Le azioni dei miner di Bitcoin (BTC) volano a gennaio nonostante prezzi più deboli, secondo JPMorgan
- 4 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin e i titoli legati al mining hanno iniziato il 2026 con un forte rialzo, sostenuti da una diminuzione della competizione sulla rete e da rinnovato interesse per il calcolo ad alte prestazioni, secondo un’analisi della banca JPMorgan.
Andamento dei miner e capitalizzazione di mercato
Nel report la banca ha evidenziato che le 14 società statunitensi quotate nel settore del mining e dei data center monitorate hanno chiuso il mese con una capitalizzazione complessiva di circa 60 miliardi di dollari, in crescita del 23% rispetto al mese precedente, nettamente superiore al +1% dell’indice S&P 500.
Il rally è stato in parte alimentato dall’annuncio che Riot Platforms ha siglato un accordo per attività di HPC con AMD presso il suo sito da 700 megawatt a Rockdale, a sottolineare la tendenza dei miner a diversificare le attività oltre il solo mining di Bitcoin.
Riposizionamento strategico dopo il halving
Dopo il halving 2024, che ha compresso i margini fino a livelli record, molte società miner stanno trasformando siti a elevata densità energetica in strutture pronte per servizi di intelligenza artificiale e data center, con l’obiettivo di assicurarsi flussi di ricavi più stabili e di lungo periodo.
Questa transizione richiede investimenti significativi in infrastrutture e contratti a lungo termine con fornitori di tecnologia e clienti enterprise, oltre a una revisione dei modelli operativi tradizionali del settore.
Metrica di rete: hashrate e difficoltà
Da un punto di vista operativo, gennaio ha portato sollievo: intense tempeste invernali negli Stati Uniti hanno indotto molte riduzioni operative, riducendo l’hashrate medio della rete del 6% mese su mese fino a circa 981 exahashes per secondo (EH/s), secondo la banca.
Nel corso del mese l’hashrate è arrivato a toccare brevemente i 700 EH/s, mentre la difficoltà di mining è scesa del 5% rispetto a dicembre e si è attestata circa il 10% sotto il massimo storico di novembre.
Per chiarezza, l’hashrate rappresenta la potenza di calcolo combinata impiegata per minare e convalidare le transazioni su una blockchain proof-of-work ed è un indicatore della concorrenza nel settore e della difficoltà di mining.
Ricavi, redditività e valutazioni
La riduzione della competizione ha contribuito in parte a mitigare il calo dei prezzi del Bitcoin. Gli analisti stimano che a gennaio i miner abbiano ottenuto circa 42.350 dollari per ogni EH/s in ricavi giornalieri da premi di blocco, in leggero aumento rispetto a dicembre.
Il profitto lordo per EH/s è aumentato del 24%, arrivando a circa 21.200 dollari, grazie al miglioramento dell’efficienza della rete. Nonostante ciò, la redditività resta sensibilmente inferiore ai livelli precedenti al halving.
Tuttavia, i multipli di mercato mostrano segnali di tensione: gli analisti Reginald Smith e Charles Pearce osservano che i titoli del mining sono stati scambiati a circa il 150% dell’opportunità di premio su base quadriennale alla fine dell’anno, circa tre volte la media post-2022, evidenziando una crescente discrepanza tra valutazioni delle società e prezzo del Bitcoin.
Risultati di borsa e prospettive per gli investitori
Sul fronte dei mercati azionari, la performance è stata complessivamente positiva: 12 delle 14 società monitorate hanno sovraperformato il calo del 4% del Bitcoin registrato a gennaio. Tra le variazioni più rilevanti si segnalano il +42% di IREN e il -18% di Cango.
Nonostante il rally, la capitalizzazione aggregata del gruppo rimane circa il 15% sotto i massimi di ottobre 2025, indicando che il settore non ha ancora riconquistato pienamente il terreno perduto.
Alcune società del comparto, tra cui HIVE, Bitfarm e Bitdeer, sono state oggetto di riduzioni di stima da parte di analisti che richiamano l’attenzione sui rischi connessi al passaggio verso attività di AI e data center, tra cui l’incertezza sui contratti commerciali, i costi di conversione degli impianti e la competizione per capacità energetica.
Rischi regolamentari, energetici e conclusioni
Il settore resta esposto a fattori di rischio che possono influenzare sia l’operatività sia le valutazioni: evoluzioni normative sul consumo energetico e sul mining, vincoli della rete elettrica locale, volatilità del prezzo del Bitcoin e l’andamento dei tassi di interesse, che può alterare la propensione degli investitori verso asset ad alta volatilità.
In conclusione, il recente rimbalzo riflette un mix di fattori ciclici e strutturali: un alleggerimento temporaneo della competizione di rete e l’interesse per la riconversione dei siti verso attività di data center e HPC. Tuttavia, la sostenibilità del recupero dipenderà dalla capacità delle società di concretizzare contratti commerciali stabili, gestire i costi di transizione e adattarsi a un contesto regolamentare e energetico in evoluzione.