Caos nei cieli: le assicurazioni di viaggio non coprono i voli cancellati per guerra, ecco come tutelarsi

È la dura scoperta per molti viaggiatori rimasti a terra dopo gli attacchi compiuti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran: vaste porzioni di spazio aereo della regione sono state rese a rischio missili e le polizze di viaggio generalmente non coprono spese per voli alternativi o pernottamenti derivanti da una no fly zone o dalla chiusura dello spazio aereo per motivi bellici.

Molte persone coinvolte nei circa 23.000 voli cancellati verso gli hub del Medio Oriente hanno scoperto che, in assenza di coperture assicurative, devono fare affidamento sulle stesse compagnie aeree per ottenere la riprotezione o provvedere autonomamente all’acquisto di un nuovo biglietto, conservando poi la documentazione per eventuali richieste di rimborso a posteriori.

Rientro dei cittadini italiani

Le operazioni di rientro dei cittadini italiani nella regione del Golfo sono in corso sotto il coordinamento del Ministero degli Affari Esteri. Secondo le rilevazioni ufficiali, nella zona sono presenti circa 8.900 turisti italiani: 92 nel Bahrein, 948 in Qatar, 6.536 negli Emirati Arabi Uniti e 1.386 in Oman.

Da Mascate (capitale dell’Oman) sono programmati due voli diretti verso Fiumicino con circa 350 persone a bordo complessive; dalla capitale delle Maldive, Malé, sono organizzati due voli agevolati verso Fiumicino e Malpensa con circa 60 passeggeri. A questi si aggiungono voli commerciali autonomamente organizzati dalle compagnie per facilitare il rimpatrio degli italiani in Thailandia e nelle Maldive.

Il vuoto delle polizze rispetto ai conflitti

Il conflitto ha messo in luce una criticità del mercato delle assicurazioni di viaggio, un settore il cui valore stimato a livello globale è vicino ai 26 miliardi di dollari; in Italia il giro d’affari è valutato nell’ordine di qualche centinaio di milioni. Le garanzie offerte dalle polizze possono coprire eventi come indennizzi per morte o invalidità da incidente, rientro per motivi sanitari, assistenza medica, rimborso di spese mediche, furto o rapina del bagaglio e ritardi nella consegna degli stessi.

Tuttavia la maggior parte dei prodotti assicurativi esclude esplicitamente i sinistri legati a guerra o ad atti bellici, intesi come qualsiasi azione connessa a un conflitto armato tra Stati, entità statali o gruppi organizzati, inclusi gli eventi direttamente associati o scatenanti tale conflitto. Questa esclusione si applica indipendentemente dall’esistenza di una dichiarazione formale di guerra.

Anche grandi operatori del mercato riportano nei fascicoli informativi, alla domanda sui limiti di copertura, che le situazioni di guerra o atti di guerra non sono coperte: di conseguenza, attacchi militari o conseguenti chiusure dello spazio aereo rientrano di norma nelle esclusioni contrattuali.

Cosa può fare un passeggero rimasto a terra

Per orientarsi nell’immediato, associazioni di consulenza ai viaggiatori suggeriscono alcune azioni pratiche. La prima è contattare immediatamente la compagnia aerea per chiedere informazioni sulla riprotezione (l’assegnazione gratuita di un nuovo volo alternativo) o sulla possibilità di ottenere il rimborso del biglietto originale.

È fondamentale prestare attenzione prima di accettare il rimborso: se il passeggero opta per il rimborso del biglietto, il contratto di trasporto con il vettore si considera risolto e qualsiasi nuovo volo acquistato dopo tale scelta sarà a carico del passeggero, senza ulteriori obblighi di assistenza da parte della compagnia.

Un secondo consiglio pratico è conservare tutte le comunicazioni ricevute dalla compagnia aerea (email, sms, notifiche via app), poiché costituiscono prova delle informazioni e delle proposte di assistenza fornite dal vettore.

Infine, raccogliere e conservare scontrini, fatture e documentazione relativa a spese sostenute per vitto, alloggio, trasporti alternativi o altri costi straordinari: tutto il materiale sarà utile per preparare, una volta rientrati, richieste di rimborso o reclami formali verso il vettore o, se previsto dalla polizza, verso il proprio assicuratore.

Quadro normativo e limiti dei rimedi

Sul fronte giuridico, i diritti dei passeggeri sono disciplinati a livello europeo da norme che stabiliscono obblighi di assistenza, rimborso e, in taluni casi, compensazioni per ritardi e cancellazioni. Tuttavia, quelle stesse norme prevedono eccezioni per le circostanze straordinarie: eventi inevitabili e al di fuori del controllo del vettore, come chiusure dello spazio aereo per ragioni di sicurezza o conflitti armati, possono escludere l’obbligo di pagare indennizzi.

Di conseguenza, mentre la compagnia aerea può essere tenuta a fornire assistenza immediata (come pasti o sistemazione temporanea) in base alle singole policy aziendali e alle normative vigenti, il diritto a una compensazione economica è di norma subordinato alla dimostrazione di una responsabilità diretta del vettore, non ricorrente quando la cancellazione è causata da eventi bellici o chiusure imposte d’autorità.

La presenza di situazioni di conflitto richiama inoltre il ruolo degli Stati e dei loro ministeri: il coordinamento delle operazioni di rientro, l’emissione di allerte di viaggio e la gestione di corridoi umanitari o voli di Stato spettano alle autorità competenti, che possono intervenire per organizzare trasporti agevolati o fornire supporto consolare ai cittadini in difficoltà.

Consigli pratici per chi sta pianificando viaggi

Per chi programma spostamenti in aree geopoliticamente sensibili è consigliabile verificare con attenzione i termini della polizza di viaggio prima della partenza, prestando particolare attenzione alle esclusioni relative a guerra, atti di terrorismo e chiusure dello spazio aereo.

È utile inoltre consultare le allerte e i consigli di viaggio emessi dal proprio Ministero degli Affari Esteri e valutare, quando possibile, soluzioni alternative come polizze che includano clausole di ampliamento delle coperture o prodotti specifici per rischi politici, oltre a considerare la possibilità di acquistare biglietti rimborsabili o flessibili in contesti ad alto rischio.

In caso di cancellazione, la tempestività nelle comunicazioni con il vettore, la raccolta di tutta la documentazione e il ricorso alle procedure formali previste dalla normativa e dai regolamenti aziendali aumentano le probabilità di ottenere, a rientro avvenuto, rimborsi e ristorni ove dovuti.



Author: Tony
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