Metalli preziosi sottoperformano drasticamente Bitcoin dal 2015, secondo un analista

Secondo analisi diffuse nel settore, Bitcoin (BTC) ha sovraperformato nettamente oro e argento dall’inizio del 2015, registrando un incremento cumulato molto superiore rispetto ai metalli preziosi nello stesso arco temporale.

Adam Livingston said:

“Anche escludendo i primi sei anni di vita di Bitcoin, per chi contesta i periodi di confronto, oro e argento rendono molto meno rispetto all’asset dominante.”

Peter Schiff has replied:

“Dovresti confrontare questi asset sugli ultimi quattro anni invece che su dieci. I tempi sono cambiati: il momento di Bitcoin è passato.”

Rispondendo al confronto sui meccanismi di mercato, Matt Golliher, cofondatore di Orange Horizon Wealth, ha evidenziato che i prezzi delle materie prime tendono ad avvicinarsi ai costi di produzione nel lungo periodo, rendendo la dinamica dell’offerta un elemento centrale nella valutazione del valore.

Matt Golliher said:

“Quando il prezzo sale, la produzione aumenta: questo accelera l’offerta e finisce per riportare il prezzo verso il basso. A meno che l’attività non abbia un’offerta fissa.”

Matt Golliher said:

“Oggi esistono fonti di produzione di oro e argento che un anno fa non sarebbero state redditizie, mentre ora lo sono, proprio grazie all’innalzamento dei prezzi.”

Il confronto tra sostenitori dei metalli preziosi e chi preferisce le criptovalute resta acceso: nel periodo recente oro e argento hanno sperimentato rialzi significativi, mentre BTC ha mostrato fasi di stallo. Contemporaneamente, il valore del dollaro statunitense è diminuito rispetto ad altre valute di riferimento, una dinamica che influenza la percezione della scarsità e del potere d’acquisto degli investitori.

Contesto del dibattito

Il dibattito non è solo accademico: riguarda la funzione di riserva di valore e la protezione dall’inflazione. Bitcoin è spesso citato per la sua offerta massima programmata e per la scarsità digitale, mentre oro e argento sono considerati beni tangibili storicamente utilizzati come rifugio. Le istituzioni finanziarie, i gestori patrimoniali e gli investitori privati pesano questi elementi diversamente in funzione di obiettivi, orizzonte temporale e tolleranza al rischio.

Dinamiche di prezzo e offerta

Le commodity tendono a vedere una risposta dell’offerta quando il prezzo supera certe soglie di redditività: nuove miniere o tecnologie estrattive diventano sostenibili, aumentando l’offerta complessiva. Questa reazione è meno immediata per oro e argento rispetto ad asset fungibili più liquidi, ma esiste. Al contrario, Bitcoin è progettato con un tetto massimo di unità e programmi di riduzione dell’inflazione monetaria (halving), caratteristiche che influiscono in modo diverso sulla percezione della scarsità.

Effetto del dollaro e politica monetaria

Negli ultimi periodi il dollaro statunitense è percorso da una fase di indebolimento rispetto a un paniere di valute principali: questo movimento rafforza l’attrattiva relativa di asset scarsi o reali. L’indice che misura la forza del dollaro rispetto ad altre valute di riferimento ha registrato una flessione significativa, influenzando portafogli e strategie macro.

Arthur Hayes said:

“La svalutazione del dollaro e una politica monetaria accomodante saranno un catalizzatore positivo per il prezzo degli asset scarsi, inclusi oro, argento e Bitcoin.”

Implicazioni per gli investitori

Per chi costruisce o rivede un portafoglio, la scelta tra metalli preziosi e criptovalute dipende da obiettivi temporali, orizzonte di rischio e necessità di liquidità. I metalli hanno una storia lunga come riserva di valore e possono beneficiare di tensioni geopolitiche e di un dollaro debole; le criptovalute offrono potenziale di rendimento elevato ma con volatilità e rischi normativi più marcati. Una strategia bilanciata considera la diversificazione, la gestione del rischio e la comprensione delle dinamiche di offerta di ciascun asset.

In conclusione, la disputa tra sostenitori di oro/argento e sostenitori di Bitcoin resta aperta: i numeri storici mostrano rendimenti molto differenziati, ma le prospettive future dipendono da fattori strutturali come l’offerta, la domanda, le politiche monetarie e il contesto geopolitico. Per gli investitori è essenziale valutare questi elementi con approccio analitico e orizzonte chiaro.