Bitcoin resta fermo a $89,000 mentre l’oro vola a un nuovo record

Il mercato rialzista dell’oro ha accelerato mercoledì, con il metallo giallo che ha segnato un aumento vicino al 6% superando per la prima volta i 5.400 dollari l’oncia.

Anche l’argento e il platino hanno registrato incrementi percentuali ancora più marcati, ma l’oro, con una capitalizzazione di mercato stimata nell’ordine dei 40.000 miliardi di dollari, è rimasto l’asset più rilevante della giornata.

Una parte significativa dei guadagni dell’oro è arrivata dopo le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, durante la conferenza stampa successiva alla decisione, ormai prevista, di mantenere l’intervallo del tasso dei federal funds tra il 3,50% e il 3,75%.

Jerome Powell ha detto:

“Non attribuite troppo significato a livello macroeconomico a questa dinamica. Alcuni potrebbero sostenere che la Fed stia perdendo credibilità, ma non è affatto così. Se guardate a dove sono le aspettative di inflazione, la nostra credibilità è dove deve essere.”

Nonostante le rassicurazioni della banca centrale, gli investitori rialzisti sull’oro hanno comunque continuato a comprare, premiando il metallo come rifugio in un contesto di incertezza.

Bitcoin: cosa è accaduto

I sostenitori del Bitcoin hanno seguito la scena dall’esterno mentre il vero oro sovraperformava nettamente il suo omologo digitale. Il prezzo del Bitcoin (BTC) è rimasto in un range molto ristretto per l’intera giornata, scendendo leggermente dopo la decisione della Federal Reserve e attestandosi intorno ai 89.000 dollari, sostanzialmente stabile nelle ultime 24 ore.

I principali token del mercato delle criptovalute hanno mostrato movimenti simili, seguendo la debolezza relativa del Bitcoin e la forza dei mercati dei metalli preziosi.

I mercati azionari statunitensi sono rimasti poco mossi nella giornata, con gli investitori in attesa dei risultati trimestrali di società come Microsoft, Meta e Tesla, elementi che avrebbero potuto influenzare il tono generale del mercato.

Il confronto tra ‘oro digitale’ e metallo fisico

Nonostante i fattori macro spesso citati a favore del Bitcoin come presunto “oro digitale” — tra cui un dollaro USA più debole e un aumento del rischio geopolitico — negli ultimi mesi il Bitcoin ha faticato, mentre l’oro ha messo a segno un rialzo superiore al 90% negli ultimi 12 mesi.

Questo scarto mette in discussione il ruolo del Bitcoin come copertura macroeconomica, soprattutto quando gli asset che avrebbe dovuto competere o sostituire mostrano performance superiori.

James Harris, amministratore delegato di Tesseract Group, ha osservato:

“Siamo chiaramente in un regime di mercato in cui le criptovalute stanno sottoperformando rispetto ad alcuni degli asset che erano state concepite per soppiantare. Parte di questa sovraperformance è quasi certamente da ricondurre a una rivalutazione del rischio geopolitico e fiscale, ma riflette anche il recupero di quota di mercato dell’oro rispetto al Bitcoin.”

Dal punto di vista degli investitori istituzionali, la recente dinamica suggerisce una riconsiderazione dei portafogli: la liquidità e la profondità del mercato dell’oro, l’assenza di rischi regolamentari analoghi a quelli delle criptovalute e il ruolo storico del metallo come rifugio continuano a pesare nelle decisioni di allocazione.

Inoltre, la politica monetaria della Federal Reserve e le attese sull’inflazione restano fattori chiave. Un contesto caratterizzato da tassi reali negativi o in calo tende a favorire i metalli preziosi; al contrario, il Bitcoin dipende anche da aspetti specifici del settore crypto, come liquidità, adozione e normative, che possono amplificare la sua volatilità.

In sintesi, la giornata ha evidenziato come, nelle fasi di forte turbolenza o di rivalutazione del rischio globale, gli investitori possano ripiegare su strumenti tradizionali quali l’oro, mettendo momentaneamente in secondo piano i vantaggi teorici attribuiti al Bitcoin come copertura alternativa.