Confronto decisivo con Bruxelles su ambiente e appalti

Dopo il parere negativo della Corte dei conti, la questione del Ponte sullo Stretto passa su un piano europeo: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) hanno avviato un confronto con la Commissione europea per verificare l’interpretazione e gli spazi applicativi delle direttive Ue citate dalla magistratura contabile.

Una delegazione tecnica dei due ministeri e della Stretto di Messina si recherà alla sede della Commissione per un primo incontro operativo, dedicato alle osservazioni collegate alla Direttiva Habitat: la parte relativa a concorrenza e appalti sarà affrontata in una riunione successiva.

La strada europea

Si tratta del primo passaggio formale dopo lo stop alla registrazione della delibera del Cipess e dopo il colloquio tra il ministro responsabile e il commissario europeo competente per i trasporti. L’intento è costruire un perimetro di interlocuzione politico-tecnico con Bruxelles che consenta di chiarire i profili di conformità normativa dell’opera rispetto al diritto dell’Unione.

Matteo Salvini ha dichiarato:

“Ho appreso con soddisfazione che l’orientamento della Commissione non è cambiato e che c’è volontà di favorire l’avvio dell’opera nel più breve tempo possibile.”

Salvini ha dichiarato:

“Il Governo rimane impegnato a fornire tutte le risposte richieste dalla Corte dei conti.”

Il colloquio istituzionale assume così anche una funzione politica: tracciare la linea di azione tra Roma e Bruxelles e definire le argomentazioni tecniche da presentare sull’impatto ambientale, sugli appalti e sulla compatibilità finanziaria del progetto.

Obiettivo: visto di registrazione pieno

Nelle controdeduzioni ufficiali si inserisce anche la posizione della società concessionaria. L’amministratore delegato della Stretto di Messina ha delineato il percorso che si intende seguire per chiudere la controversia interna e ottenere dalla Corte dei conti la registrazione completa della delibera del Cipess.

Pietro Ciucci ha dichiarato:

“L’obiettivo è ottenere dalla Corte una registrazione piena della delibera Cipess. Il percorso non prevede una nuova gara, ma la riattivazione dei procedimenti collegati alla delibera e al decreto interministeriale relativo al III Atto aggiuntivo alla Convenzione, per adeguarsi alle motivazioni espresse dalla Corte.”

In sostanza, la strategia punta a mantenere la titolarità del progetto e a ristrutturare la documentazione amministrativa e tecnica per rispondere ai rilievi, evitando un nuovo bando che potrebbe allungare ulteriormente i tempi.

I punti salienti

Il confronto ora si concentra sugli aspetti comunitari: sarà la Commissione a valutare se le osservazioni mosse dalla Corte dei conti possono essere ricondotte a questioni correggibili nell’ambito delle direttive europee. Tra i rilievi ritenuti sanabili figura, ad esempio, l’esclusione dell’ART (l’Autorità di regolazione dei trasporti) dalla consultazione sulle tariffe.

I nodi più complessi riguardano invece la compatibilità ambientale con la Direttiva Habitat e le profili relativi agli appalti pubblici: la magistratura contabile ha contestato uno scostamento dei costi superiore al 50% rispetto alle stime iniziali, oltre al cambiamento del modello di finanziamento, passato da un’impostazione di project finance a un finanziamento maggiormente pubblico.

Dal punto di vista istituzionale, la partita coinvolge diverse competenze dell’Unione: la Commissione valuterà l’eventuale impatto sulle regole sugli aiuti di Stato, sulla concorrenza e sugli appalti pubblici, oltre agli obblighi di tutela ambientale previsti dalle normative europee.

La Commissione esaminerà le osservazioni presentate dall’Italia nelle prossime settimane. Si tratta di un iter tecnico e complesso che difficilmente sarà chiuso in tempi brevissimi, pur se alcuni interlocutori interni ritengono plausibile indicare l’estate come finestra potenziale per l’avvio dei cantieri, qualora emergesse un quadro favorevole e abbiano luogo le necessarie adeguazioni procedurali.

Per garantire trasparenza e credibilità del processo, le amministrazioni coinvolte dovranno fornire documentazione puntuale, valutazioni di incidenza ambientale aggiornate e chiarimenti sui profili economico-finanziari. Sul piano politico, l’esito della verifica europea avrà inevitabili ricadute sul dialogo tra Governo centrale, enti locali e soggetti concessionari, nonché sulla percezione pubblica dell’opera.



Author: Tony
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