Molti dat rischiano di scomparire con un 2026 dalle prospettive fosche, dicono i dirigenti
- 29 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Negli ultimi mesi il settore delle tesorerie di asset digitali ha visto una crescita rapida seguita da un brusco ridimensionamento, e l’orizzonte per il 2026 appare difficile per molte di queste società.
Le società note come DAT (Digital Asset Treasury), nate per offrire agli investitori istituzionali un’esposizione diretta alle criptovalute tramite l’acquisto e la detenzione di riserve, hanno registrato fluttuazioni significative delle quotazioni azionarie in corrispondenza dell’ondata rialzista e del successivo ribasso del mercato cripto.
Contesto e dinamica di mercato
Negli ultimi mesi del 2025 un numero rilevante di società ha strutturato bilanci che incorporano grandi posizioni in Bitcoin e altre valute digitali, attirando capitale dagli investitori tradizionali. Quando il prezzo di Bitcoin ha raggiunto i massimi annuali, molte azioni di queste società hanno beneficiato di forti acquisti; la successiva correzione del mercato ha però eroso rapidamente tali valutazioni.
Questa dinamica ha messo in evidenza un indicatore che gli investitori monitorano con attenzione, il mNAV (market-adjusted Net Asset Value): quando il valore di mercato della società scende sotto il valore della sua riserva di criptovalute, la fiducia degli stakeholder tende a calare e aumentano le pressioni di vendita.
Prospettive secondo i dirigenti del settore
Altan Tutar, cofondatore e amministratore delegato della piattaforma di rendimento MoreMarkets, ha espresso preoccupazione per la tenuta del comparto nei prossimi mesi.
“Avvicinandoci al nuovo anno, credo che le prospettive per le DAT appaiano piuttosto fosche.”
Secondo lo stesso dirigente, molte società che si sono concentrate su portafogli ricchi di altcoin avranno maggiori difficoltà a mantenere una valutazione societaria superiore al valore delle riserve cripto in portafoglio.
Altan Tutar ha aggiunto:
“La maggior parte delle società tesoreria in Bitcoin scomparirà insieme al resto delle DAT; quelle focalizzate sugli altcoin saranno le prime a cadere.”
Tuttavia, Tutar ha indicato che le aziende che offrono un valore aggiunto oltre alla semplice detenzione di asset — ad esempio prodotti che generano rendimenti costanti e trasferiscono tali ritorni agli stakeholder — hanno maggiori probabilità di sopravvivere.
Strategie di rendimento e resilienza
Il cofondatore della piattaforma Solv Protocol, Ryan Chow, ha osservato che il numero di società che hanno scelto di detenere Bitcoin è cresciuto considerevolmente nel corso del 2025, ma questo non garantisce automaticamente la sostenibilità nel lungo periodo.
Ryan Chow said:
“Una tesoreria in Bitcoin non è una soluzione unica per una crescita infinita del capitale.”
Secondo Chow, le società più resilienti saranno quelle che integrano le posizioni in cripto in strategie di rendimento più ampie, impiegando strumenti on‑chain per generare flussi di rendimento sostenibili o usando asset collateralizzati per ottenere liquidità durante le correzioni di mercato.
Ryan Chow ha inoltre dichiarato:
“Quelle che sopravvivranno tratteranno il Bitcoin come parte di una strategia di rendimento più ampia, non come una semplice riserva temporanea di valore.”
I casi peggiori, ha spiegato Chow, sono rappresentati da soggetti che hanno utilizzato l’accumulazione di criptovalute prevalentemente come narrativa di marketing, senza implementare un quadro di tesoreria strutturato per supportarla: a quel punto possono essere costretti a liquidare asset per coprire i costi operativi.
Interazione con il sistema finanziario tradizionale
Vincent Chok, amministratore delegato dell’emittente di stablecoin First Digital, ha sottolineato che gli investitori istituzionali si stanno orientando verso prodotti regolamentati come gli ETF per ottenere un’esposizione alle valute digitali in modo semplificato e conforme.
Vincent Chok said:
“Il modello delle tesorerie cripto deve adeguarsi alle aspettative della finanza tradizionale in termini di trasparenza, auditabilità e conformità.”
La diffusione degli ETF cripto, che in alcuni casi integrano anche rendimenti da staking, ha aumentato la pressione competitiva sulle DAT: per restare rilevanti, molte tesorerie dovranno adottare infrastrutture professionali riconosciute dal mondo della TradFi, con processi di controllo, screening degli asset e gestione patrimoniale conformi agli standard istituzionali.
Implicazioni per investitori e mercati
La possibile contrazione del numero di DAT ha effetti su più livelli: riduce la varietà di strumenti disponibili per l’esposizione istituzionale, può aumentare la concentrazione del mercato su poche realtà solide e spinge le società rimanenti a migliorare la governance e la trasparenza per attrarre capitali.
Per gli investitori privati e istituzionali diventa quindi centrale valutare non solo la grandezza delle riserve in criptovalute, ma anche la qualità della gestione del tesoro, la capacità di generare rendimento sostenibile e la prontezza ad affrontare scenari di stress di mercato.
Conclusioni e possibili sviluppi
La selezione naturale del mercato potrebbe portare a una significativa riduzione del numero di DAT, privilegiando quelle con modelli di business più strutturati, integrazioni con infrastrutture finanziarie tradizionali e strategie di rendimento chiare. Questo processo avrà impatti su liquidità, governance e sul modo in cui le istituzioni accedono agli asset digitali.
In prospettiva, la trasformazione del settore richiederà tempo e probabilmente porterà a una convergenza verso pratiche più simili a quelle della finanza tradizionale, con maggiore attenzione alla compliance, all’audit e alla gestione attiva delle riserve digitali.