L’FMA austriaca vieta KuCoin EU per gravi lacune antiriciclaggio e carenze di personale di compliance
- 23 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati, Newsletter
Il regolatore finanziario austriaco ha vietato a KuCoin EU di avviare nuove attività e di acquisire clienti dopo che la sede europea dell’exchange di criptovalute ha perso personale chiave per la conformità, pochi mesi dopo aver ottenuto la licenza ai sensi del regolamento MiCA per operare nell’Unione Europea.
Decisione del regolatore
Secondo la comunicazione dell’FMA — l’autorità di vigilanza finanziaria austriaca che ha concesso la licenza lo scorso novembre — KuCoin EU non dispone più di titolari per le funzioni critiche relative alla lotta al riciclaggio e alla prevenzione del finanziamento del terrorismo.
FMA ha dichiarato:
“L’effettiva dotazione di personale per queste funzioni chiave è un prerequisito per lo svolgimento ordinato dell’attività.”
“Con effetto immediato, l’operatore è proibito dall’instaurare nuovi rapporti d’affari di qualsiasi tipo con clienti nuovi e dal concludere nuovi contratti o prodotti nell’ambito dei rapporti esistenti fino a quando tali funzioni non saranno ricoperte in modo appropriato.”
Risposta di KuCoin
La società ha riferito che le posizioni vacanti sono in corso di copertura nell’ambito di un ampliamento del team di compliance in Austria, con l’obiettivo di rafforzare la governance e adeguarsi alle aspettative regolamentari europee.
Sabina Liu ha detto:
“La nostra priorità in Austria è instaurare un quadro di governance che rispecchi le aspettative dei regolatori europei e la responsabilità che abbiamo nei confronti del mercato dell’UE. Investendo in professionisti locali esperti nel campo della compliance, stiamo consolidando un modello operativo che pone la conformità al primo posto, pensato per garantire stabilità e trasparenza nel lungo periodo.”
Perché l’Austria è una meta per gli exchange
Austria è diventata una destinazione scelta da diversi exchange che intendono ottenere il “passaporto” europeo attraverso il regime MiCA, grazie a procedure di autorizzazione che molte piattaforme considerano percorribili per stabilire una base operativa nell’UE. Tra le realtà che hanno scelto Vienna ci sono nomi come Bitpanda, Bybit e Bitget, che hanno trasferito o aperto presidi locali per sfruttare la possibilità di operare in più paesi comunitari.
Quadro normativo e implicazioni
Il regime MiCA rappresenta il primo insieme organico di regole a livello europeo per i servizi legati agli asset cripto. Accanto a questo, la normativa nazionale austriaca sul contrasto al riciclaggio — il FM-GwG — prescrive la presenza di figure chiave come l’AML officer e il responsabile per la conformità alle sanzioni, con i rispettivi vice, necessari per la supervisione delle attività e dei controlli interni.
La sospensione dell’onboarding ha effetti immediati sull’espansione commerciale: l’exchange non può acquisire nuovi clienti né lanciare nuovi prodotti fino a che la dotazione delle funzioni critiche non venga ristabilita. Questo tipo di provvedimento tutela il mercato e i consumatori riducendo il rischio che operatori privi di adeguati controlli continuino ad offrire servizi in assenza di garanzie di compliance.
Per i clienti esistenti, l’autorità non ha indicato una chiusura delle attività in corso, ma la presenza di limiti sulle nuove relazioni contrattuali può influire sull’offerta e sulla capacità dell’operatore di sviluppare nuovi servizi finché non verrà verificata la piena conformità organizzativa.
Prossimi sviluppi
L’esito dipenderà dalla rapidità e dalla qualità delle nomine previste da KuCoin EU e dalla verifica formale dell’FMA. In un contesto regolamentare europeo in evoluzione, la vicenda sottolinea l’importanza per gli operatori cripto di dotarsi tempestivamente di strutture di compliance solide e di personale qualificato per mantenere l’accesso al mercato comunitario.