Il 2026 sarà l’anno dei token utility

Yat Siu, cofondatore di Animoca Brands, definisce il 2025 come “l’anno di Trump” per il settore crypto, non tanto perché il presidente degli Stati Uniti abbia salvato l’ecosistema, ma perché l’industria ha puntato troppo su di lui, fraintendendo impatti su tariffe, tassi e altri fattori macroeconomici.

La speranza iniziale era che l’arrivo in carica desse al mercato crypto una spinta decisiva; invece Bitcoin ( BTC ) ha chiuso l’anno in flessione e il segmento delle memecoin ha visto liquidità e attenzione di mercato deviate verso operazioni a carattere politico.

Yat Siu said:

“Se dovessi dare un voto, direi B-/C+.”

Yat Siu said:

“I trader hanno trattato Trump come se la crypto fosse il suo ‘primo figlio’, quando in realtà probabilmente siamo il suo terzo, quarto o quinto figlio, forse anche l’ottavo.”

Secondo Siu, le priorità politiche del presidente — dalle politiche tariffarie alle tensioni commerciali fino alle discussioni sulla politica della Federal Reserve — hanno influenzato in modo negativo gli asset rischiosi. Quando il governo introduce guerre tariffarie o misure commerciali aggressive, il focus non è sui prezzi degli asset digitali, con conseguenti effetti imprevedibili sui mercati crypto.

Yat Siu said:

“Quando il presidente avvia una guerra tariffaria, non sta pensando a cosa succederà al prezzo del Bitcoin.”

L’IPO di Animoca Brands come ‘altcoin proxy’

Per il 2026 Animoca Brands punta a trasformarsi in un veicolo quotato che permetta agli investitori pubblici di ottenere esposizione al lungo elenco di token oltre il solo Bitcoin. L’obiettivo operativo è una quotazione tramite reverse merger con la fintech quotata al Nasdaq Currenc Group, in base a un accordo che lascerebbe ad Animoca il 95% della partecipazione combinata.

Yat Siu said:

“Tecnicamente, sulla carta ci acquistano, anche se noi controlliamo quel che succede.”

La proposta è semplice: mentre società come MicroStrategy sono diventate veicoli quotati per l’esposizione a Bitcoin, non esiste un equivalente per la lunga coda di altcoin. Comprare token di base come Ether (ETH) o Solana (SOL) offre un accesso limitato; Animoca si propone come aggregatore quotato, in stile SoftBank, che consenta agli investitori pubblici di detenere una fetta diversificata dell’ecosistema altcoin e Web3.

Sul fronte operativo, Animoca dichiara oltre 620 società nel suo portafoglio e circa 100 nuovi investimenti solo nell’ultimo anno, tutti registrati a bilancio. Nell’esercizio 2024 la società ha riportato prenotazioni non revisionate per 314 milioni di dollari e ha mostrato EBITDA positivo per quattro anni consecutivi, segnalando solidità operativa di base.

Quadro normativo: Clarity Act e GENIUS Act

Siu ritiene che la definizione normativa sia determinante per la prossima fase del settore. Due proposte legislative negli Stati Uniti, il Clarity Act e il GENIUS Act, potrebbero offrire regole chiare per la classificazione dei token, la loro emissione, la negoziazione e la sorveglianza di mercato, fungendo più da catalizzatori che da minacce esistenziali per le imprese crypto.

Yat Siu said:

“La frase che ci piace usare è ‘Tokenizzare o morire’.”

Con regole più certe, aziende consolidate—pubbliche o private—avranno incentivi a emettere token legati alle loro attività: la certezza legale riduce il rischio e apre la porta a nuovi emittenti. L’esempio già visibile riguarda la reazione dei grandi marchi quando la regolamentazione delle stablecoin è diventata più definita: dopo anni di esitazione, molte realtà hanno iniziato a esplorare emissioni conformi.

In questo contesto, gli attivi reali (RWA) e i titoli tokenizzati rappresentano ponti naturali tra capitale tradizionale e proprietà on‑chain, con aspettative di crescita significative entro la fine del decennio. Animoca ha già avviato partnership nel campo della tokenizzazione, incluso un accordo con Grow, un importante asset manager cinese, per sviluppare soluzioni di tokenizzazione e accesso ai mercati token per clienti tradizionali.

Verso il 2026: utilità e casi d’uso

Siu sostiene che la prossima grande ondata sarà guidata dall’istituzionalizzazione e dall’ingresso di un “nuovo retail” sotto regole più chiare, con prodotti costruiti attorno a casi d’uso concreti e non solo alla speculazione. Il periodo delle memecoin, con lanci rapidi e narrative virali, ha mostrato i limiti di un modello basato esclusivamente sul marketing.

Durante la stagione delle memecoin, piattaforme dedicate hanno permesso il lancio di token senza una chiara strategia di acquisizione utenti, puntando più alla narrativa che al prodotto. Questo approccio ha portato a episodi estremi, come i token brandizzati legati a Trump e alla sua cerchia, che hanno causato perdite significative tra piccoli portafogli.

Yat Siu said:

“È stato un vero e proprio attacco vampiro alla comunità meme, lasciando molti investitori retail bruciati e risucchiando liquidità dal resto del mercato.”

Ad esempio, i token legati al presidente registrarono cadute drammatiche: Official Trump (TRUMP) perse oltre il 75% dal picco, mentre Melania Meme (MELANIA) scese di circa il 90%, lasciando centinaia di migliaia di piccoli wallet in perdita.

Con il capitale che si sposta dalla pura speculazione verso proposte di valore reale, la successiva ondata dipenderà da prodotti che risolvono problemi per giocatori, creatori e marchi, attirando utenti che non si consideravano prima “persone crypto”. Con Clarity Act e GENIUS Act che delineano la via per emissioni conformi, Siu prevede uno spostamento verso token utili e implementabili.

Yat Siu said:

“Il 2026 sarà l’anno del token di utilità, perché tutti lanceranno un token che abbia un caso d’uso, e potremo finalmente parlarne.”

In prospettiva, Animoca punta anche a una tokenizzazione completa di se stessa, diventando un ponte tra mercati azionari tradizionali e proprietà on‑chain. L’intento è offrire agli investitori pubblici un modo liquido e regolamentato per partecipare alla crescita degli ecosistemi Web3 e degli altcoin.

Yat Siu said:

“Devono farlo, devono farlo… Non siamo l’unica azienda che andrà in IPO.”