Elliptic avverte: exchange cripto legati alla Russia rischiano l’esposizione alle sanzioni
- 23 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Elliptic, società specializzata in analisi della blockchain, ha pubblicato un rapporto che mette in luce come alcune piattaforme di scambio legate alla Russia continuino a facilitare transazioni collegate ad entità soggette a sanzioni internazionali.
Meccanismi di elusione descritti
Secondo lo studio, determinate piattaforme consentono agli utenti di trasformare rubli in criptovalute, trasferire fondi oltre confine aggirando i canali bancari tradizionali e convertire le risorse in valuta fiat tramite broker o exchange esteri. Questi percorsi riducono la dipendenza dal sistema finanziario tradizionale e complicano l’attuazione delle misure restrittive.
Asset digitali e volumi rilevanti
Un rapporto precedente sempre di Elliptic evidenziava come la stablecoin USDT emessa da Tether sia diventata un asset centrale per aggirare le sanzioni occidentali imposte dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. Il documento cita inoltre che le transazioni con la stablecoin ancorata al rublo, identificata come A7A5, hanno superato i 100 miliardi di dollari.
Dal 2022 i governi occidentali hanno introdotto restrizioni mirate nei settori dell’energia, della finanza e dei beni strategici; la Unione Europea ha congelato risorse per circa 250 miliardi di dollari e il Regno Unito quasi 35 miliardi, misure che rendono critico il monitoraggio dei flussi digitali.
Confronti con altri studi
Un rapporto indipendente di TRM Labs ha rilevato che nel 2025 entità illecite hanno ricevuto 141 miliardi di dollari in stablecoin, il valore più alto degli ultimi cinque anni, di cui oltre la metà collegata alla stablecoin ancorata al rublo A7A5. La relazione indica che l’attività legata alle sanzioni rappresenta l’86% dei flussi illeciti in criptovalute, con gli attori malintenzionati che si affidano prevalentemente a piattaforme di stablecoin.
Le aziende citate come emittenti o operatori della stablecoin contestata negano che le loro attività siano illegali, ma i rapporti sottolineano la difficoltà di distinguere movimenti leciti da quelli finalizzati all’elusione delle sanzioni.
Piattaforme e flussi identificati
Tra gli exchange segnalati nel rapporto figura Bitpapa, una piattaforma peer-to-peer registrata negli Emirati Arabi Uniti e con una base utenti prevalentemente russa. L’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del dipartimento del Tesoro statunitense ha imposto sanzioni a Bitpapa a marzo 2024.
Secondo le stime di Elliptic, circa il 9,7% dei flussi crypto in uscita da Bitpapa sarebbe stato inviato a entità sanzionate, con quasi il 5% diretto verso l’exchange collegato alla Russia denominato Garantex. Il rapporto segnala inoltre l’uso di rotazioni frequenti di indirizzi wallet per ostacolare il tracciamento delle transazioni.
Altre piattaforme menzionate includono ABCeX, che opera dalla Torre della Federazione a Mosca e avrebbe processato almeno 11 miliardi di dollari in transazioni crypto, con flussi verso exchange sanzionati come Garantex e Aifory Pro.
Il rapporto cita inoltre Rapira, ritenuta coinvolta in oltre 72 milioni di dollari di transazioni con l’exchange sanzionato Grinex, e descrive Aifory Pro come un servizio che facilita operazioni cash-to-crypto in città come Mosca, Dubai e in Turchia.
Implicazioni regolamentari e operative
I risultati evidenziano il ruolo persistente dell’infrastruttura crypto nelle attività finanziarie transfrontaliere collegate ad attori sanzionati, nonostante il rafforzamento della vigilanza da parte delle autorità regolatorie. La decentralizzazione, l’uso di stablecoin e le rotazioni di indirizzi rappresentano sfide tecniche e giuridiche per le attività di contrasto.
Per migliorare l’efficacia delle sanzioni e ridurre i rischi di abuso, gli esperti indicano la necessità di una maggiore cooperazione internazionale tra autorità di vigilanza, forze dell’ordine e operatori del settore, l’adozione di standard più stringenti di KYC e AML, e il potenziamento degli strumenti di analisi blockchain per identificare e bloccare flussi illeciti in tempo reale.
Tra le possibili contromisure citate ci sono sanzioni mirate verso servizi che facilitano operazioni illecite, l’estensione dei requisiti di conformità per gli exchange internazionali e la promozione di linee guida tecniche condivise per il tracciamento degli indirizzi digitali e il congelamento dei fondi sospetti.
Nel complesso, i rapporti sottolineano come il settore delle criptovalute continui a evolvere più rapidamente delle misure regolamentari, rendendo necessario un approccio combinato che integri strumenti tecnologici, scambi di informazioni tra giurisdizioni e interventi normativi calibrati.