Confindustria e Digit’Ed uniscono le forze per potenziare le competenze

Confindustria e Digit’Ed hanno avviato un tavolo di lavoro per promuovere lo sviluppo del capitale umano attraverso un modello che integri visione industriale e qualità formativa. L’iniziativa punta a connettere la piattaforma di Open Learning di Digit’Ed con un catalogo di contenuti certificati sviluppati insieme a partner editoriali e accademici, sfruttando la conoscenza capillare delle esigenze aziendali garantita dal sistema di Confindustria, che rappresenta circa 150.000 imprese sul territorio nazionale.

Obiettivi dell’accordo

L’accordo mira a creare un sistema formativo integrato in grado di rispondere ai fabbisogni reali delle imprese, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese (PMI) e alle Reti di Impresa. Tra gli obiettivi figurano l’innalzamento delle competenze digitali e manageriali, la diffusione di percorsi certificati e la costruzione di reti di competenze condivise che possano aumentare la competitività dei settori coinvolti.

Modalità operative

Nel modello proposto, Digit’Ed opererebbe come abilitatore tecnologico, responsabile della piattaforma di Open Learning, della progettazione delle Digital Academy e dell’erogazione dei contenuti certificati. Questi materiali formativi potranno essere sviluppati in collaborazione con partner editoriali e università, con l’obiettivo di assicurare standard didattici elevati e percorsi riconosciuti.

Confindustria si concentrerà invece sull’individuazione delle filiere prioritarie e sull’attivazione delle sue associazioni territoriali e di categoria per coinvolgere direttamente le imprese. In particolare, la società di sistema dedicata alla progettazione formativa del sistema confederale, Sistemi Informativi Confindustria (SFC), potrebbe assumere un ruolo operativo nella distribuzione e nella promozione territoriale insieme ad altri partner editoriali.

Ambiti settoriali e destinatari

Il piano prevede la creazione di un network di Digital Academy di filiera rivolte a Reti di Impresa e PMI in settori strategici come fashion, tecnologia, meccanica, energia, agroindustria e servizi. Le accademie saranno pensate per trasferire competenze digitali e manageriali avanzate anche alle imprese di dimensioni minori, favorendo la costituzione di competenze condivise sul territorio.

Partnership e governance dei contenuti

I contenuti certificati saranno prodotti con il contributo di partner editoriali e istituzioni accademiche. Tra gli interlocutori citati come possibili collaboratori figurano Il Sole 24 Ore e la Università Luiss Guido Carli, che possono apportare competenze editoriali, scientifiche e metodologiche utili alla qualità dei percorsi formativi.

La governance del progetto prevede il coordinamento tra la piattaforma tecnologica, gli enti accademici e le associazioni territoriali per definire standard di certificazione, metodologie didattiche e strumenti di monitoraggio dei risultati in termini occupazionali e di rafforzamento competitivo dei comparti coinvolti.

Programma nazionale di riqualificazione

Tra le iniziative esplorate dal tavolo figura il lancio di un programma nazionale denominato Reskilling 5.0, finalizzato alla riqualificazione della forza lavoro italiana sulle competenze chiave per la Transizione Digitale. Il programma sarebbe progettato per rispondere alle trasformazioni tecnologiche e produttive in corso, con particolare attenzione all’adozione di tecnologie abilitanti.

Il percorso formativo del Reskilling 5.0 includerebbe moduli dedicati all’uso e alla governance dell’Intelligenza Artificiale, alle competenze digitali di base e avanzate, nonché a competenze manageriali necessarie per guidare processi di innovazione nelle imprese.

Impatto atteso e prospettive

Il progetto intende favorire l’inclusione digitale delle imprese minori, ridurre il divario di competenze tra territori e settori e creare percorsi certificati che migliorino l’occupabilità dei lavoratori. A medio termine, la diffusione di competenze condivise dovrebbe contribuire a rafforzare la resilienza e la competitività delle filiere coinvolte, sostenendo gli investimenti in innovazione e il riposizionamento sui mercati internazionali.

Per garantire efficacia e sostenibilità, il piano richiederà un coordinamento tra attori pubblici e privati, strumenti di monitoraggio dei risultati e meccanismi di aggiornamento continuo dei contenuti formativi in base all’evoluzione tecnologica e alle esigenze delle imprese.



Author: Tony
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