Cortei per Palestina e Venezuela a Milano: cronista del Giornale insultata durante la manifestazione

A Milano circa un migliaio di persone è sceso in piazza per protestare contro gli arresti dei membri dell’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (Abspp), indagati dalla Procura di Genova per presunti finanziamenti a Al Fatah.

Il corteo è partito da via Giacosa e ha raggiunto piazza della Repubblica, passando per via Venini e davanti alla sede dell’Abspp, che risulta chiusa e sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria.

I manifestanti hanno denunciato il trasferimento in carceri di massima sicurezza di alcuni degli arrestati: tra questi Mohammad Hannoun, trasferito a Terni; Raed e Yaser, inviati a Ferrara; e Albustanji, in custodia in una struttura calabrese, con limitazioni alle visite famigliari.

I manifestanti hanno scandito:

“Mohammad, Raed, Yaser, Khalil e gli altri, Anan, Ali, Mansour e tutti i palestinesi ‘colpevoli’ di solidarietà liberi subito!”

I partecipanti hanno aggiunto:

“Dovunque voi siate, siamo e saremo al vostro fianco senza arretrare nella solidarietà.”

La manifestazione a Milano è stata promossa da diverse realtà associative e sindacali, tra cui Associazione Palestinesi in Italia, CsA Vittoria, Cub, Usb, Si Cobas, UDAP – Unione Democratica Arabo Palestinese, Giovani Palestinesi e la Comunità Palestinese di Lombardia, insieme ad altre formazioni dell’antagonismo sociale.

Sul piano giuridico, l’inchiesta apre un confronto tra esigenze di sicurezza e libertà di associazione: le accuse di finanziamento verso organizzazioni politiche o combattenti comportano procedure complesse e il rischio di limitazioni alla libertà di espressione e di sostegno umanitario. Attivisti e osservatori hanno chiesto trasparenza sulle indagini e garanzie sul rispetto dei diritti dei detenuti, compreso il diritto alle visite familiari e al giusto processo.

Insulti a una cronista durante il corteo

Nel corso della manifestazione a Milano è stato segnalato un episodio di aggressione verbale nei confronti di una giornalista presente per documentare la protesta.

Alcuni manifestanti hanno urlato:

“Fuori i sionisti dal corteo” e “questa faccia di m… qui non ci deve stare”.

La giornalista ha dichiarato:

“Sono venuta a fare la giornalista.”

Le stesse fonti riportano che le frasi offensive sono state rivolte direttamente alla cronista, con il lancio di slogan che ne escludevano la presenza. Episodi di questo tipo sollevano questioni sul diritto di informazione e sulle condizioni di sicurezza per i giornalisti durante manifestazioni ad alta tensione.

Bruciate bandiere a Roma

A Roma tre bandiere degli Stati Uniti sono state date alle fiamme durante un corteo che si è mosso da Piazza dell’Esquilino verso via Bissolati e l’ambasciata americana.

La manifestazione è stata organizzata da associazioni, movimenti e sindacati di base come gesto di solidarietà al Venezuela in seguito a un intervento degli Stati Uniti e alla cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro, su cui gli attivisti hanno chiesto “l’immediato rilascio”. Azioni simboliche come la distruzione di bandiere intendono esprimere dissenso politico, ma possono anche avere ricadute diplomatiche e suscitare discussioni sulle forme legittime di protesta.

Corteo a Firenze e collegamento con altre crisi internazionali

A Firenze circa duecento persone sono partite da Piazza San Marco per una manifestazione promossa da Firenze per la Palestina, con la partecipazione di sigle come Usb e Potere al Popolo e altre realtà della sinistra radicale.

I manifestanti hanno intonato slogan come:

“Fuori l’Italia dalla Nato” e “Yankee go”.

Il corteo ha percorso via Cavour per concludersi in Piazza San Lorenzo, mostrando striscioni e bandiere palestinesi e insistendo sul rapporto tra solidarietà internazionale e autodeterminazione dei popoli.

Edoardo Todaro di Firenze per la Palestina ha dichiarato:

“Avevamo organizzato questa manifestazione prima degli ultimi fatti sul Venezuela; l’avevamo pensata rispetto alla questione della Palestina e per ricordare una delle tante orribili stragi compiute da Israele nei confronti del popolo palestinese, quella di Piombo Fuso che causò oltre 15.000 morti. Si è aggiunta la situazione del Venezuela perché, a nostro avviso, i due fatti sono strettamente collegati: viene messa in discussione l’autodeterminazione dei popoli a decidere il proprio destino, come è successo appunto in Venezuela con il rapimento di Maduro e della sua compagna.”

La manifestazione fiorentina ha evidenziato come gruppi diversi colleghino conflitti e interventi internazionali in una critica più ampia alle politiche estere che, secondo i partecipanti, incidono sulla sovranità dei popoli. Questo approccio tende a unire questioni locali e internazionali in un’unica piattaforma di contestazione politica.

Nel complesso, le manifestazioni nelle diverse città italiane riflettono tensioni crescenti tra istanze di solidarietà internazionale, esigenze di ordine pubblico e preoccupazioni legate alle libertà civili e al diritto di cronaca. Osservatori, organizzazioni per i diritti e istituzioni giudiziarie rimangono al centro del dibattito mentre proseguono le indagini e si valutano eventuali ricadute politiche e diplomatiche.



Author: Tony
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