Speculazioni sull’energia e decreto bollette: Orsini lancia l’appello

Una nuova fonte di preoccupazione si aggiunge a un quadro già segnato da molte incognite, tra dazi internazionali e il rialzo del costo dell’energia: lo ha messo in evidenza il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, nel corso di un’intervista rilasciata a La 7 durante il programma L’aria che tira.

Impatto sui rapporti commerciali e sul traffico nello stretto

Emanuele Orsini ha detto:

“Ogni guerra è una sconfitta per il genere umano. Dal punto di vista economico avevamo già lanciato l’allarme sulla perdita di competitività. L’attuale conflitto ci preoccupa per più ragioni: i Paesi del Golfo rappresentano un mercato fondamentale, con circa 32 miliardi di euro di interscambio e un avanzo di 11 miliardi, e storicamente hanno generato crescite a doppia cifra. Un blocco dello stretto di Hormuz comporterebbe rotte navali più lunghe di circa 15 giorni e effetti di lunga durata.”

Pressioni sui prezzi dell’energia

Emanuele Orsini ha aggiunto:

“Speriamo che arrivi rapidamente il decreto sulle bollette. Anche prima i nostri costi non permettevano di essere competitivi rispetto a Francia e Spagna nell’ambito europeo. Il prezzo dell’energia impatterà ancora di più: solo pochi giorni fa il prezzo era a 107 euro/MWh, oggi si è attestato a 151 euro/MWh; è un problema sia per le imprese sia per le famiglie.”

Emanuele Orsini ha sottolineato:

“È indispensabile bloccare le speculazioni finanziarie sull’energia: a una settimana dall’avvio del conflitto i prezzi che osserviamo sono insostenibili. La speculazione sta alterando i mercati e mettendo in difficoltà le imprese italiane ed europee. Non si tratta soltanto della questione dell’ETS, che il decreto sulle bollette ha iniziato ad affrontare, ma di un fenomeno più ampio.”

Proposte per l’azione europea

Emanuele Orsini ha osservato:

“L’Europa deve reagire con urgenza. Dal 2024 continuiamo a chiedere azioni concrete: se vogliamo un’Europa coesa servono tre pilastri fondamentali — un mercato unico dell’energia, un mercato dei capitali efficiente e una difesa unica — e inoltre è necessaria la neutralità tecnologica nelle scelte strategiche.”

Vincoli di bilancio, misure nazionali e tenuta sociale

Emanuele Orsini ha dichiarato:

“In una fase come questa, valutare il superamento del Patto di stabilità diventerà inevitabile. Guardiamo a misure adottate da altri partner: la Germania ha stanziato 26 miliardi per i costi energetici e la Francia ha calmierato il prezzo intorno ai 70 euro/MWh. L’Italia non dispone della stessa capacità finanziaria, ma è fondamentale tutelare le imprese e i lavoratori per garantire la coesione sociale del paese.”

Orsini ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle imprese nella tenuta del welfare: su circa 4 milioni di imprese italiane, le circa 250.000 con più di 10 dipendenti sostengono l’83% dei servizi sociali. Per questo motivo, ha detto, interventi mirati a proteggere il sistema produttivo sono anche misure di sicurezza nazionale.

Dazi, mercati esteri e necessità di diversificazione

Emanuele Orsini ha rilevato:

“Persistono incertezze rispetto ai rapporti con i Stati Uniti, che restano il nostro principale mercato extra‑UE. Attendiamo il documento esecutivo che chiarisca l’entità dei dazi: questa incertezza sta già generando una riduzione degli ordini verso gli USA. Per questo è cruciale aprire nuovi spazi commerciali.”

Tra le aperture auspicate da Confindustria vi è un rapido avvio degli scambi con il Mercosur, considerato potenzialmente valido per circa 14 miliardi di euro, con condizioni di reciprocità; inoltre è stata indicata la necessità di intensificare i rapporti commerciali con India, Giappone e Canada, mercati ritenuti strategici per le esportazioni italiane.

Importanza dell’export per la stabilità economica

L’export italiano vale oggi circa 626 miliardi di euro, con un saldo positivo di circa 100 miliardi: la perdita di questi flussi metterebbe a rischio la tenuta economica e sociale del paese. Per Orsini è dunque fondamentale considerare la promozione dei nuovi mercati come una priorità strategica e procedere con rapidità nelle iniziative commerciali e diplomatiche a sostegno delle imprese.

In conclusione, il messaggio emerso dall’intervento del presidente di Confindustria è chiaro: servono risposte coordinate a livello nazionale ed europeo per affrontare l’aumento dei costi energetici, contrastare la speculazione, tutelare la competitività delle imprese e diversificare i mercati esteri, al fine di preservare la stabilità economica e sociale del paese.



Author: Tony
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