Bitcoin si mantiene sopra i $71.000 mentre Trump minaccia attacchi al petrolio in Iran
- 14 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
A due settimane dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, Bitcoin si mantiene sopra i livelli iniziali e mostra una notevole capacità di recupero.
Nella mattinata di sabato la criptovaluta principale scambiava intorno a $71.000, in calo dello 0,7% nelle ultime 24 ore dopo i raid statunitensi su obiettivi militari nell’isola di Kharg, principale terminale per le esportazioni petrolifere dell’Iran. La correzione rispetto al picco di venerdì a $73.838 è stata netta ma contenuta: Bitcoin ha ceduto il 3,5% alla notizia su Kharg e poi si è stabilizzato, un comportamento che un mese fa avrebbe probabilmente provocato una vendita molto più ampia.
I dati settimanali sottolineano la resilienza del mercato. Su sette giorni Bitcoin segna un rialzo del 4,2%, mentre Ether è salito del 5,5% a $2.090. Anche altre grandi criptovalute mostrano guadagni: Dogecoin +5%, Solana +4,2% a $88 e BNB +4,5% a $655. Nonostante l’intensificarsi del conflitto, il bilancio settimanale rimane positivo per i principali asset digitali.
Il mercato sembra aver sviluppato una cornice interpretativa per gli avvenimenti geopolitici: inizialmente ogni notizia produceva reazioni esagerate perché il rischio estremo non era valutabile, ma con il ripetersi degli eventi i trader hanno imparato a prezzare gli shock. In questa dinamica gli episodi di rialzo dei prezzi del petrolio tendono a far scendere temporaneamente le criptovalute, che però spesso recuperano nel giro di poche sessioni.
Rimane tuttavia una resistenza tecnica chiave nella fascia tra $73.000 e $74.000, area che ha respinto Bitcoin quattro volte nelle ultime due settimane.
Reazioni geopolitiche e nuove variabili
Negli ultimi giorni il linguaggio usato dall’ex presidente Donald Trump sulla questione di Kharg ha introdotto un elemento di incertezza supplementare nei mercati.
Donald Trump wrote:
“I spared oil infrastructure for reasons of decency but would immediately reconsider if Iran continued blocking the Strait of Hormuz.”
L’Iran ha replicato avvertendo che ogni attacco a infrastrutture energetiche comporterebbe ritorsioni contro strutture legate agli Stati Uniti nella regione.
Iran responded:
“Any strike on energy infrastructure would trigger retaliatory attacks on U.S.-linked facilities in the region.”
Si tratta di una minaccia condizionata di escalation che, fino a 48 ore prima, non era esplicita. Se le infrastrutture petrolifere diventassero obiettivo sistematico, la già grave interruzione dell’offerta — definita dall’IEA la più ampia nella storia — potrebbe peggiorare in modo significativo, con ripercussioni su prezzi energetici e inflazione globale.
Liquidazioni e dinamiche di breve periodo
La sessione di venerdì ha mostrato una forte componente bidirezionale: nelle ultime 24 ore si sono registrate liquidazioni per circa $371 milioni.
Le liquidazioni su posizioni corte hanno superato quelle su posizioni long: $207 milioni contro $163 milioni, segnalando che il rapido rialzo fino a $73.800 aveva stretto i ribassisti prima che le notizie su Kharg provocassero una nuova pressione sui long entrati poco prima.
Prospettive per la Federal Reserve e impatto macroeconomico
L’attenzione degli operatori si sposta ora verso la riunione della Federal Reserve del 17-18 marzo. L’insieme di fattori — petrolio oltre $100 al barile, una interruzione dell’offerta definita storica e un conflitto che entra nella terza settimana senza soluzione — rende più credibile uno scenario di stagflazione, ovvero crescita debole con inflazione elevata.
Il mercato, attraverso CME FedWatch, continua a prezzare oltre il 95% di probabilità che la banca centrale mantenga i tassi nella fascia 3,5%-3,75%. Tuttavia, il cosiddetto “dot plot” e la conferenza stampa del presidente Jerome Powell avranno più peso delle semplici decisioni sui tassi: qualsiasi segnale che riapra la strada a nuovi rialzi potrebbe penalizzare gli asset rischiosi, inclusa la classe crypto, che da cinque mesi prezza con insistenza tagli dei tassi che finora non si sono concretizzati.
In sintesi, il mercato delle criptovalute mostra oggi una maggiore capacità di assorbire gli shock geopolitici rispetto al passato, ma resta vulnerabile a peggioramenti concreti dell’offerta energetica e a cambiamenti nella politica monetaria statunitense.