Btc crolla a $64.000 mentre IBM diventa il nuovo bersaglio dell’ia
- 24 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Negli ultimi giorni le continue innovazioni nel campo della AI hanno nuovamente scosso i mercati: lunedì l’annuncio di un avanzamento tecnologico ha innescato forti vendite che hanno inciso sui principali indici e sulle criptovalute.
L’annuncio e l’impatto su IBM
Lunedì Anthropic ha dichiarato che il suo strumento Claude Code è in grado di automatizzare la modernizzazione di sistemi scritti in COBOL, linguaggio diffuso nei sistemi legacy di grandi istituzioni.
Anthropic said:
“COBOL [Common Business-Oriented Language] è ovunque; gestisce circa il 95% delle transazioni agli sportelli automatici negli Stati Uniti. Centinaia di miliardi di righe di codice COBOL sono in esecuzione ogni giorno, alimentando sistemi critici in finanza, nel trasporto aereo e nella pubblica amministrazione. Gli sviluppatori che hanno realizzato questi sistemi sono andati in pensione anni fa e con loro è andata persa gran parte della conoscenza istituzionale. Non stiamo esattamente formando sostituti: il COBOL è insegnato in poche università e trovare ingegneri in grado di leggerlo diventa sempre più difficile ogni trimestre. Aggiornare un sistema COBOL richiedeva una legione di consulenti che impiegavano anni a mappare i processi; strumenti come Claude Code possono automatizzare le fasi di esplorazione e analisi che consumano la maggior parte dello sforzo nella modernizzazione.”
Come prevedibile, il mercato ha reagito in modo negativo a chi potrebbe vedere ridotta la domanda di servizi di consulenza su larga scala: le azioni di IBM hanno lasciato sul terreno oltre l’11% poco prima della chiusura delle contrattazioni.
Effetti sul mercato azionario e sulle criptovalute
La caduta di IBM, sommata alle ricorrenti vendite legate a temi AI nel settore del software e nel private equity, ha contribuito a portare in rosso i principali indici: Dow, S&P 500 e Nasdaq hanno registrato ribassi superiori all’1%.
The Kobeissi Letter wrote:
“It’s becoming increasingly clear how pivotal the times we are in right now truly are.”
La correlazione tra movimenti nel software e nelle criptovalute si è manifestata anche lunedì: molte valute digitali hanno subito pressioni significative, riportando alcune tra le principali a prezzi vicini ai minimi toccati durante il panico del 5 febbraio.
Nel dettaglio, Bitcoin ha perso circa il 5% nelle ultime 24 ore scendendo verso i 64.000 dollari; ether e solana hanno registrato cali analoghi. A livello di titoli correlati alle crypto, Coinbase (COIN), MicroStrategy (MSTR), Circle (CRCL) e Galaxy Digital (GLXY) sono scesi tra il 4% e il 7%.
Minatori, metalli preziosi e prospettive
Al contrario, alcune società minerarie che stanno diversificando verso modelli di business basati su infrastrutture per l’AI hanno registrato rialzi: tra queste IREN (+5%), Cipher Mining (+3,4%), CleanSpark (+1,5%) e Hut 8 (+0,7%). Il movimento riflette l’interesse degli investitori verso asset con esposizione sia alle criptovalute sia alla domanda crescente di potenza di calcolo per applicazioni di intelligenza artificiale.
Sul fronte dei metalli preziosi, la domanda di rifugio ha spinto i prezzi: l’oro è salito di circa il 3,2% e l’argento ha guadagnato circa il 6,5% rispetto alle quotazioni precedenti.
Nel medio termine la situazione evidenzia due tendenze strutturali: da un lato l’automazione potenzialmente rapida dei processi di modernizzazione software che può ridurre la domanda di servizi tradizionali; dall’altro la riallocazione di capitale verso settori percepiti come difensivi o in grado di beneficiare della nuova domanda di infrastrutture informatiche. Per operatori e policymakers sarà importante monitorare sia le ricadute sull’occupazione specializzata sia l’impatto sui flussi di investimento tra tecnologico, crypto e beni rifugio.