Non solo samp t: l’Italia invierà nel Golfo anche una fregata, ecco le ipotesi

Non si tratta soltanto di sistemi anti-drone e del Samp T: oltre al pacchetto di supporto già allo studio, l’Italia è pronta a valutare l’invio di almeno una fregata per contribuire alla difesa dell’area dei Paesi del Golfo.

Per fornire una copertura di difesa aerea nella zona di Cipro potrebbe essere impiegata — anche se la decisione è ancora da definire — la fregata Schergat, attualmente operativa nell’operazione Mediterraneo Sicuro, il cui mandato comprende compiti di sicurezza marittima e sorveglianza della regione.

L’impiego della fregata Virginio Fasan sarebbe invece più complesso perché l’unità opera sotto bandiera Nato, condizione che introduce vincoli operativi e giuridici specifici. Entrambe le unità sono fregate multi-missione dotate di sensori e sistemi utili anche per la mitigazione della minaccia rappresentata da piattaforme aeree non convenzionali.

Queste navi sono equipaggiate con un sistema radar in grado di rilevare contatti aerei fino a circa 200 chilometri, missili Aster 30 con un raggio operativo vicino ai 100 chilometri — analoghi a quelli impiegati con il Samp T — e un cannone da 76 millimetri per l’autodifesa ravvicinata.

Coordinamento con i Paesi Ue

La Marina italiana dispone complessivamente di una decina di fregate e di due cacciatorpedinieri concepiti anche per funzioni di difesa aerea; tuttavia uno degli assetti è attualmente impegnato in un’esercitazione nel Nord Europa, riducendo temporaneamente la disponibilità operativa.

Negli ambienti di governo si parla in queste fasi di «assetti» e della necessità di muoversi in stretta sinergia con gli alleati: l’intenzione dichiarata è di operare in coordinamento con i Paesi Ue per fornire sostegno ai partner del Golfo.

Tra i primi a rivolgersi a Roma per un possibile supporto ci sono stati i Emirati Arabi, il Kuwait e il Qatar, Paesi dove in passato era transitato un sistema Samp T italiano impiegato per il contrasto a minacce terroristiche e per la protezione di infrastrutture sensibili.

Oltre agli assetti navali, l’Italia mette a disposizione capacità di sorveglianza attraverso radar e strumenti di intelligence elettronica collegati alla sua rete satellitare, risorse utili per il quadro informativo necessario a operazioni di difesa e deterrenza.

Dal punto di vista politico e operativo, l’invio di mezzi di difesa aerea rappresenta un segnale di supporto agli alleati e costituisce un elemento di deterrenza volto a ridurre il rischio di escalation. Allo stesso tempo, qualsiasi dispiegamento deve fare i conti con vincoli giuridici, regole d’ingaggio e l’esigenza di coordinamento con le strutture Nato e con i partner europei.

I tempi e le modalità di eventuali invii rimangono incerti: le decisioni dipenderanno dalle consultazioni diplomatiche, dalle valutazioni militari e dalle autorizzazioni necessarie per operare in un contesto internazionale complesso e sensibile.



Author: Tony
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