Gaza, Tajani: limiti costituzionali bloccano la partecipazione al Board of Peace

Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha spiegato che l’Italia non può aderire al Board of Peace per un vincolo di natura costituzionale, pur dichiarandosi disponibile a partecipare ad altre iniziative per la pace e a dare il proprio contributo, ad esempio con attività di formazione delle forze di polizia a Gaza.

Antonio Tajani ha detto:

“Non possiamo partecipare al Board of Peace perché esiste un limite costituzionale. Siamo comunque disponibili a discutere iniziative per la pace e pronti a contribuire, anche a Gaza, con la formazione della polizia. Tuttavia, sul Board of Peace l’articolo 11 della nostra Costituzione entra in contrasto con l’articolo 9 dello Statuto: dal punto di vista giuridico per noi è un ostacolo insormontabile.”

Aspetti costituzionali

La questione sollevata dal ministro richiama un tema giuridico complesso: l’articolo 11 della Costituzione italiana contiene principi che limitano l’impiego della forza e definiscono il ruolo dello Stato in materia di pace e cooperazione internazionale. La presunta incompatibilità con l’articolo 9 dello Statuto del Board of Peace riguarda la natura degli obblighi che l’adesione imporrebbe all’Italia, e la possibile necessità di compiere azioni contrarie ai vincoli costituzionali. In assenza di una modifica delle norme fondamentali o di una chiara interpretazione giuridica condivisa, il governo interpreta tale contrasto come un impedimento insormontabile.

Ruolo e impegni pratici

Il ministro ha sottolineato che la contrarietà a uno specifico organismo non equivale a un rifiuto di ogni forma di impegno per la pace. L’Italia indica la disponibilità a contribuire con attività non combattenti, come la formazione delle forze di polizia e interventi umanitari, strumenti che rientrano più agevolmente nei limiti costituzionali e nelle competenze civili dello Stato.

Antonio Tajani ha aggiunto:

“I rapporti con gli Usa sono molto positivi. Nel colloquio con Vance e Rubio abbiamo ribadito le buone relazioni e chiarito quale sia la nostra posizione.”

Valutazioni sul ricorso

Sulla possibilità di un ricorso relativo alla data o alla forma del quesito politico-amministrativo, il ministro ha espresso valutazioni tecniche: secondo il governo non sussisterebbero i presupposti per impugnazioni, perché le modifiche apportate sarebbero soltanto formali e non inciderebbero sulla sostanza della domanda.

Antonio Tajani ha commentato:

“Riteniamo che non siano necessari ulteriori ricorsi. Non vedo una base giuridica: la correzione non modifica la sostanza del quesito. Perché ci fosse motivo di ricorrere bisognava cambiare molto e introdurre elementi diversi; invece si tratta di un’aggiunta formale, quindi non vedo ragione di procedere con un ricorso.”

La posizione espressa apre a un confronto con gli interlocutori internazionali sulle modalità di contributo italiano alla pace, privilegiando strumenti compatibili con il quadro costituzionale e con le tradizionali vocazioni civili del Paese.



Author: Tony
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