Lo spumante Asti, colpito dai dazi di Usa e Russia, esplode in Cina: +55%

La crescita delle esportazioni di Moscato verso i mercati asiatici emerge come uno dei segnali più positivi per i produttori, con numeri che riflettono un’accelerazione significativa rispetto all’anno precedente.

Espansione in Asia

presidente Ricagno ha osservato:

“Il dato asiatico è molto positivo. In Cina siamo passati in un anno da un milione a due milioni di bottiglie. In Corea del Sud siamo arrivati a venderne 4-5 milioni. L’Asia non è una novità ma c’è un’accelerazione. Un progresso che non ci compensa del tutto delle perdite ma è una strada sulla quale possiamo lavorare come aziende e come denominazione.”

Il mercato asiatico mostra dunque una domanda crescente per i vini aromatici e dolci, che si traduce in opportunità concrete per le etichette italiane. L’aumento delle vendite in Cina e in altre aree del continente rappresenta un elemento di bilanciamento rispetto ai cali registrati in altre regioni del mondo.

Consumi e abbinamenti

presidente Ricagno ha aggiunto:

“Sì, ma non come li concepiamo in Italia. Noi i vini dolci continuiamo a immaginarli solo con il dolce, con il Panettone, mentre altrove si sta affermando una logica diversa. In Asia si sta affermando uno stile di consumo più vicino a quello degli USA dove i vini dolci sono consumati a tutto pasto. E la crescita in Asia è legata alla stessa modalità: si abbinano bene alle cucine di quei paesi e vengono consumati con tutte le portate. Paradossalmente dai paesi extra UE arriva un suggerimento: anche noi europei dovremmo cominciare a consumare questi vini, per giunta a bassa gradazione alcolica, con un ventaglio più ampio di portate che non siano solo i dolci.”

Questa evoluzione dei gusti pone l’accento sulla necessità di ripensare la strategia di posizionamento: promuovere abbinamenti alternativi, comunicare il carattere gastronomico dei prodotti e valorizzare versioni a bassa gradazione per ampliare la platea dei consumatori.

Giacomo Pondini, direttore del Consorzio, ha osservato che nonostante il calo negli USA il quadro complessivo del Moscato potrebbe risultare in equilibrio grazie alla tenuta del mercato europeo e allo sviluppo in Cina.

Situazione dell’Asti Spumante

Più complesso è lo scenario per Asti Spumante, che risente in modo marcato del calo in diversi mercati tradizionali, in particolare in Europa e negli USA.

I dati segnalano una diminuzione nel mercato europeo del 14% rispetto all’anno precedente, equivalente a circa 4,2 milioni di bottiglie in meno nel 2024, mentre negli USA la contrazione è stata del 50%, corrispondente a circa 2,6 milioni di bottiglie in meno. In Russia la flessione è contenuta al 3%, con 14,1 milioni di bottiglie vendute.

Alcune destinazioni europee storicamente rilevanti hanno ridotto gli acquisti: la Gran Bretagna registra un -13%, la Germania un -49% e la Polonia un -26%. Sul versante orientale si osservano invece segnali di crescita in Ungheria e Lituania.

Prospettive e strategie

Per affrontare le difficoltà, produttori e rappresentanze istituzionali come il Consorzio stanno valutando azioni mirate: diversificazione dei mercati di sbocco, campagne di marketing che enfatizzino la versatilità d’abbinamento dei vini dolci e spumanti, partecipazione a fiere internazionali e iniziative di promozione nei ristoranti e nei canali di vendita al dettaglio.

L’orientamento verso mercati in espansione come quelli asiatici richiede investimenti in comunicazione e in logistica, oltre a un lavoro congiunto tra aziende e denominazione per costruire percorsi di valorizzazione a medio-lungo termine. Monitorare i cambiamenti di consumo e adattare l’offerta produttiva rimane fondamentale per recuperare quote perse e consolidare nuovi sbocchi commerciali.



Author: Tony
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