Gaza, Tajani: limiti costituzionali bloccano la partecipazione al Board of Peace
- 7 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha spiegato che l’Italia non può aderire al Board of Peace per un vincolo di natura costituzionale, pur dichiarandosi disponibile a partecipare ad altre iniziative per la pace e a dare il proprio contributo, ad esempio con attività di formazione delle forze di polizia a Gaza.
Antonio Tajani ha detto:
“Non possiamo partecipare al Board of Peace perché esiste un limite costituzionale. Siamo comunque disponibili a discutere iniziative per la pace e pronti a contribuire, anche a Gaza, con la formazione della polizia. Tuttavia, sul Board of Peace l’articolo 11 della nostra Costituzione entra in contrasto con l’articolo 9 dello Statuto: dal punto di vista giuridico per noi è un ostacolo insormontabile.”
Aspetti costituzionali
La questione sollevata dal ministro richiama un tema giuridico complesso: l’articolo 11 della Costituzione italiana contiene principi che limitano l’impiego della forza e definiscono il ruolo dello Stato in materia di pace e cooperazione internazionale. La presunta incompatibilità con l’articolo 9 dello Statuto del Board of Peace riguarda la natura degli obblighi che l’adesione imporrebbe all’Italia, e la possibile necessità di compiere azioni contrarie ai vincoli costituzionali. In assenza di una modifica delle norme fondamentali o di una chiara interpretazione giuridica condivisa, il governo interpreta tale contrasto come un impedimento insormontabile.
Ruolo e impegni pratici
Il ministro ha sottolineato che la contrarietà a uno specifico organismo non equivale a un rifiuto di ogni forma di impegno per la pace. L’Italia indica la disponibilità a contribuire con attività non combattenti, come la formazione delle forze di polizia e interventi umanitari, strumenti che rientrano più agevolmente nei limiti costituzionali e nelle competenze civili dello Stato.
Antonio Tajani ha aggiunto:
“I rapporti con gli Usa sono molto positivi. Nel colloquio con Vance e Rubio abbiamo ribadito le buone relazioni e chiarito quale sia la nostra posizione.”
Valutazioni sul ricorso
Sulla possibilità di un ricorso relativo alla data o alla forma del quesito politico-amministrativo, il ministro ha espresso valutazioni tecniche: secondo il governo non sussisterebbero i presupposti per impugnazioni, perché le modifiche apportate sarebbero soltanto formali e non inciderebbero sulla sostanza della domanda.
Antonio Tajani ha commentato:
“Riteniamo che non siano necessari ulteriori ricorsi. Non vedo una base giuridica: la correzione non modifica la sostanza del quesito. Perché ci fosse motivo di ricorrere bisognava cambiare molto e introdurre elementi diversi; invece si tratta di un’aggiunta formale, quindi non vedo ragione di procedere con un ricorso.”
La posizione espressa apre a un confronto con gli interlocutori internazionali sulle modalità di contributo italiano alla pace, privilegiando strumenti compatibili con il quadro costituzionale e con le tradizionali vocazioni civili del Paese.