Il dollaro più debole non fa decollare Bitcoin: ecco il motivo

Il rallentamento del dollaro non ha innescato il consueto rialzo di Bitcoin, e secondo gli strateghi della J.P. Morgan Private Bank questo comportamento inatteso offre un quadro utile per comprendere la natura del deprezzamento della valuta statunitense.

Il Dollar Index (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a un paniere di valute concorrenti, ha registrato una flessione di circa il 10% nell’ultimo anno. Nello stesso arco temporale, Bitcoin ha perso circa il 13% e un indice rappresentativo delle principali criptovalute ha mostrato un calo più marcato, secondo rilevazioni di mercato.

Contesto del calo del dollaro

Gli analisti della banca sottolineano che, a differenza di altri episodi passati, la caduta del dollaro è stata guidata prevalentemente da flussi di breve periodo e dal sentimento degli operatori piuttosto che da un mutamento strutturale nelle prospettive di crescita economica o di politica monetaria.

Yuxuan Tang ha detto:

“È fondamentale osservare che la recente discesa del dollaro non dipende da cambiamenti nelle aspettative di crescita o di politica monetaria.”

Yuxuan Tang ha detto:

“Se mai, i differenziali dei tassi hanno effettivamente continuato a favorire il dollaro dall’inizio dell’anno. Quello che stiamo vedendo ora, come già lo scorso aprile, è una svendita del dollaro guidata principalmente dai flussi e dal sentimento.”

Da questa prospettiva, la debolezza appare destinata a essere temporanea: la banca ritiene probabile che, man mano che l’economia statunitense riprenderà vigore nel corso dell’anno, il dollaro tenda a stabilizzarsi. È utile ricordare che i differenziali di rendimento tra economie svolgono un ruolo cruciale nel determinare i flussi di capitale e, di conseguenza, la direzione delle valute.

Perché Bitcoin non si è comportato come un rifugio

Tradizionalmente, un dollaro più debole tende a favorire attività considerate alternative o di rifugio, come l’oro o altre attività reali. In questo caso, però, Bitcoin è rimasto sostanzialmente all’interno di un intervallo di prezzo, mentre alcuni beni rifugio hanno registrato rialzi.

La spiegazione proposta è che il mercato delle criptovalute non interpreti la caduta del dollaro come un cambiamento macroeconomico durevole. Di conseguenza, Bitcoin continua a comportarsi più come un’attività sensibile alla liquidità e al rischio di mercato che come un classico “store of value”.

Implicazioni per gli investitori e alternative

Secondo il quadro analitico della banca, gli investitori che cercano una diversificazione rispetto al dollaro potrebbero trovare benefici più diretti in asset come l’oro e l’esposizione ai mercati emergenti, rispetto a un’esposizione diretta alle criptovalute.

In assenza di un cambiamento chiaro nelle aspettative di politica monetaria — ad esempio un’impostazione di tassi significativamente più accomodante da parte delle banche centrali — la sola debolezza valutaria sembra insufficiente ad attrarre nuovo capitale verso il mercato cripto in misura tale da generare un forte rialzo di Bitcoin.

Per gli operatori e i gestori patrimoniali, questo scenario implica la necessità di distinguere tra movimenti di mercato guidati da flussi di breve termine e quelli determinati da fattori fondamentali più stabili, come i differenziali di tasso e i tassi di crescita economica. La scelta tra asset rischiosi sensibili alla liquidità e coperture macro tradizionali dovrebbe dunque riflettere tale valutazione.

Prospettive e scenari futuri

Se nel corso dell’anno le dinamiche di crescita o le aspettative sui tassi dovessero spostarsi in misura significativa, è probabile che anche il comportamento del dollaro e delle attività correlate cambi di conseguenza. In uno scenario in cui i rendimenti statunitensi risalgono, il dollaro potrebbe rafforzarsi e accentuare la pressione sui mercati rischiosi; al contrario, una svolta verso una politica monetaria più accomodante potrebbe riaprire la porta a un maggiore interesse per asset alternativi, compreso il mercato cripto.

In sintesi, la recente divergenza fra la debolezza del dollaro e la mancata reazione marcata di Bitcoin mette in evidenza come, senza un mutamento strutturale nei fondamentali macroeconomici, i movimenti indotti da sentiment e flussi possano avere effetti temporanei e limitati sulla riallocazione del capitale.