. Nel caso specifico di Juliana Stratton, la candidata ha replicato alle pressioni dicendo di essere stata oggetto di attacchi da parte di quello che ha definito il gruppo dei cosiddetti MAGA-backed «crypto bros», mettendo in evidenza la polarizzazione attorno a questi strumenti finanziari.

Resta da vedere come si modelleranno le posizioni di Stratton qualora entri effettivamente al Senato, e quale equilibrio si stabilirà tra l’esigenza di regolamentare il mercato e la pressione politica esercitata da gruppi con rilevanti mezzi finanziari. L’episodio in Illinois mostra però che la dinamica tra denaro, campagne elettorali e politiche pubbliche continua a essere centrale nel dibattito sul futuro delle tecnologie digitali e della finanza.