Mercato cripto perde 100 miliardi di dollari per i timori di un blocco del governo degli Stati Uniti
- 26 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Verso la fine di domenica il mercato delle criptovalute ha registrato una perdita stimata di circa 100 miliardi di dollari, mentre l’incertezza su un possibile shutdown parziale del governo degli Stati Uniti ha spinto gli operatori a liquidare posizioni rischiose.
La vendita e il calo di mercato
In un arco di circa sei ore e mezza il valore complessivo del mercato cripto è sceso da 2,97 trilioni di dollari a 2,87 trilioni di dollari, con una caduta che ha accelerato verso la serata di domenica (21:30 UTC).
La principale criptovaluta, Bitcoin, ha perso circa il 3,4% nelle ultime 24 ore, mentre le cosiddette altcoin sono state colpite più duramente: Ether ha registrato un calo vicino al 5,3%.
In questo contesto sono state liquidate posizioni con leva per oltre 360 milioni di dollari, con circa 324 milioni di dollari riconducibili a posizioni long chiuse forzatamente, aumentando la pressione ribassista sui prezzi.
Cause politiche e rischio di shutdown
La volatilità è stata alimentata da tensioni politiche a Washington: i parlamentari democratici hanno minacciato di ostruire un pacchetto di finanziamento qualora includesse risorse per il Dipartimento per la Sicurezza Interna, che sovrintende, tra gli altri, all’agenzia ICE (Immigration and Customs Enforcement), dopo un episodio in cui agenti federali hanno ucciso un uomo a Minneapolis.
Chuck Schumer ha detto:
“I Democratici hanno cercato riforme sensate nella misura di spesa per il Dipartimento per la Sicurezza Interna, ma a causa del rifiuto dei Repubblicani di opporsi al presidente, il provvedimento è gravemente inadeguato per contenere gli abusi di ICE. Voterò no.”
Chuck Schumer ha aggiunto:
“I Democratici del Senato non forniranno i voti necessari per procedere con la legge di stanziamento se sarà inclusa la finanziaria per il Dipartimento per la Sicurezza Interna.”
Questa posizione politica rende più probabile il rischio di interruzione dei finanziamenti federali: se il Congresso non approva i stanziamenti, alcuni servizi non essenziali possono essere sospesi, con impatti sia operativi sia economici che riflettono in una maggiore avversione al rischio sui mercati finanziari globali.
Previsioni e fattori esterni
I mercati di previsione hanno aumentato sensibilmente la probabilità attribuita a un’interruzione delle attività governative entro la fine di gennaio, portandola fino a circa l’80% per la scadenza di sabato 31 gennaio, dopo un rapido rialzo rispetto a livelli molto inferiori registrati il giorno precedente.
Altri fattori esterni hanno ulteriormente alimentato la cautela: il presidente Donald Trump ha minacciato di innalzare le tariffe sul Canada fino al 100% nel caso di un accordo commerciale con la Cina, e le crescenti tensioni con il Iran hanno spinto le forze navali statunitensi a dispiegare unità nella regione mediorientale.
Effetti sulle criptovalute e liquidazioni
La combinazione di rischio politico e fattori macro ha amplificato le fluttuazioni intraday: la rapida perdita di valore ha scatenato sell-off sulle posizioni con leva, contribuendo a una spirale di liquidazioni che ha intensificato i movimenti ribassisti.
Contesto storico e confronto col passato
Gli investitori in criptovalute ricordano il precedente shutdown record di 43 giorni, avvenuto tra il 1° ottobre e il 12 novembre, durante il quale Bitcoin scese dall’all-time high di circa 126.080 dollari a livelli inferiori a 100.000 dollari. Quel periodo di debolezza fu influenzato sia dalle dispute prolungate a Washington sia dallo shock di mercato del 10 ottobre, associato a tensioni commerciali internazionali.
Dal 10 ottobre, l’oro ha sovraperformato Bitcoin, segnalando che molti investitori, in fasi di incertezza geopolitica e macroeconomica, preferiscono asset considerati rifugi sicuri.
In parallelo, i fondi negoziati in borsa legati a Bitcoin hanno registrato deflussi significativi in una serie di giorni recenti, fenomeno che riflette un aumento della propensione alla liquidità e una riduzione dell’appetito per il rischio tra alcuni investitori istituzionali e retail.
Sentiment e indicatori
L’ Indice di Paura e Avidità del mercato cripto, che misura il sentiment complessivo degli investitori, è sceso a 20 su 100, collocandosi nella zona definita “paura estrema” per diversi giorni consecutivi, un segnale che indica prevalente avversione al rischio.
In sintesi, il mercato resta sensibile alle decisioni politiche e agli sviluppi geopolitici: un’eventuale interruzione dei finanziamenti federali negli Stati Uniti o un’escalation commerciale e militare potrebbe prolungare la volatilità. Gli operatori sono pertanto incoraggiati a monitorare gli sviluppi istituzionali e a valutare adeguate strategie di gestione del rischio.