Bitcoin perde i guadagni iniziali e scende a $92.000

Nei primi scambi della seduta statunitense all’inizio del 2026 Bitcoin ha tentato un allungo verso i 95.000 dollari, ma nel corso della mattinata sulla costa orientale americana è tornato indietro e si è stabilizzato poco sopra l’area dei 92.000 dollari, segnando un calo di circa l’1,3% nelle ultime 24 ore.

Tra le altre criptovalute, XRP — che aveva guidato il rally di lunedì — è scesa di oltre il 2% nelle ultime due ore, mentre Solana ha perso terreno dopo un impulso iniziale legato alla decisione di Morgan Stanley di proporre un ETF spot su SOL.

Il movimento di mercato si è sviluppato mentre i principali indici azionari statunitensi registravano modestI guadagni: il Nasdaq ha segnato circa +0,4% e l’S&P 500 circa +0,3%. Più vivaci sono state le materie prime: l’oro ha guadagnato il 1% tornando oltre i 4.500 dollari l’oncia, l’argento è salito del 5% superando gli 80 dollari l’oncia e il rame ha toccato per la prima volta i 6 dollari l’oncia, con un progresso intorno all’1,1%.

Flussi verso gli ETF e allocazioni istituzionali

Le quotazioni degli ETF su Bitcoin hanno beneficiato di un significativo afflusso: nella giornata di lunedì si è registrato il maggiore ingresso in quasi tre mesi, pari a circa 697 milioni di dollari. Questo fenomeno riflette sia nuove allocazioni da parte di investitori istituzionali sia la normalizzazione dei flussi dopo le operazioni di tax‑loss harvesting di fine anno.

Anche l’Ether ha mostrato segnali di domanda strutturata, con flussi orientati al rialzo attraverso grandi blocchi di operazioni che hanno privilegiato posizioni long su scadenze medie e lunghe mediante strategie di call spread. Secondo la società di trading crypto Wintermute, questo indica una convinzione direzionale verso la seconda metà del 2026.

Opzioni, skew e dinamiche strutturali

Le dinamiche del mercato delle opzioni continuano a suggerire un cauto ottimismo, ma con attenzione alla struttura dei prezzi e alle strategie di copertura. In particolare, lo skew di BTC rimane negativo: segnale che i prezzi delle opzioni put sono relativamente cari rispetto alle call, condizionato da pratiche sistematiche di overwriting e hedge da parte di enti che considerano il Bitcoin come un asset di tesoreria.

Jake Ostrovskis ha detto:

“I mercati delle opzioni riflettono un cauto ottimismo: i trader si stanno posizionando per possibili rialzi su BTC e ETH, ma mantengono attenzione alle dinamiche strutturali generate dalle strategie di copertura e dagli operatori istituzionali.”

In questo contesto le risk‑reversal — cioè l’acquisto di call accompagnato dalla vendita di put — risultano una modalità efficiente in termini di costo per esprimere una view rialzista, poiché sfruttano lo squilibrio di prezzo tra le due tipologie di opzione.

Ruolo strategico del Bitcoin e prospettive per il 2026

Il movimento dei prezzi suggerisce che Bitcoin viene percepito sempre più come una copertura geopolitica, meno legata agli indicatori di inflazione o alle mosse di politica monetaria e più alla dimensione strategica e di posizionamento statale nel medio‑lungo termine.

Matt Mena ha detto:

“Gli investitori stanno riconsiderando il ruolo di Bitcoin nel portafoglio: oltre alla funzione speculativa, emerge una componente di hedge geopolitico che ne influenza domanda e valutazione.”

Dal punto di vista storico, Bitcoin ha chiuso il 2025 con una perdita intorno al 6% e nelle prime settimane del 2026 ha recuperato una parte significativa di quel calo. È interessante ricordare che la criptovaluta non ha mai registrato due anni consecutivi di perdite e, dopo periodi in cui il comparto crypto ha sottoperformato, si sono sviluppati rimbalzi rapidi e marcati — come accaduto dopo i crolli del 2014, del 2018 e del 2022.

Se il passato può offrire indicazioni, il 2026 potrebbe rivelarsi un anno di consolidamento e possibile recupero per gli asset digitali, soprattutto se gli afflussi istituzionali verso strumenti regolamentati come gli ETF dovessero proseguire e se le dinamiche geopolitiche continueranno a sostenere la narrativa del valore strategico.