Assegno unico 2026: chi lo riceve non dovrà rifare la domanda — regole INPS per le variazioni

assegno unico universale: chi lo riceve nel 2025 non dovrà ripresentare la domanda per continuare a percepirlo nel 2026, salvo che la domanda precedentemente inoltrata all’INPS sia decaduta, revocata, rinunciata o respinta.

L’indicazione è contenuta nella circolare n. 7 pubblicata il 30 gennaio 2026 dall’INPS, che ha ribadito il meccanismo di erogazione d’ufficio e continuità della prestazione quando in archivio è presente una domanda con stato “accolta”. In questi casi non è necessaria una nuova istanza per mantenere il beneficio nel corso dell’anno successivo.

Base normativa e principio di semplificazione

La procedura discende dal principio di semplificazione amministrativa previsto dall’articolo 12, comma 3, del Dlgs 230/2021, secondo cui le domande già presentate restano valide anche per gli anni successivi a quello della presentazione. Tale previsione mira a ridurre l’onere burocratico per le famiglie e a garantire continuità di erogazione della prestazione sociale.

Quando è necessario aggiornare la domanda

Anche se la domanda rimane valida, resta l’obbligo di comunicare all’INPS eventuali variazioni rilevanti che influenzano il diritto o l’importo dell’assegno, come la nascita di un nuovo figlio, il compimento della maggiore età di un figlio, cambi di residenza che incidono sulla composizione del nucleo familiare o modifiche significative del reddito.

Calcolo dell’importo in assenza di Isee

L’INPS ha inoltre precisato che, a partire da marzo 2026, qualora non sia disponibile un Isee aggiornato, l’ammontare dell’assegno unico verrà determinato applicando gli importi minimi previsti dalla normativa. Questo criterio garantisce comunque una prestazione di base in favore del nucleo familiare, pur non potendo tener conto delle differenze di reddito.

Termini per la presentazione della Dsu e adeguamento degli importi

Se la nuova Dsu viene compilata e presentata entro il 30 giugno, l’INPS provvederà a ricalcolare gli importi per l’anno in corso retroattivamente a partire da marzo, con corresponsione degli eventuali arretrati. La tempistica è pensata per consentire alle famiglie di regolarizzare la propria situazione reddituale senza perdere i conguagli spettanti.

Maggiorazioni e soglie di reddito

L’importo erogato varia in funzione del Isee, del numero di figli, della loro età e di eventuali condizioni specifiche come la disabilità. La normativa prevede maggiorazioni per nuclei con più figli, con soglie che stabiliscono differenti fasce di contribuzione; in assenza di Isee aggiornato si applicano i minimi, mentre la presentazione della Dsu aggiornata può determinare importi più elevati in caso di redditi contenuti.

Procedure per comunicare variazioni

Le famiglie devono comunicare le modifiche attraverso i canali messi a disposizione dall’INPS, verificando lo stato della domanda nell’area personale del portale o tramite i servizi telematici. In alternativa è possibile rivolgersi ai servizi di assistenza o a consulenti abilitati per l’invio della documentazione e per chiarimenti procedurali.

Conseguenze in caso di domanda decaduta o respinta

Se la domanda risultasse decaduta, revocata, rinunciata o respinta, la famiglia dovrà presentare una nuova istanza per ripristinare il diritto all’assegno unico. È quindi importante monitorare lo stato della pratica e intervenire tempestivamente per evitare interruzioni nell’erogazione del beneficio.

Impatto per le famiglie e considerazioni pratiche

La conferma della procedura d’ufficio e della validità pluriennale delle domande già accolte offre stabilità finanziaria alle famiglie beneficiarie, riducendo il carico amministrativo. Tuttavia, la necessità di mantenere aggiornati Isee e dati anagrafici resta cruciale per ottenere tutti gli eventuali arrotondamenti e maggiorazioni previsti dalla legge.

In caso di dubbi relativi alla propria posizione o al calcolo dell’importo è consigliabile consultare tempestivamente l’INPS o i servizi di assistenza fiscale per ricevere indicazioni puntuali e procedere, se necessario, all’aggiornamento della Dsu.



Author: Tony
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