L’oro tocca un record oltre $5.000 mentre Bitcoin crolla sotto $86.000

Oro ha superato la soglia dei $5.000, raggiungendo un picco storico a $5.080, in un contesto caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche e commerciali. Il metallo prezioso ha registrato finora un incremento del 17% nel corso dell’anno, con gli operatori che si sono rivolti all’oro per coprirsi dall’incertezza legata a un possibile shutdown del governo degli Stati Uniti e alle minacce di dazi recentemente rilanciate dall’amministrazione Trump.

Kobeissi Letter said:

“Un probabile shutdown del governo ha appena aggiunto carburante al fuoco per i metalli preziosi.”

Dinamiche e fattori scatenanti

La corsa dell’oro è avvenuta nello stesso periodo in cui si sono intensificate le tensioni sul commercio internazionale: il presidente Donald Trump ha minacciato nuovamente l’introduzione di dazi, arrivando a ventilare misure particolarmente severe nei confronti del Canada in relazione a un accordo commerciale con la Cina, oltre a rilanciare frizioni su scambi e risorse in altre aree. Tale incertezza politica ha spinto molti investitori ad aumentare la domanda di asset considerati rifugio.

Il progresso dell’oro è stato accompagnato da alcuni eventi simbolici: l’asset ha superato per primo la soglia dei $5.000 rispetto all’Ether, chiudendo una scommessa su una piattaforma di previsione finanziaria avviata lo scorso ottobre. Contemporaneamente il prezzo di Ether è scivolato sotto i $2.800, risultando oltre il 40% in meno rispetto al massimo storico di agosto.

Anche argento ha registrato un’accelerazione, superando per la prima volta i $107 l’oncia e segnando guadagni rilevanti dall’inizio dell’anno.

Bitcoin: calo e perdita di correlazione

Bitcoin ha invece mostrato un andamento opposto: il prezzo ha perso l’1,6% in una giornata, annullando i guadagni accumulati nel corso dell’anno, e si è portato a un minimo di cinque settimane poco sotto i $86.000 sui principali exchange. Il calo ha fatto sì che il valore della criptovaluta resti circa il 30% sotto il picco di ottobre a $126.000.

La divergenza tra oro e Bitcoin si è quindi ampliata: l’oro ha guadagnato circa l’83% su base annua rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre Bitcoin ha segnato una perdita approssimativa del 17% nello stesso arco temporale.

Preferenza degli investitori per l’oro rispetto ai titoli di Stato

Jeff Mei, direttore operativo di BTSE, ha spiegato il processo decisionale alla base del flusso verso l’oro:

“La probabilità crescente di uno shutdown del governo statunitense ha indirizzato l’interesse verso i metalli preziosi. Inoltre, i mercati stanno scontando la possibilità che la Fed mantenga i livelli attuali dei tassi d’interesse, visto il quadro economico con crescita e occupazione relativamente robusti.”

In condizioni di incertezza, il capitale tende normalmente a spostarsi verso strumenti percepiti come rifugi sicuri, come i Treasury statunitensi e l’oro. Tuttavia, la combinazione di rischio politico interno (fiscal standoff) e l’aumento delle tensioni commerciali ha portato alcuni investitori a preferire l’oro rispetto ai titoli di Stato, ritenuti più esposti a rischi legati alla fiducia fiscale e alla liquidità di breve termine.

La scelta tra oro, obbligazioni e asset rischiosi come le criptovalute viene oggi guidata da valutazioni sul rischio geopolitico, politiche monetarie e prospettive di crescita economica. In questo quadro, cambiamenti improvvisi nella politica fiscale o nelle comunicazioni della Fed potrebbero alterare rapidamente le preferenze degli investitori e la volatilità sui mercati globali.

Implicazioni per il breve e medio termine

Per gli operatori e i risparmiatori, il momento richiede un approccio di gestione del rischio: monitorare le evoluzioni politiche negli Stati Uniti, le mosse sui dazi internazionali e le indicazioni della Fed sui tassi d’interesse. Una possibile escalation delle tensioni commerciali o un prolungato stallo sul bilancio federale potrebbe mantenere elevata la domanda per i beni rifugio, con impatti significativi sui portafogli che hanno esposizione sia alle valute fiat sia agli asset digitali.

Infine, gli investitori dovrebbero considerare la diversificazione e la liquidità come elementi chiave per affrontare fasi di forte volatilità, valutando strumenti di copertura e piani di contingenza in funzione dei propri orizzonti temporali e della tolleranza al rischio.