Angelo Moratti: eccessi su mercati azionari, crypto e ai minacciano una crisi sistemica

Nel corso del 2025 Angelo Moratti, imprenditore e investitore, ha operato una riorganizzazione significativa delle attività: la cessione del 100% di Milano Investment Partners (Mip) a Soprarno Sgr, la partecipazione al capitale e l’ingresso nel consiglio di amministrazione di quest’ultima, l’ingresso nel board di Giorgio Armani in un momento di transizione, investimenti in deep tech e in energie rinnovabili, oltre alla gestione del portafoglio tramite la holding Angel Capital Management. Questi interventi sono stati annunciati sullo sfondo di una previsione di rischio sistemico: secondo Moratti il mercato potrebbe affrontare una nuova crisi finanziaria nei prossimi 12-18 mesi.

Angelo Moratti ha dichiarato:

“Abbiamo vissuto circa dieci anni in un mondo di tassi di interesse piatti, con accesso al credito semplice e una stabilità apparente. Da metà 2022 siamo entrati in un universo completamente diverso: tassi più alti, inflazione strutturale e, parallelamente, la crescita di vere e proprie bolle. Oggi ne vedo almeno tre: mercati azionari, crypto e intelligenza artificiale. Tre pilastri che stanno sostenendo le valutazioni, ma che mostrano segnali evidenti di eccesso.”

Partiamo dall’intelligenza artificiale: le valutazioni delle società del settore continuano a salire, ma cresce il dibattito sulla presenza di una bolla e sui rischi legati ai multipli elevati.

Per sostenere le valutazioni correnti dell’AI sarebbe necessario generare fino a circa 2.000 miliardi di dollari aggiuntivi di ricavi entro il 2030, uno scenario che molti analisti giudicano eccessivamente ottimistico. Si intravedono dinamiche già osservate in passato, come la bolla delle dotcom del 1999 e la crisi bancaria del 2007-2008 originata dallo scoppio della bolla immobiliare e dai mutui subprime. A tali fenomeni si accompagna spesso un comportamento di massa degli investitori che spinge i corsi ben oltre i fondamentali.

Ci sono esempi concreti di queste distorsioni?

Un caso esemplare è Palantir, oggi valutata a multipli molto elevati rispetto ai ricavi, con rapporti che superano spesso le cento volte i ricavi. Inoltre, una parte rilevante dei guadagni del mercato azionario statunitense è concentrata sulle cosiddette “Magnificent 7” — tra queste Google, Amazon, Microsoft e Nvidia — creando una concentrazione che aumenta la vulnerabilità complessiva del mercato. Il resto dell’azionario, composto dalle imprese industriali tradizionali, mostra invece profittabilità più contenuta.

Implicazioni per investitori e istituzioni

L’evoluzione descritta comporta effetti concreti per gli investitori e per le istituzioni finanziarie. L’innalzamento dei tassi deciso dalle banche centrali per contenere l’inflazione riduce il valore attuale dei flussi futuri, provocando una ricalibrazione delle valutazioni degli asset. Ciò può tradursi in una stretta del credito, pressione sui bilanci bancari e aumento della volatilità sui mercati. Per le autorità di vigilanza il tema principale è il contenimento del rischio sistemico e la garanzia della liquidità, mentre per gli investitori privati e istituzionali diventa cruciale la verifica dei fondamentali aziendali e la gestione del rischio di concentrazione.

Strategie e prospettive

Le mosse di Angelo Moratti riflettono un approccio di riallocazione del capitale in vista di potenziali turbolenze: disinvestire da un veicolo come Milano Investment Partners (Mip), rafforzare relazioni con operatori come Soprarno Sgr e intervenire nel capitale e nei board di gruppi rilevanti possono essere misure volte a diversificare esposizioni e ottenere maggior controllo nelle fasi di cambiamento. Parallelamente, l’impegno in deep tech e in energie rinnovabili punta su settori percepiti come strategici a medio-lungo termine e meno dipendenti dai cicli di breve periodo.

In un contesto a rischio di correzioni, la raccomandazione generale per professionisti e risparmiatori è di privilegiare una due diligence rigorosa, diversificare per settori e aree geografiche, monitorare la qualità dei bilanci aziendali e considerare strumenti di copertura. Le decisioni di asset allocation dovrebbero tenere conto non solo delle potenzialità di crescita delle tecnologie emergenti, ma anche della sostenibilità delle valutazioni rispetto ai ricavi attesi.



Author: Tony
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