Barclays investe in Ubyx, società di settlement per stablecoin mentre l’infrastruttura tokenizzata accelera

Barclays, la seconda banca del Regno Unito per capitalizzazione di mercato, ha annunciato un investimento in Ubyx, una startup statunitense che sviluppa sistemi di clearing per forme di moneta tokenizzata come i depositi bancari e le stablecoin regolamentate.

I termini economici dell’operazione non sono stati resi pubblici, ma l’operazione riflette un interesse crescente da parte degli intermediari tradizionali nel predisporre le basi per pagamenti basati su blockchain che rimangano nell’ambito della regolazione finanziaria vigente.

Questa tendenza è accompagnata da prove di concetto realizzate da operatori internazionali: la UBS, la PostFinance e la Sygnum Bank hanno sperimentato transazioni su Ethereum, mentre il sistema di messaggistica interbancaria Swift sta realizzando infrastrutture per il onchain settlement.

Cosa sviluppa Ubyx

Ubyx sta costruendo una tecnologia che consente alla moneta tokenizzata di spostarsi tra emittenti e istituzioni all’interno di un quadro comune di regolamento. Il sistema è progettato per supportare lo scambio e il rimborso dei fondi tokenizzati a valore nominale tra wallet, banche e piattaforme di pagamento.

Dichiarazione ufficiale

Ryan Hayward ha dichiarato:

“L’interoperabilità è essenziale per liberare il pieno potenziale degli asset digitali. Man mano che il panorama di token, blockchain e wallet si evolve, tecnologie specializzate giocheranno un ruolo centrale nel fornire connettività e infrastrutture che permettano alle istituzioni finanziarie regolamentate di interagire senza soluzione di continuità.”

Round di finanziamento e partecipanti

All’inizio dell’anno scorso Ubyx aveva raccolto $10 milioni in un seed round guidato da Galaxy Ventures. Hanno partecipato anche VanEck, il Founders Fund di Peter Thiel e Coinbase Ventures, segnalando l’interesse degli investitori istituzionali e degli attori principali del mercato crypto verso soluzioni di regolamento tokenizzato.

Implicazioni per il settore finanziario

L’investimento evidenzia come le grandi banche stiano esplorando infrastrutture che permettano di coniugare l’efficienza delle tecnologie distribuite con i requisiti normativi esistenti, compresi gli obblighi di compliance e le procedure di antiriciclaggio. Un quadro comune di regolamento può ridurre i rischi di liquidità e di controparte, accelerare i tempi di regolamento e facilitare l’integrazione tra sistemi tradizionali e nuovi ecosistemi digitali.

Restano però questioni aperte: la necessità di chiarezza regolatoria sulle stablecoin e sui modelli operativi, l’interazione con eventuali CBDC emesse dalle banche centrali e la gestione di aspetti pratici come l’interoperabilità tra blockchain, la privacy e la sicurezza dei wallet.

Prospettive e contesto normativo

Il coinvolgimento di istituti come Barclays e investitori istituzionali indica che la fase esplorativa sta progressivamente lasciando spazio a iniziative concrete mirate alla produzione di infrastrutture operative. Le autorità di vigilanza europee e internazionali osservano con attenzione questi sviluppi per valutare come integrare gli standard prudenziali e i requisiti di supervisione con le nuove tecnologie.

In sintesi, l’operazione conferma la spinta verso una maggiore integrazione tra finanza tradizionale e tecnologie tokenizzate, con un focus sulla compatibilità regolamentare e sulla costruzione di strumenti che possano essere adottati su larga scala dalle istituzioni finanziarie.