La liquidità spinge Bitcoin, ma i timori per il ciclo di halving potrebbero frenare il rally del 2026, avverte Schwab

Il prezzo di Bitcoin a circa BTC$92.610,80 riflette, in avvio del 2026, un intreccio complesso di tendenze macroeconomiche e fattori specifici del mercato.

Secondo Jim Ferraioli, direttore della ricerca e strategia crypto presso il Schwab Center for Financial Research, l’andamento di Bitcoin è determinato da tre forze di lungo periodo e sette driver di breve periodo che operano simultaneamente.

Fattori di lungo periodo

I tre elementi strutturali indicati come trainanti sono la massa monetaria globale (spesso misurata come M2), la dinamica di offerta deflazionistica di Bitcoin e il progresso dell’adozione. Ognuno di questi influisce sulla domanda o sull’offerta nel tempo e determina la base su cui si sviluppano i movimenti di prezzo.

M2 rappresenta la liquidità circolante nell’economia e può essere fonte di pressione rialzista sui beni ritenuti riserva di valore quando aumenta, mentre la crescita dell’offerta di Bitcoin è programmata e rallentata dal meccanismo di emissione, rendendola intrinsecamente disinflazionistica.

L’adozione include sia l’interesse dei singoli investitori che l’ingresso di grandi operatori istituzionali; un incremento di quest’ultimo tipo ha impatti strutturali più duraturi sui volumi e sulla profondità del mercato.

Driver di breve periodo

Ferraioli elenca sette fattori di breve termine che guidano la volatilità e i movimenti ciclici: il sentimento di rischio del mercato, i tassi d’interesse, la forza del dollaro statunitense, la stagionalità, la liquidità in eccesso delle banche centrali, la concentrazione delle grandi wallet di Bitcoin e i rischi di contagio finanziario.

Nel passaggio al 2026 diversi di questi elementi sembrano orientati favorevolmente per Bitcoin: ad esempio il sentimento di rischio negli asset rischiosi e alcuni miglioramenti nella liquidità di mercato.

Jim Ferraioli said:

“Credit spreads remain tight and the market has already flushed out many of the speculative derivative positions that helped drive the sharp selloff in late 2025.”

In sostanza, la pressione proveniente da posizioni speculative che aveva aggravato la discesa a fine 2025 sembra in parte esaurita, lasciando spazio a una ripresa della propensione al rischio.

Jim Ferraioli said:

“A risk-on environment in equities should be supportive of crypto – the ultimate risk asset.”

Questa correlazione con i mercati azionari suggerisce che un robusto rimbalzo nei titoli rischiosi possa favorire anche gli asset digitali, considerati dagli investitori come strumenti ad alto rischio.

Politica monetaria e liquidità

Un altro fattore chiave è la politica monetaria: la direzione dei tassi e l’andamento del dollaro statunitense possono avere impatti rapidi sui flussi verso o fuori dalle crypto.

Jim Ferraioli said:

“We believe rates and the dollar will continue to go lower this year.”

Secondo Ferraioli, un calo dei tassi e del valore del dollaro potrebbe sostenere i corsi, soprattutto se accompagnato da un ampliamento del bilancio delle banche centrali e dalla fine delle politiche di quantitative tightening.

Fattori di freno e rischi

Nonostante i segnali favorevoli, permangono testate importanti. L’adozione istituzionale potrebbe rallentare nella prima metà dell’anno, soprattutto dopo la forte volatilità di fine 2025, e l’incertezza regolamentare rimane un elemento critico.

Jim Ferraioli said:

“Passage of the Clarity Act could accelerate adoption in true institutional investors.”

L’approvazione di norme di chiarezza regolamentare, come menzionato da Ferraioli con riferimento al Clarity Act, potrebbe facilitare l’ingresso di investitori istituzionali veri e propri, con effetti duraturi su volumi e stabilità.

Va inoltre considerato il ciclo del halving: storicamente il terzo anno del ciclo ha mostrato performance relativamente deboli, e la diffusione di questa teoria tra gli investitori può amplificare le pressioni al ribasso.

Jim Ferraioli said:

“The third year of the halving cycle has historically been a bad year. Since there are a lot of crypto investors who follow that cycle theory, that could weigh on prices.”

Rendimento atteso e correlazioni

Nell’analisi storica, dal 2017 Bitcoin ha mediamente guadagnato circa il 70% dal minimo annuale, misura che attenua la variabilità giornaliera. Tuttavia, per il 2026 Ferraioli prevede rendimenti inferiori a quella media storica, pur in un contesto complessivamente positivo.

Un punto interessante è la possibile evoluzione delle correlazioni tra Bitcoin e gli altri mercati finanziari: si osserva una tendenza alla diminuzione della correlazione con gli indici azionari più ampi, mentre permane un legame con le grandi società tecnologiche orientate all’intelligenza artificiale.

Jim Ferraioli said:

“It is still very correlated to megacap AI stocks, but correlation to broader equity indexes has been falling.”

Questo cambiamento nelle dinamiche di correlazione avrà implicazioni per la gestione del rischio nei portafogli che integrano crypto, richiedendo ai professionisti una valutazione attiva delle sovrapposizioni con altri asset e settori.

Conclusioni e prospettive

In sintesi, l’andamento di Bitcoin nel 2026 dipenderà dall’interazione tra tendenze monetarie globali, progressi nell’adozione istituzionale, condizioni di liquidità e fattori di breve termine come il sentimento di rischio e la stagionalità.

Per gli investitori e gli operatori di mercato sarà importante monitorare i segnali di politica monetaria, gli sviluppi regolamentari e la concentrazione dell’offerta, oltre a gestire la volatilità attraverso strategie di rischio adeguate.