Segnale di minimo per Bitcoin scatta ma manca l’appetito per il rischio tra gli investitori
- 1 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Un segnale di fondo emerso nel 2023, che aveva anticipato un rally del BTC del 130% nel 2024, è ricomparso questa settimana, suggerendo la possibilità che il prezzo si stia avvicinando a un nuovo punto di svolta rialzista. Tuttavia, il contesto di liquidità, i flussi verso gli ETF e i dati macroeconomici mostrano differenze rilevanti rispetto a due anni fa, indicando che il percorso futuro potrebbe non replicare fedelmente il ciclo precedente.
Segnale di rischio estremo e contesto storico
Il raccoglitore di dati Swissblock ha rilevato che Bitcoin ha trascorso ora 25 giorni consecutivi nella sua zona di «rischio estremamente elevato», la serie più lunga mai registrata e superiore al picco di 23 giorni osservato nel 2023. Storicamente, una permanenza prolungata in tale fascia è compatibile con fasi di drawdown finale o con segnali di fondo.
Un ulteriore indicatore evidenziato dall’analista Michaël van de Poppe confronta il prezzo del BTC con la porzione di offerta in profitto/perdita: attualmente il prezzo interagisce con livelli che in passato hanno contrassegnato fasi di bottoming. Nel 2023 il passaggio da rischio elevato a rischio basso coincise con l’avvio di un’espansione rialzista significativa.
Posizionamento di mercato e domanda apparente
Il posizionamento degli operatori non mostra tuttavia una sincronizzazione netta con un trend rialzista. La ricerca di RugaResearch indica che la domanda apparente su 30 giorni oscilla tra valori positivi e negativi: la pressione di vendita si è attenuata, ma non si è ancora instaurata una domanda d’acquisto sostenuta e dominante.
Perdite profonde e tempi di recupero
La newsletter macro di Ecoinometrics mette in guardia sul fatto che un ritracciamento di tale entità tende a richiedere tempo per risolversi. Escludendo il rimbalzo del 2020 sostenuto da interventi monetari eccezionali legati alla pandemia, le riprese da drawdown intorno al 50% si sono sviluppate su orizzonti temporali prolungati.
Flussi ETF, oro e limiti di liquidità
I dati sui flussi verso gli ETF rafforzano un quadro di prudenza. Dallo scorso agosto, i flussi cumulativi verso gli ETF sull’oro hanno superato quelli verso gli spot Bitcoin ETF su base rolling a 90 giorni. Nello stesso periodo i fondi Bitcoin hanno mostrato flussi medi negativi a 90 giorni, attualmente intorno a –2,06 miliardi di dollari.
Questa dinamica segnala che, rispetto al passato, gran parte della nuova liquidità potrebbe essere orientata verso beni rifugio alternativi, limitando la capacità del Bitcoin di attrarre afflussi immediati e sostenere una ripresa rapida.
Indicatori di inflazione e politica monetaria
Il contesto macro è rilevante: le tendenze dell’inflazione non segnalano ancora un allentamento netto. Secondo Ecoinometrics, il Personal Consumption Expenditures (PCE) headline si attesta vicino al 2,9% su base annua, il core intorno al 3,0% e i servizi core sopra il 3,4%. Poiché la politica della Federal Reserve prende come riferimento il PCE, l’assenza di un chiaro calo delle pressioni inflazionistiche limita le aspettative di rapido allentamento monetario e, di conseguenza, la prospettiva di un’espansione della liquidità.
Livelli di prezzo e scenari tecnici
Dal punto di vista dei livelli di prezzo, il partner di gestione di CMCC Crest, Willy Woo, osserva che eventuali rimbalzi di breve periodo verso soglie tra i 70.000 e gli 80.000 dollari potrebbero incontrare nuove ondate di vendita, poiché «il regime più ampio rimane fortemente ribassista con la liquidità sia spot sia futures in deterioramento».
Secondo l’analisi tecnica condivisa da Willy Woo, il livello di 45.000 dollari rispecchia la soglia tipica del precedente mercato orso, mentre supporti più profondi sono individuati a 30.000 e 16.000 dollari, livelli coerenti con la preservazione del trend di lungo periodo.
Implicazioni per investitori e operatori
Per gli operatori di mercato, la ricomparsa di un segnale di fondo storico richiede una lettura prudente: da un lato è un indicatore da monitorare come possibile preludio a inversioni; dall’altro, l’insieme dei segnali di liquidità, dei flussi verso gli ETF e delle condizioni macro suggerisce che una ripresa consolidata potrebbe richiedere più tempo o assumere una dinamica differente rispetto al ciclo precedente.
Gli attori istituzionali e i gestori patrimoniali valuteranno simultaneamente aspetti tecnici e fondamentali: la qualità dei flussi in entrata, la persistenza della domanda spot rispetto alla pressione dai futures e la traiettoria dei tassi reali rimangono fattori capaci di influenzare significativamente il percorso del BTC.
Avvertenza sugli investimenti
Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Ogni operazione di investimento e trading comporta rischi; i lettori sono invitati a svolgere ricerche autonome e, se necessario, a consultare consulenti finanziari qualificati prima di prendere decisioni.