Oltre la metà dell’offerta investita di BTC ha un costo di acquisizione superiore a $88.000
- 29 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Un indicatore on-chain recente suggerisce che la maggior parte degli investitori in Bitcoin (BTC) si trova attualmente in una posizione di perdita latente: circa il 63% del capitale investito nella criptovaluta ha un cost basis superiore a 88.000 dollari.
Cosa mostra l’indicatore on-chain
L’indicazione proviene da una misura nota come UTXO Realized Price Distribution (URPD), che rappresenta i livelli di prezzo ai quali l’offerta esistente di Bitcoin si è mossa sull’on-chain per l’ultima volta. Ogni barra dell’indicatore quantifica la quantità di monete il cui ultimo spostamento è avvenuto in un intervallo di prezzo specifico.
È utile distinguere due concetti spesso confusi: l’invested wealth e il cost basis. L’invested wealth è il valore totale del capitale allocato in Bitcoin al momento dell’ultima transazione on-chain delle relative monete; il cost basis è invece il prezzo medio a cui quelle monete sono state acquisite.
Implicazioni per la dinamica dei prezzi
Da novembre il prezzo di Bitcoin si è mosso prevalentemente nella fascia compresa tra 80.000 e 90.000 dollari. L’URPD evidenzia una concentrazione significativa di capitale tra 85.000 e 90.000 dollari: si tratta di decine di miliardi di dollari in termini di valore investito.
Questa concentrazione implica che un movimento sotto quota 85.000 dollari potrebbe aggravare la pressione di vendita, poiché molti possessori potrebbero tentare di limitare le perdite monetizzando le posizioni. Negli ultimi mesi le vendite imputabili ai detentori a lungo termine sono accelerate, segnando il ritmo più elevato registrato negli ultimi sei mesi.
Un ulteriore fattore di rischio è la relativa scarsità di offerta documentata tra 70.000 e 80.000 dollari: in assenza di ordini significativi in quella fascia, il mancato sostegno sul livello degli 80.000 dollari — testato l’ultima volta a novembre — aumenterebbe la probabilità di una discesa rapida verso i 70.000 dollari.
Prospettive per febbraio e fattori da monitorare
Guardando al calendario, Bitcoin è destinato a chiudere gennaio senza variazioni significative rispetto ai livelli di partenza, mancando la tipica ripresa di sollievo che talvolta segue periodi di ribasso consecutivi.
Storicamente il mese di febbraio è risultato spesso favorevole per la criptovaluta, con rendimenti medi positivi nell’ordine del 10–15% in vari cicli di mercato. Tuttavia, il verificarsi di nuovi guadagni dipenderà in larga misura da come il mercato assorbirà l’attuale sovraccarico di posizione “underwater” e dalla reazione di attori chiave, tra cui investitori istituzionali e operatori dei mercati derivati.
Tra i fattori da seguire vi sono l’andamento della liquidità sui principali exchange, i flussi di capitale istituzionale, la dinamica delle liquidazioni sui future e gli sviluppi macroeconomici e regolamentari che possono influenzare il sentiment globale degli investitori.
In sintesi, l’attuale distribuzione dei prezzi realizzati mette in evidenza una concentrazione di rischio su specifiche fasce valutarie: la tenuta o la rottura dei livelli chiave determinerà probabilmente la prossima direzione di prezzo nel breve termine.