Migliori città europee: Roma riconquista il quarto posto, Milano scivola al diciottesimo posto
- 5 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il terzetto di testa della classifica resta immutato nell’edizione 2026 di Europe’s Best Cities, il rapporto annuale sulle città europee stilato dalla società di consulenza internazionale Resonance, ma sotto il podio si registra un cambiamento: Roma risale al quarto posto, riconquistando la posizione persa nel 2025 a favore di Barcellona.
La metodologia
La graduatoria è il risultato dell’incrocio tra statistiche ufficiali e dati generati dagli utenti su piattaforme online come Google, Instagram e TikTok, con l’obiettivo di misurare la «qualità del luogo» dal punto di vista dell’esperienza urbana. Le performance sono valutate attraverso 47 metriche e 33 sottocategorie, poi aggregate in tre indici principali: vivibilità, amabilità e prosperità.
Resonance ha spiegato:
“La classifica esclude tutte le città russe a causa dell’invasione illegale dell’Ucraina da parte del Paese e della sua continua aggressione militare.”
Il primato di Londra, Parigi e Berlino
La combinazione dei fattori presi in considerazione assegna a Londra il primo posto assoluto: la città è descritta nel rapporto come la “capitale delle capitali” per la sua capacità di eccellere in più ambiti. Londra conquista la vetta in tre sottocategorie, domina gli indici di prosperità e amabilità, e si piazza al secondo posto per vivibilità.
In seconda posizione si trova Parigi, la cui trasformazione urbana è stata notevole grazie al Plan Vélo: il piano ha introdotto il limite di velocità a 30 km/h in ampie porzioni della città e ha realizzato oltre mille chilometri di piste ciclabili, contribuendo a quasi raddoppiare gli spostamenti in bicicletta negli ultimi due anni. Tuttavia, il rapporto evidenzia criticità socio-economiche: i quartieri nord-orientali mostrano tassi di disoccupazione prossimi al 12%, fattore che penalizza Parigi nelle graduatorie relative al tasso di disoccupazione (121° posto) e alla partecipazione alla forza lavoro (147° posto).
Al terzo posto figura Berlino, definita come una città in pieno fermento per ospitalità e arte. Circa il 10% dei posti di lavoro in città dipende dal settore del turismo e la scena musicale techno ha ottenuto il riconoscimento dall’Unesco. Oltre all’aspetto culturale, Berlino spicca per l’ecosistema imprenditoriale: il rapporto sottolinea la crescita del PIL della città dello 0,8% nel 2024, un aumento dell’occupazione dello 0,3% su base annua e una produzione economica attorno ai 207 miliardi di euro, trainata soprattutto dai servizi.
Il documento evidenzia inoltre il ruolo di Berlino come hub per l’innovazione: più di 4.800 start-up, circa un quarto del totale nazionale, sono insediate nella capitale tedesca, confermandone la centralità nell’ecosistema delle nuove imprese.
Implicazioni e scenari per le politiche urbane
I risultati della classifica offrono spunti per le politiche locali: la prominenza di indicatori legati a mobilità sostenibile, attrattività culturale e capacità di attrarre investimenti e start-up mostra come interventi mirati possano migliorare la posizione di una città nelle graduatorie internazionali. Per Roma, la risalita al quarto posto segnala opportunità per valorizzare il patrimonio storico e rafforzare servizi e infrastrutture.
Per i decisori pubblici e gli stakeholder privati la classifica rappresenta anche uno strumento per individuare criticità strutturali: livelli elevati di disoccupazione o bassa partecipazione alla forza lavoro richiedono politiche di inclusione attiva e formazione, mentre la crescita economica sostenuta da servizi e innovazione suggerisce di puntare su progetti che favoriscano la creazione di posti di lavoro qualificati e l’attrazione di capitale umano.
Infine, l’analisi basata anche su dati generati dagli utenti indica come la percezione pubblica e l’esperienza quotidiana dei residenti e dei visitatori ormai incidano in modo significativo sulla reputazione urbana, influenzando turismo, investimenti e strategie di sviluppo territoriale.