Crollo del token legato a Ripple: il supporto a $1,88 reggerà?

XRP ha registrato una flessione di quasi il 4% mentre Bitcoin è sceso sotto la soglia dei $88.000, in una giornata caratterizzata dall’attesa della riunione di due giorni del FOMCFederal Reserve, che inizierà mercoledì e potrebbe orientare i flussi sui mercati di rischio.

Contesto di mercato

L’attenuazione del prezzo è avvenuta mentre i spot ETF su XRP hanno mostrato i primi deflussi settimanali significativi dall’avvio, per un totale di circa $40,6 milioni. Questo movimento è compatibile con una presa di profitto istituzionale a breve termine piuttosto che con un improvviso aumento dell’appetito per il rischio.

Durante il periodo non sono emerse novità regolamentari o tecniche negative riguardo a Ripple o al XRP Ledger. Lo status regolatorio di Ripple e l’utilità del token nei pagamenti restano sostanzialmente invariati, per cui le variazioni di prezzo appaiono guidate più dalla struttura di mercato e dal posizionamento degli operatori che da fondamentali deteriorati.

Riassunto dell’andamento dei prezzi

Nel periodo di 24 ore conclusosi il 25 gennaio, XRP è sceso da circa $1,92 a $1,90, muovendosi in un range ristretto dell’1,8%. Il prezzo ha ripetutamente testato il supporto nella fascia di $1,88–$1,89, livello che ha tenuto più volte dopo il ritorno sotto i $2,00 avvenuto in settimana.

Il movimento più rilevante della sessione si è manifestato intorno alle 09:00 UTC, quando i volumi sono temporaneamente saliti a 34,5 milioni di token mentre XRP scendeva verso $1,89, per poi risalire al di sopra di $1,90. Si è trattato di un tentativo di breakdown fallito, non dell’avvio di un nuovo trend ribassista.

Dopo il rimbalzo i volumi si sono rapidamente compressi fino alla chiusura, segnale che sia gli acquirenti sia i venditori hanno scelto di allentare l’attività. Su base intraday è stato tentato un recupero modesto verso $1,92, ma la replica è stata respinta con rapidità, riportando il prezzo vicino a $1,90 e confermando la struttura laterale prevalente.

Analisi tecnica

Dal punto di vista tecnico XRP resta in consolidamento piuttosto che in tendenza. Il mercato ha costruito una base evidente intorno a $1,88, che gli analisti tecnici descriverebbero come una zona di supporto a triplo minimo; ogni test ha attirato acquisti, ma i rimbalzi sono stati limitati.

La pressione di vendita a breve termine si colloca nella fascia di $1,93–$1,95, mentre una trendline discendente più significativa si porta intorno a $2,10. Finché XRP rimane sotto questi livelli, i tentativi di salita sono destinati a essere attenuati dai venditori e considerati aree di presa di profitto.

Il comportamento dei volumi conferma l’ipotesi di consolidamento: gli spike di partecipazione hanno coinciso con inversioni di direzione anziché con breakout sostenuti, e la contrazione dei volumi verso la chiusura indica indecisione degli operatori più che accumulo o distribuzione aggressiva.

Cosa devono sapere i trader

La principale conclusione è che XRP sta comprimendo il range senza ancora dare segnali di rottura direzionale.

Il supporto vicino a $1,88 sta reggendo, il che suggerisce che i venditori stanno perdendo slancio piuttosto che intensificarlo.

La progressiva secchezza dei volumi spesso anticipa una mossa più ampia non appena si risolverà la direzione di mercato; i deflussi dagli ETF riflettono rotazione e presa di profitto, non una perdita di fiducia nell’asset.

Per l’immediato: un superamento di $1,95 indicherebbe l’avvio di una ristrutturazione verso la zona di $2,03–$2,06, mentre una rottura sotto $1,85 invaliderebbe la base e riaprirebbe spazi ribassisti.

Fino a quel momento XRP è probabile che resti in trading range, situazione che penalizza i trend follower ma può favorire strategie di breve termine basate sulla mean reversion.

In termini semplici: XRP non mostra ancora la debolezza necessaria per rompere i supporti, né la forza per avviare un rally sostenuto — almeno fino a che le condizioni di volume e il contesto macro non chiariranno la direzione.