Arjun Sethi di Kraken è pronto a lasciare all’intelligenza artificiale il 100% delle sue criptovalute; Haseeb Qureshi di Dragonfly non è convinto
- 24 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il mondo delle criptovalute ha spesso la tendenza a proclamare anticipatamente quale sarà il futuro: negli ultimi mesi questa propensione si è concentrata sugli agenti autonomi di intelligenza artificiale, su wallet in grado di operare da soli e su sistemi di trading capaci di muovere capitale senza supervisione umana.
All’edizione 2026 di NEARCON, un confronto serrato ha visto opporsi da un lato Haseeb Qureshi, di Dragonfly, e dall’altro Arjun Sethi, co-amministratore delegato di Kraken, in un dibattito sulla tempistica e sui rischi legati all’affidamento di denaro reale a questi agenti.
Il nodo centrale del confronto
Il disaccordo principale non riguarda se gli agenti arriveranno a gestire capitale — entrambi ritengono che ciò avverrà — ma piuttosto quando e con quale tolleranza al rischio. La discussione ha messo in luce due visioni opposte: una prudente, che richiede soglie di affidabilità molto elevate, e una più orientata alla sperimentazione rapida e all’iterazione continua.
Haseeb Qureshi ha osservato:
“Qualcosa che funziona con il denaro il 90% delle volte è inutilizzabile per l’attività economica reale.”
Qureshi ha argomentato che anche tassi di affidabilità apparentemente elevati non sono sufficienti per l’impiego in contesti economici su larga scala, perché gli errori residui possono generare conseguenze sproporzionate.
Haseeb Qureshi ha aggiunto:
“È molto nulla, nulla, nulla… poi qualcosa, e poi tutto. E al momento siamo ancora nella fase del nulla.”
Ha inoltre invitato alla cautela nell’interpretare demo virali e contenuti promozionali: episodi di malfunzionamento pubblico, secondo lui, mostrano che molte soluzioni non sono ancora robuste.
Haseeb Qureshi ha detto:
“Bisogna essere molto cauti nel costruire la propria visione tecnologica leggendo persone che fanno hype e guardando demo.”
La posizione di Kraken
In contrasto, Arjun Sethi ha sottolineato la rapidità esponenziale dei progressi e l’idea che l’innovazione stia già rimodellando alcune parti dell’infrastruttura finanziaria. Secondo Sethi, l’iterazione veloce ridurrà rapidamente il divario tra le dimostrazioni e sistemi utilizzabili a scopi concreti.
Arjun Sethi ha detto:
“Pensiamo di sapere cosa succederà. La velocità e il livello di innovazione… sono esponenziali.”
Sethi ha affermato che Kraken sta già sviluppando funzionalità simili ad agenti per i propri clienti e ha indicato che la disponibilità pratica potrebbe essere questione di settimane o mesi, non anni.
Arjun Sethi ha detto:
“Stiamo costruendo capacità simili ad agenti che saranno disponibili per i clienti tra settimane e mesi — non anni.”
Più in generale, Sethi ha sostenuto che l’aumento della superficie di attacco sarà accompagnato dallo sviluppo di contromisure e strumenti di sicurezza che cresceranno di pari passo con i rischi.
Arjun Sethi ha detto:
“La superficie di attacco cresce tanto quanto cresce la superficie della sicurezza.”
Domande di affidabilità e implementazione
Il dibattito ha portato in primo piano questioni pratiche: quale soglia di affidabilità è accettabile per applicazioni che movimentano denaro reale, come si effettuano test e audit indipendenti, chi è responsabile in caso di errore e quali strumenti regolatori servono per proteggere consumatori e mercati.
Gli agenti autonomi offrono potenziali benefici concreti — esecuzione 24/7, maggiore efficienza, riduzione dei costi operativi e possibilità di strategie più sofisticate basate su dati in tempo reale — ma introducono anche rischi sistemici: errori algoritmici su larga scala, manipolazioni, vulnerabilità di sicurezza e problemi di governance e responsabilità.
La prova del campo: risposte secche sul capitale
Durante un rapido giro di domande, ai relatori è stato chiesto quale percentuale del proprio portafoglio ciascuno affiderebbe oggi a un agente autonomo. Haseeb Qureshi ha risposto con prudenza:
Haseeb Qureshi ha detto:
“Cinque percento.”
Arjun Sethi, invece, ha dato una risposta molto più netta:
Arjun Sethi ha detto:
“Cento percento.”
Alla domanda se avrebbe trasferito tutto il proprio capitale crypto a un agente autonomo entro un anno, Sethi ha risposto senza esitazione:
Arjun Sethi ha detto:
“Tutto. Nei prossimi sei-dodici mesi.”
Implicazioni regolatorie e bisogni del mercato
Lo scarto tra posizioni sottolinea la necessità di un quadro normativo e di prassi consolidate che permettano implementazioni progressive e misurabili. Autorità di vigilanza, operatori di mercato e sviluppatori dovranno collaborare per definire standard di sicurezza, procedure di testing e meccanismi di responsabilità e assicurazione.
Per le istituzioni finanziarie e per i fornitori di servizi crypto, la sfida consiste nell’equilibrare innovazione e tutela: sperimentare in ambienti controllati, introdurre gradualmente funzionalità autonome su casi d’uso non sistemici, e predisporre meccanismi di intervento umano e di rollback per limitare danni in caso di malfunzionamenti.
Nel frattempo, per gli investitori retail e istituzionali sarà fondamentale comprendere limiti, garanzie contrattuali e strumenti di copertura del rischio prima di affidare capitali significativi a sistemi autonomi.
Conclusione
Lo scambio tra Dragonfly e Kraken ha messo in evidenza un bivio per il settore delle criptovalute: mentre alcuni chiedono prudenza e soglie di affidabilità molto alte prima di delegare capitale, altri confidano nella rapidità dell’innovazione e nella capacità del mercato di adattarsi. Il percorso verso una finanza autonoma richiederà tempo, governance robusta, test indipendenti e un approccio graduale che limiti i rischi sistemici senza arrestare l’innovazione.