I dati di Bitcoin rivelano perché i detentori da tre anni evitano perdite

La reputazione di Bitcoin (BTC) tra alcuni investitori è spesso negativa a causa delle forti correzioni a doppia cifra che puniscono chi entra in ritardo, ma l’analisi dei dati suggerisce che l’esito può cambiare con l’orizzonte temporale di detenzione.

Differenti cicli di mercato mostrano che chi ha acquistato BTC vicino ai massimi del 2017 ha sperimentato perdite significative nell’arco di due anni, mentre molte di quelle posizioni sono diventate profittevoli mantenendo l’investimento per oltre tre anni. Al contrario, le entrate vicine ai minimi dei mercati ribassisti hanno storicamente generato rendimenti a tre cifre in periodi di due-tre anni.

Cicli di mercato e impatto del tempismo

I confronti tra cicli evidenziano come il rendimento di breve periodo (due anni) può risultare molto volatile, mentre estendendo la detenzione a tre anni la situazione cambia sensibilmente.

Per esempio, chi comprò vicino al picco del 2017 vide una perdita di circa il 48,6% dopo due anni durante il ribasso del 2018. Estendendo l’orizzonte a tre anni, quella stessa operazione si trasformò in un guadagno del 108,7%.

Analogamente, gli acquisti effettuati vicino al massimo del 2021 mostrarono una perdita del 43,5% dopo due anni, ma diventavano leggermente positivi (+14,5%) dopo tre anni.

Le posizioni aperte in prossimità dei minimi dei mercati hanno invece conseguito performance molto superiori: un acquisto vicino al minimo del 2019 ha prodotto rendimenti dell’ordine dell’871% dopo due anni e oltre il 1.000% dopo tre anni.

Anche il minimo ciclico del 2022 ha seguito un andamento simile: posizioni iniziate in quel periodo hanno riportato rendimenti indicativi di circa il 465% dopo due anni e intorno al 429% dopo tre anni.

Nel complesso, i dati indicano un modello ricorrente: finestre di due anni espongono a drawdown considerevoli quando l’acquisto avviene vicino ai picchi di ciclo, mentre periodi di detenzione di tre anni tendono a riportare la maggior parte delle posizioni in territorio positivo; le entrate ai minimi catturano le espansioni di prezzo più ampie sia sui due che sui tre anni.

Zone di accumulo individuate dalle metriche onchain

Le metriche di valutazione onchain forniscono ulteriori spiegazioni su dove si concentrano storicamente le zone di accumulo più favorevoli.

Il concetto di realized price misura il prezzo medio di acquisizione delle monete sulla base del loro ultimo spostamento onchain. I drawdown più profondi tendono ad estendersi verso il shifted realized price, una versione “scostata” che liscia la metrica in avanti e mette in evidenza fasce di valore più robuste.

Dall’analisi storica, queste bande di realized price hanno identificato intervalli di accumulo a lungo termine fin dal 2015: i minimi ciclici sono spesso risultati vicini a queste fasce, e i recuperi dai livelli corrispondenti hanno dato avvio a rally pluriennali.

In termini pratici, gli investitori che hanno accumulato durante i minimi hanno generalmente comprato mentre il prezzo si trovava attorno o al di sotto di queste bande di valutazione, ottenendo così il vantaggio di una base di costo più favorevole per i successivi movimenti rialzisti.

Risultati della ricerca istituzionale e implicazioni per portafoglio

La ricerca condotta da istituzioni di asset management ha evidenziato il ruolo positivo degli orizzonti di detenzione più lunghi nel migliorare i rendimenti corretti per il rischio.

Matt Hougan, chief information officer di Bitwise, ha citato uno studio che mostra come l’inclusione di Bitcoin in un portafoglio tradizionale 60/40 abbia aumentato sia i rendimenti cumulativi sia quelli aggiustati per il rischio in tutti gli intervalli triennali analizzati, con una probabilità di successo del 93% nei periodi di due anni quando si considera una allocazione intorno al 5%.

Un’analisi estesa dei dati storici (da luglio 2010 a febbraio 2026) ha indicato che la probabilità di perdita si riduce considerevolmente con l’allungarsi dell’orizzonte: circa lo 0,7% per detenzioni di tre anni, 0,2% per cinque anni e quasi nulla su orizzonti a dieci anni. Orizzonti più brevi, come il day trading o la detenzione su un anno, presentano invece probabilità di perdita molto più elevate.

Considerazioni pratiche per investitori

Queste evidenze non cambiano la natura rischiosa dell’investimento in Bitcoin, ma suggeriscono che il timing d’ingresso e soprattutto l’orizzonte temporale di detenzione sono determinanti per il risultato.

Strategie basate su accumulo progressivo, valutazione delle bande di realized price e pianificazione di medio-lungo periodo possono ridurre l’impatto delle fluttuazioni cicliche e aumentare la probabilità di risultati positivi nel tempo. Allo stesso modo, la diversificazione in un portafoglio bilanciato può migliorare il profilo rischio/rendimento complessivo.

Limiti e raccomandazioni

Le analisi storiche offrono indicazioni utili, ma non garantiscono risultati futuri: il comportamento passato dei mercati non elimina la possibilità di eventi imprevisti o cambiamenti strutturali che possono alterare le dinamiche di prezzo.

Chi valuta l’inserimento di Bitcoin in portafoglio dovrebbe considerare la propria tolleranza al rischio, l’orizzonte temporale e la necessità di informarsi approfonditamente sulle caratteristiche dell’asset e sui meccanismi di custodia.

Questo testo ha finalità informativa e non costituisce consulenza finanziaria o raccomandazione di investimento. Ogni decisione di investimento comporta rischi e gli interessati sono invitati a condurre analisi indipendenti o a consultare un professionista qualificato prima di investire.