Bitcoin in netto calo mentre la Fed resta ferma

La Federal Reserve ha mantenuto invariata la forchetta obiettivo del fed funds rate al 3,50%-3,75% mercoledì, in linea con le attese dei mercati.

Prima della decisione, il prezzo del Bitcoin era sceso di quasi il 4% in reazione a un balzo del prezzo del petrolio e a dati sull’inflazione deludenti; nei minuti successivi all’annuncio la criptovaluta si è attestata intorno a 71.600 dollari, registrando un calo significativo rispetto ai livelli precedenti.

I listini statunitensi hanno chiuso la seduta in calo: il Nasdaq e il S&P 500 hanno segnato perdite di circa lo 0,55% ciascuno. Anche il rendimento dei Treasury a 10 anni è salito di un piccolo punto, portandosi al 4,21%.

La Federal Reserve ha dichiarato:

“Le implicazioni degli sviluppi in Medio Oriente per l’economia degli Stati Uniti sono incerte.”

Voto e proiezioni economiche

La decisione di lasciare i tassi fermi è passata con un voto di 11 a 1; Stephen Miran è stato l’unico a favore di un taglio di 25 punti base. Contestualmente, la banca centrale ha aggiornato le proprie proiezioni macroeconomiche.

Degno di nota è l’aumento delle inflation expectations, ora previste al 2,7% per il 2026 rispetto al 2,4% indicato in precedenza. Per il 2027 la Fed prevede invece un calo dell’inflazione al 2,2%, leggermente superiore alla proiezione precedente del 2,1%.

Il cosiddetto dot plot continua a indicare le aspettative per un taglio di 25 punti base nel 2026 e un ulteriore taglio nel 2027, mantenendo quindi una traiettoria di allentamento graduale rispetto ai livelli correnti.

Contesto internazionale e rischi sull’inflazione

La banca centrale si trova a dover bilanciare segnali di rallentamento del mercato del lavoro con un’inflazione ancora superiore all’obiettivo del 2%. A complicare il quadro sono le tensioni geopolitiche: l’attacco di marzo contro l’Iran ha spinto il prezzo del petrolio vicino ai 100 dollari al barile, contro meno di 60 dollari registrati all’inizio dell’anno, aumentando il rischio di pressioni al rialzo sui prezzi al consumo.

Reazioni dei mercati e prossimi passi

Gli operatori di mercato ora dirigeranno l’attenzione verso la conferenza stampa post-riunione del presidente della Fed, Jerome Powell, in programma alle 14:30 ET. I commenti del presidente saranno seguiti con attenzione per cogliere indicazioni sul quadro d’insieme, sul percorso futuro dei tassi e su eventuali cambi di tono nella politica monetaria.

Nel breve termine, i prezzi delle materie prime e i dati economici continueranno a influenzare le aspettative di politica monetaria: gli investitori valuteranno quanto i recenti aumenti del prezzo del petrolio possano tradursi in pressioni inflazionistiche persistenti e in che misura ciò possa ritardare o ridurre la frequenza dei tagli previsti.